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lavoro pubblicato martedì 20 novembre 2012
ultima lettura giovedì 16 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Regina CaldaFredda e il Musicante Accompagnatore.

di ivan2013. Letto 1113 volte. Dallo scaffale Fiabe

Certamente quell'attimo lo rimembra molto bene la Marionetta fatta di Alghe e Gesso, quando Ella apparve in tutta la sua rigorosa luminescenza per l'u...

Certamente quell'attimo lo rimembra molto bene la Marionetta fatta di Alghe e Gesso, quando Ella apparve in tutta la sua rigorosa luminescenza per l'ultima volta, e non scorderà mai quel che vide e udì in quel tempo ormai perso.
L'Isola di Note e Fuochi di cui quella incantevole visione era Regina si fermò all'istante, i curiosi abitanti di quel piccolo Regno non erano usi ad apparizioni di quel genere, ultimamente la stanca Regnante usciva molto di rado dalle sue stanze.
Tutti smisero le loro occupazioni e rimasero dall'incanto rapiti, dall'incanto di tanta bellezza che per la maggior parte dei tempi era condannata a rimaner nascosta, segregata all'interno della più grande corteccia del Regno, l'unica Fonte di dolcissimo Miele di tutta l'Isola.
Siffatto Reame d'altronde era noto al mondo circostante per due grandi leggende: il fatto che il legno bruciasse all'interno in modo perenne senza consumarsi mai, per tenere caldi gli abitanti che dentro esso vivevano, mentre all'esterno appariva ghiacciato, per nascondere e proteggere la vita che custodiva.
E perché l'Isola era visibile -e raggiungibile- per pochi casuali momenti all'anno, quando gli Elfi e le Fate Ondine che si occupavano di creare e soffiar la Nebbia che la circondava si fermavano proprio per ammirar -anch'essi- la Regina che passeggiava malinconica e assorta in chissà quali segretissimi pensieri.
Tutti quanti in quell'Isolotto erano in adorazione da sempre per la loro Fata Protettrice -nonché Regina- e maggiormente quando Lei si concedeva ai loro occhi, pur senza quasi mai proferir parola. La Marionetta di Alghe e Gesso, il Fabbro del Piccolo Castello senza Serrature, il Marinaio Melanconico, il Tronco Errabondo, il Custode dell'Ingresso dei Musici, e tutti quanti gli altri esserini di quel Luogo Magico trattennero il respiro, guardando Lei si sentivano migliori di quel che erano in realtà.
Alla vista della Regina speravano -ognuno di loro- sognavano persino, e alcuni addirittura piangevano, pur sapendo che le lacrime si sarebbero tramutate in ghiaccio e sciolte al momento del ritorno a casa. Per tutti era il momento più felice dell'esistenza, il Rito del Transito della Regnante, pregno di Bellezza, Musica e di Profumo di Legna Ardente.
Ma questa volta ad un tratto la Regina si fermò, si guardò intorno e alzò la testa, verso quel Cielo azzurrino a strisce arancio da dove proveniva quella Musica che accompagnava -fin dal principiar dei tempi- solo le sue passeggiate.
Nessuno sapeva con certezza quale fosse la fonte di quelle splendide Folate di Note, ma una storia antica narrava che fossero quattro Musicanti che cercavano -da tempo immemore- di rapire il Cuore della Fata Regnante. Chi avesse mai vinto quella singolar sfida l'avrebbe portata via con sé per sempre.
Nessuno li aveva mai visti, tranne il Custode dell'Ingresso dei Musici che sosteneva fossero Chopin (il Notturno), Pachelbel (il Canone), Debussy (il Chiaro di Luna) e Shostakovich (il Valzer).
Però neanche lui poteva sapere se qualcuno avrebbe vinto mai quella strana tenzone, e chi -eventualmente- sarebbe potuto mai essere. Anche il Custode, come tutti i suoi concittadini, sperava nessuno vincesse mai e che la Regina non lasciasse mai l'amato Regno. Ma quella notte le cose cambiarono, per sempre.
La Regina, sempre con il capo rivolto al Cielo cominciò a parlare: disse a tutti loro che per Lei era giunto il momento di scegliere e andarsene. Per troppo tempo era stata prigioniera, seppur per scelta e ben protetta e riverita, in quell'Isola.
Disse che amava tutti loro ma ora doveva cessare di bruciare di quel tiepido Fuoco fatuo poiché la aspettava, invece, una festante esplosione di Colori e Suoni. Lassù, in quel Cielo da dove provenivano quelle paradisiache ed universali Note.
Così le aveva detto, poco prima, una Voce proveniente dal suo Giardino Segreto, dalle profondità più grandi di quel suo Mondo Fantastico.
Era ora di scegliere il Musico, far scendere il suo fragile Ponte di Note e -percorrendolo interamente- innalzarsi fino a raggiungere quella Nuova Vita. Così fece, e sparì per sempre da quel Luogo Fatato. In un istante le Nebbie si dissolsero, i Fuochi interiori smisero di essere tiepidi ed eterni, l'Isola divenne rigogliosa e non più fatta solo di ghiacci.
Quello strano popolo ringraziò e salutò la Regina che svaniva nell'azzurro, nessuno fece drammi, erano tutti felici per Lei dopotutto. Tutti guardarono a lungo verso il Cielo, videro due Corpi Celesti -due grandi forme rossastre- che si unirono in una sorta di Danza Cosmica, fino ad esplodere e a formar così una vorticosa Sfera di Energia e di Luce abbagliante.
Così -si narra- nacquero l'Amore, sotto forma di Energia misteriosa e potentissima, e il Sole, la stella più importante per noi tutti. Le due enormi ed infinite Forze che rendono possibile fino ad oggi, a tutti noi esseri viventi, il mestiere del Vivere.
Per questo motivo, fin dal principio delle Ere, i vecchi Saggi dicono che una Vita Felice debba essere composta da Musica Celestiale e da Fuoco Interiore.
Non si seppe mai chi vinse la Disfida dei Musici, ma a qualcuno parve di sentire -in lontananza- le note di un festante Valzer.



Commenti

pubblicato il venerdì 26 febbraio 2016
ivan2013, ha scritto: Questo racconto è diventato anche un copione teatrale, scritto a quattro mani con una cara amica e bravissima regista e attrice di teatro, che metteremo in scena prima o poi. ??

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