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lavoro pubblicato mercoledì 21 novembre 2012
ultima lettura lunedì 6 maggio 2019

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Tenendo per mano la mia anima

di Perla. Letto 689 volte. Dallo scaffale Fantasia

Quella notte mi addormentai abbracciando malinconicamente il mio cuscino, come se niente e nessuno potessero regalarmi meglio di lui il calore che da tanto mancava alla mia anima; e con lui iniziai a viaggiare leggera nell’etereo mare dei sogni, ....

Quella notte mi addormentai abbracciando malinconicamente il mio cuscino, come se niente e nessuno potessero regalarmi meglio di lui il calore che da tanto mancava alla mia anima; e con lui iniziai a viaggiare leggera nell’etereo mare dei sogni, senza scorgere luci nè suoni per un’infinità di “non tempo” indecifrabile per la mente umana.
Un soffio di aria tiepida sulle guance e tra i capelli iniziò a farmi capire che ero in movimento e che quello non era un sogno, bensì un viaggio. E nel viaggio aprii gli occhi e vidi in lontananza una nube i cui multipli colori brillavano illuminati da raggi di luce iridescente, come il battito di una galassia che desidera implodere dolcemente ma con fervore.
La velocità con cui giunsi a destinazione fu quella di un battito di ciglia, forse, o quella di una vita intera, non so dire con precisione. Ma senza essermene resa coscientemente conto, mi ritrovai adagiata su di un tappeto morbido come un batuffolo di seta, che irradiava una luce di un intenso blu cobalto.
Tutto quello che potevo fare era ammirare la bellezza di tutto ciò che mi circondava, animata da un profondo e assetato desiderio di dissetare il mio spirito.
Vorrei poter narrare di creature fantastiche, fiori dagli aromi paradisiaci, cibi dai sapori straordinariamente prelibati. Ma in realtà tutto ciò che mi circondava erano solo colori: di ogni gradazione, intensità, calore, brillantezza e diversa saturazione.
Lasciai cadere la testa indietro, regalandomi completamente a quell’immensità ed un sinuoso turbinio di particelle d’aria calda mi avvolse come in un abbraccio, colorando le sue premurose braccia impalpabili di un rosso intenso. Sollevata dal tappeto cobalto, mi sentii invadere da una grande fiducia in me stessa, passione ed energia, come se accogliessi nell’animo tutte le forze che la Madre Terra porta in grembo da miliardi di anni. Poi, lentamente, iniziai a scendere ma rimasi sospesa e venni accolta da un altro abbraccio di colore arancio che mi cullò nuovamente come su di un altalena, regalandomi sensazioni di profonda gioia di vivere e un piacere che sfamava l’anima in ogni suo più piccolo e infinito spazio da riempire.
Sentivo l’aria calda proteggermi mentre giocavamo insieme e sentivo la gioia pervadermi mentre, curiosa, attendevo la discesa verso il tappeto cobalto per essere avvolta dal giallo che, con le sue braccia energiche, mi sollevava di nuovo regalandomi quella volontà e quel senso di autostima che mai, prima di allora, avrei creduto di poter possedere con tanta forza. Se in quel momento avessi avuto dinnanzi a me la montagna più alta del Mondo, avrei iniziato a scalarla certa di arrivarne alla vetta.
E arrivò l’amore a far battere il cuore della mia anima: calore ed emozioni mi fecero volteggiare come in un mare di poesia e leggerezza quando il verde mi baciò le labbra prima di cullarmi verso l’alto, dandomi la possibilità di ascoltare il suo canto melodioso e armonico.
Il verde mi regalò all’azzurro, che mi librò nell’immenso di una luce in cui ogni cosa lontana appare vicina e in cui esiste una sola forma di comunicazione per ogni anima e in cui tutto fa parte del Tutto. Un volo che nel suo turbinio creava musica e disegni composti da note e linee mai viste, che mi incantavano e rilassavano inspiegabilmente.
Sentì appena il suo tocco leggero quando venni sollevata di nuovo nell’aria: l’indaco mi sfiorava appena, solenne e regale, facendomi sentire completa, in perfetto equilibrio con l’Universo, consapevole di me stessa e del messaggio che la vita aveva voluto regalarmi da quando ero venuta al mondo. In quel momento sapevo il perché della mia esistenza e il perché di tutte le cose.
Tesi le braccia amorevolmente e con gioia al viola, che mi attendeva paziente. Iniziammo a volteggiare, come in una danza celestiale sospesi tra terra e cielo, tra passione ed intelligenza, tra amore e saggezza. E in quell’istante avvenne la vera metamorfosi: venni invasa da un’energia pura, atavica; una forza piena di vitalità, attesa, precognizione che elevava la mia coscienza umana.
Mentre scendevo verso il tappeto color cobalto, vidi farsi sempre più luminosa una luce bianca che liberò ancora di più il mio spirito e lo deterse amorevolmente, come un bagno ristoratore dopo un lungo viaggio regala al corpo una profondo e puro rilassamento.
Mi svegliai mentre un raggio di sole filtrava tenue dalla finestra di camera mia, illuminandomi il viso.
Quel mattino seppi con disarmante certezza che la mia vita non sarebbe stata più la stessa dopo quella meravigliosa notte colorata, trascorsa a volare felice nei cieli dell’Universo, tenendo per mano la mia anima.


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