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lavoro pubblicato martedì 20 novembre 2012
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

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Il Ladro Dei Sogni

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 526 volte. Dallo scaffale Fantasia

IL LADRO DEI SOGNI Sera fredda  di fine novembre ,l’ombra dei ricordi passati, delle cose ancora da fare  mi seguono passo dopo passo   fuori alla stazione della metrò  mentre faccio ritorno  a casa  tutto ad u.....

IL LADRO DEI SOGNI


Sera fredda di fine novembre ,l’ombra dei ricordi passati, delle cose ancora da fare mi seguono passo dopo passo fuori alla stazione della metrò mentre faccio ritorno a casa tutto ad un tratto vedo un vecchio malconcio salire su un cornicione e urlare delle sue miserie: Aiutatemi vi prego, mia moglie e miei figli mi hanno cacciato di casa ,perché dicono che sono solo una disgrazia per loro , sono vecchio e senza un soldo , dicono che bevo troppo vino che voglio vivere alle loro spalle ,io che mi sono spezzato la schiena a faticare per farli crescere bene ,ho accompagnati all’altare le mie tre figlie con una buona dote , ho fatto tutti i lavori che mi capitavano. Ora mi cacciano di casa come un cane rognoso , con un calcio nel sedere. La gente gli passa accanto incurante , qualcuno gli dà qualche moneta alcuni ragazzi ridono a vederlo così disperato , tutti vanno verso casa con valigie colme di speranza o di cose inutili, cambiali , errori vari . La strada è un doloroso calvario e non s’incontra nessuno quando se ne ha bisogno ,qualcuno che ti sappia spiegare perché tanto soffrire. Ogni morale ritorna ad essere filosofia e storia , momenti intimi fragili come le morte foglie sui rami in attesa d’ un alito di vento li porti via. Tra strade affollate inseguendo storie passate s’ incontra figure e vite vissute in fretta ,la fantasia sembra plasmare l’evento atteso, dar volto alla solitudine , all’inquietudine dei giorni avvenire. Sarà follia penserà qualcuno da sotto il capello, osservare declamare versi al vento , spoglie d’un misera vita in cui un ricordo ,un profondo dolore bussa ogni sera alla porta , per entrare ed essere ascoltato . Con l’avvicinarsi delle festività case e negozi luccicano nel buio , così sarà presto natale , poi capodanno , sarà quello che sarà ma io non sono più io. Seguire il divenire per rime , incamminarsi insieme nei perduti labirinti intellettivi ,inseguendo lirismi e piagnistei. Ripenso a quel mio personaggio costretto a vivere da solo in una squallida baracca alla periferia della città ,aveva imparato a rubare pensieri felici ,aveva imparato a sorridere alla vita, allo schiaffo, al calcio nel sedere ,aveva imparato a sue spese ad essere solo. Fu per questo rinchiuso in carcere, perché preso in fragrante a rubare sogni ad un vagabondo che dormiva beato su una panchina all’interno d’ una villa comunale . Gli trafugò le sue gioie, gli rubò l’ultimo suo momento felice e scappò per strade addobbate di mille luci saltando come matto. Un povero ladro di sogni , una volta in carcere tentò di evadere di fuggire via , ma fu tutto inutile ,ombre malvagi, incubi , vennero ogni notte a tormentare il suo riposo, dovette così aspettare che finisse l’intera sua condanna per ritornare a dormire in pace. Ora ritorno su i miei passi ,tra i righi dei miei fogli il silenzio regna sovrano come tra le brulle campagne . S’ ode da lontano ,da giardini ed orti il canto dei morti.Si vede dalla finestra un cader fragile di foglie con su scritto tanti bei pensieri, si leggono li sopra poemi e drammi , nuove novelle , tragedie antiche che inebriano lo spirito d’ amore e calmano così la mente inquieta in preda ai fantasmi della ragione poetica.




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