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lavoro pubblicato martedì 20 novembre 2012
ultima lettura lunedì 30 settembre 2019

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La SFINGE

di mariapace2010. Letto 976 volte. Dallo scaffale Filosofia

LA SFINGEE' un nome che evoca immediatamente atmosfere di mistero e simbolismi, ma bisognadistinguere fra la Sfinge egizia e quella greca: la prima &...


LA SFINGE





E' un nome che evoca immediatamente atmosfere di mistero e simbolismi, ma bisogna
distinguere fra la Sfinge egizia e quella greca: la prima è la raffigurazione
della potenza regale, mentre la seconda è una figura mitologica.



Sfinge egizia

Questo straordinario monumento è assurto a simbolo dei misteri che ancor oggi
circondano la civiltà egizia. (misteri che studi ed inarrestabile ricerca,
continuano a svelare) In realtà non ha nulla di misterioso, né di mitologico;
ha, invece, come tutte le statue egizie, una ben precisa funzione: quella di
proteggere.

"Proteggo la cappella della tua tomba sorveglio la tua porta..." sta, infatti,
scritto su un esemplare risalente alla XXVI Dinastia.

Corpo leonino e testa umana, sulla fronte te l'urex,
il cobra reale, la Sfinge simboleggia la natura divina del Faraone.

La Sfinge più famosa si trova a Gizah,
porta il volto del faraone Kafra e risale al 2.570 a.C. - IV Dinastia,
Antico Impero.

Durante lo scorrere di tutti questi secoli, non c'è stata generazione capace di
sottrarsi al suo fascino enigmatico.

Per gli Arabi era Abu-el-hol, ossia, "Padre della paura", a testimonianza
dei sentimenti di timore che l'immenso colosso di pietra era capace di suscitare
in gente superstiziosa che la credeva una raffigurazione del male; per gli
Antichi Egizi, però, era la Shepes-ank, "L'Immagine Vivente", provvista
di Ka e Ren = Spirito e Nome.



Imponente ed enigmatico, fin dall'antichità, questo colossale felino di pietra ha
alimentato leggende ed aneddoti. (talvolta anche riprovevoli

Ricordiamo il faraone Thutmosis IV che, ancora ragazzo, a seguito di un sogno in cui la
Sfinge gli prometteva il trono se l'avesse liberata della sabbia che minacciava
di seppellirla, le dedicò una stele. I Mamelucchi, qualche millennio dopo,
l'aggredirono a cannonate, portandole via il naso e, più recentemente,
avventurieri senza scrupoli usarono la dinamite per penetrare al suo interno
nella speranza di trovarvi tesori.

Attualmente la sfinge di Gizah non gode di ottima salute.

Non è una novità. Più volte in passato si è tentato di rimetterla in sesto e ogni
volta i risultati sono stati disastrosi.

Oggi ci si domanda: chi salverà la Sfinge?

Ma perché la Sfinge è così "malata", mentre le Piramidi, di cui doveva essere "Il
Protettore", pur spogliate del pregiato rivestimento esterno, godono di buona
salute?

A proposito di Piramidi, un detto recita così:

"L'uomo ha paura del Tempo, ma il Tempo ha paura delle Piramidi!

Le ragioni sono molteplici: tempo, vento, sabbia e, non ultima, l'opera dell'uomo.
La vera causa sta, forse, nella sua stessa struttura morfologica.

Originariamente, l'immenso monumento era una collinetta di pietra calcarea da cui furono
estratti i blocchi per le prime assise delle Piramidi di Keope e suo figlio
Kafra. All'informe ammasso che ne restò e seguendone la naturale struttura
morfologica, fu data la forma di un leone con testa umana che, rivestita di
pietra pregiata, divenne la Shepes-ank, la "Immagine Vivente" di
Atum-Ra, con il volto del faraone Khafra.

Oggi come ieri, sebbene mutilata e oltraggiata, continua a susitare stupore e
meraviglia ed è meta di milioni di turisti che, di giorno ne subiscono il
fascino semplicemente osservandola e di sera vivono le suggestioni di
spettacoli come "Suoni e Luci"

Fantasiose teorie sono sorte intorno alla Sfinge di Gizah, che si vuole, risalente ad
epoca assai più remota, attribuendone la costruzione a civiltà sconosciute e
misteriose come Atlantide o scomodando addirittura gli extraterrestri.

Accantonando queste improbabili teorie, prive di ogni serio supporto scientifico, quella di
Gizah è l'esemplare più famoso di Sfinge egizia, ma ne esistono altre,
altrettanto importanti per funzioni e caratteristiche.

Piccola, ma dal fascino particolare è quella della famosa Regina-Faraone Huthsepsut,
custodita al Museo Egizio di Torino; androgina ed elegante, invece, è quella
del faraone Amenopeth III.Che dire del "Viale delle Sfingi" a Luxor e del "Viale delle Sfingi Criocefali" (a testa di montone) a Karnak?

Speriamo soltanto che, dopo aver attraversato indenni secoli e secoli, l'uomo moderno
sappia custodire e conversare per altri millenni queste meraviglie.



Sfinge greca

Al contrario della Sfinge egizia, la cui funzione era quella di proteggere, la
Sfinge greca era una figura terrorizzante, inquietante e tragica. Come in molti
dei miti greci. Lo fu la sua stessa nascita: il frutto di un rapporto incestuoso tra la bestiale Echidna e suo figlio Ortro, cane a due teste.

Chi o cosa potevano generare due mostruose creature, se non un altro mostro? Sfinge
era un ibrido alato con testa di donna e corpo di leonessa.

Il mito narra che fu mandata a Tebe per vendicare la morte del bel Crisippo,
ucciso da Laio, Re della città, che aveva approfittato sessualmente di lui,
contro natura.

Il mostro si appostò sul Monte Ficione; secondo altre versioni, addirittura su
una colonna nel bel mezzo della piazza
della città.

Il mostro chiedeva a tutti i passanti di sciogliere indovinelli... pena la morte.

L'enigma più ricorrente era:

"Chi è quell'animale che al mattino cammina a quattro zampe, a mezzogiorno su due ed
a sera fa uso di tre?"

Per liberare la città da quel flagello, Laio stava recandosi a Delfi per chiedere
responso al Tempio, quando si scontrò con un certo Edipo.

La strada era stretta e il Re gli chiese di farsi da parte

Quell'Edipo, però, era un giovane dotato di arroganza più che di rispetto e, ignorando che
l'uomo che gli stava di fronte era nientemeno che suo padre, non solo non gli
dette la precedenza, ma passò alle mani... anzi, alla spada e fece fuori lui e il
suo araldo... anche perché uno dei cavalli gli aveva pestato i piedi.( i piedi di
Edipo, vedremo in altra sede, avevano un buon motivo per stare in scena in
questo mito...).

Giunto a Tebe, il giovane affrontò la Sfinge e al suo indovinello rispose così:

"E' l'uomo! Egli cammina a quattro zampe da bambino, su due piedi da adulto e si
appoggia al bastone da vecchio."

Sconfitta e sconvolta, la Sfinge si gettò dalla rupe (o dalla colonna), sfracellandosi.





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