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lavoro pubblicato giovedì 22 novembre 2012
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Elite - capitolo 14

di WolfMoon. Letto 500 volte. Dallo scaffale Fantasia

"-Rispondi adesso, non c'è tempo per pensare- disse guardandomi negli occhi, occhi che per un momento mi fecero venire il capogiro. Si inginocchiò ai miei piedi e mi baciò la mano -Mia dolce fanciulla, accetta e ti protegger&o...

"-Rispondi adesso, non c'è tempo per pensare- disse guardandomi negli occhi, occhi che per un momento mi fecero venire il capogiro. Si inginocchiò ai miei piedi e mi baciò la mano -Mia dolce fanciulla, accetta e ti proteggerò sempre, scoprirai cose che non hai mai pensato esistessero- disse ulteriormente .
Incuriosita e stregata da quel ragazzo così bello e giovane, accettai di divenire sua amante. Tornammo al castello, dove Andrews notò che l'armatura di Luck era stata perforata da una spada e chiese l'accaduto.
-Stavo raccogliendo dei fiori e delle erbe medicinali quando un cavaliere oscuro mi ha colo di sorpresa attaccandomi, se non fosse stato per Luck che si è messo tra me e la sua lama io adesso, forse, non sarei qui- risposi .
-Confermo quanto detto dalla mia Lady- confermò Luck.
Divenni rossa, sotto lo sguardo interrogativo di Andrews.
-Bene, Luck vai a fare rapporto ad Aristide, per favore- chiese a Luck.
-Agli ordini- disse Luck.
Si avvicinò a me e tenendomi stretta tra le braccia mi diede un rapido e casto bacio sulle labbra
-Arrivo tra poco MyLady- mi sussurrò.
Se prima ero diventata rossa, ora ero paonazza, Andrews sempre più incuriosito si mise a fissarmii sorridente. Appena Luck si fu allontanato, Andrews si avvicinò a me.
-E così sei tu, la sua nuova fiamma- disse sorridente -Sai vero che è un Don Giovanni e non durerà?- mi chiese.
-Si, mi ha avvertita, ma mi ha salvato la vita e poi, secondo me, dietro quella spensieratezza c'è una profonda tristezza. Di certo con me non si aprirà, ma voglio cercare di alleviarla per come posso- dissi rispondendo al sorriso, addolcito al pensiero di Luck.
Al suo ritorno, Luck mi portò in una delle sue numerevoli stanze, una specie di studio. C'erano molte finestre e tantissimi quadri. Andai a guardarli da vicino, mentre lui tirava le tende per far entrare il sole. Sotto ogni quadro c'era la sua firma.
-Son davvero tutti tuoi?- mi voltai a chiedere.
-Si, ogni singolo quadro dei due castelli son tutti fatti da me- mi rispose con un sorriso.
In molti quadri c'erano dipinti di persone e costruzioni ormai divenute macerie, di tantissimi anni addietro. Come aveva potuto dipingerli così accuratamente? Non ebbi il tempo di chiederlo perché la sua dolce voce torno a parlare.
-Mettiti su quella poltrona per favore e cerca di rilassarti ma di stare anche immobile, per favore- mi chiese con un sorriso ammaliatore.
-Immobilie? Non avrai intenzione di farmi un ritratto vero?- chiedi impaurita.
-E invece si MyLady- rispose ridendo."


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