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lavoro pubblicato martedì 13 novembre 2012
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

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LE DUE TERRE

di Durga. Letto 602 volte. Dallo scaffale Fiabe

C'era una volta una donna che possedeva due campi. Entrambi erano terreni ricchi e rigogliosi ma molto diversi tra di loro. Il primo era di terra scura e vulcanica, aveva pendii e pianure e si affacciava su un mare limpido e blu. Il secondo era di argi...

C'era una volta una donna che possedeva due campi. Entrambi erano terreni ricchi e rigogliosi ma molto diversi tra di loro. Il primo era di terra scura e vulcanica, aveva pendii e pianure e si affacciava su un mare limpido e blu. Il secondo era di argilla e sabbia , terra chiara e pianeggiante ma con sassi che ogni tanto ne interrompevano la linearità.

La donna aveva seminato su entrambe semi diversi. Con cura aveva dissodato la terra, creato i solchi e deposto i semi che poi aveva con amore ricoperto. Era orgogliosa di quei semi che aveva custodito per anni per questi due terreni, solo a loro era disposta ad affidarli.

Annaffiò e concimò i due campi, ogni giorno, in attesa di veder spuntare le prime piantine ma i giorni passavano e non si vedeva nulla. Era sicura che i suoi terreni sarebbero stati migliori di quelli degli altri, rigogliosi e abbondanti.

Ogni seme avrebbe germogliato piante bellissime.

Man mano che attendeva, nelle terre accanto alle sue nascevano le prime piantine mentre nei suoi nulla.

Un giorno, però, si accorse che qualcosa stava accadendo, nel terreno scuro facevano capolino alcune timide piantine e in quello chiaro, tra le zolle di terra, spuntavano germogli sparsi.

Le nuove piantine erano sbucate dalla terra alla rinfusa, senza nessun ordine, senza l'ordine che la donna gli aveva dato quando le aveva piantate.

I semi erano maturati e cresciuti a loro modo e con un loro ordine.

La donna era molto delusa, dopo tanto lavoro i suoi campi era disordinati e diversi da come li aveva progettati. Dopo qualche tempo, le piante avevano invaso i due terreni di mille colori. Fiori che lei non aveva mai piantato si ergevano maestosi nati da semi portati su quella terra forse dal vento o da qualche uccellino. Erano delle coltivazioni meravigliose.

La donna non ne era felice vedeva solo disordine e diversità.

Non riusciva ad accettare che i suoi semi non avessero dato i frutti sperati e che i suoi campi non fossero come lei li aveva immaginati.

Erano, però, talmente particolari e belli, di una bellezza fuori dal comune che venivano ad ammirarli da ogni parte del paese.

Un bel giorno un bimbo, mentre li osservava, chiese alla donna: "Quanto sono belli i tuoi campi. Come hai fatto a renderli così speciali?".

Lei imbarazzata rispose: "Io non ho fatto nulla, ho solo preparato la terra per i semi, dopo hanno fatto tutto da soli. Io avevo in mente altro per questi campi. Anche se ho sorvegliato la loro crescita dai miei semi sono nate piante e fiori dalle forme e dai colori che appartengono ad altre specie. Sono molto demoralizzata per questo. I miei sforzi sono stati vani."

Il bambino dispiaciuto dalle parole della donna le disse: " È come dire che non vuoi più bene ai tuoi figli perchè sono diventati troppo alti o troppo capelloni o troppo magri. Non vorrei mai che mia mamma un giorno dicesse così di me."

La donna rimase colpita dalla frase del bambino e comprese la lezione che le aveva dato lui e la natura.

Da quel momento amò ancor di più i suoi campi speciali.



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