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lavoro pubblicato venerdì 9 novembre 2012
ultima lettura lunedì 16 ottobre 2017

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

A FIOR DI PELLE

di messalinaserafica. Letto 2155 volte. Dallo scaffale Eros

Se ti dicessi che il massaggio che mi hai fatto non mi ha eccitata, probabilmente non ti direi una bugia, ma forse neanche l'intera verità. Non mi ha eccitato fisicamente nel senso vero del termine, ma piuttosto mi ha fatto venire voglia di sent...

Se ti dicessi che il massaggio che mi hai fatto non mi ha eccitata, probabilmente non ti direi una bugia, ma forse neanche l'intera verità. Non mi ha eccitato fisicamente nel senso vero del termine, ma piuttosto mi ha fatto venire voglia di sentirti dentro, in me. Ecco, in questo senso, mi ha sicuramente eccitata. Sarebbe il giusto epilogo, il sentirti dentro di me ora, o per lo meno così credevo. Ti distendi vicino a me, sul tappeto della sala, al calduccio della coperta che già mi ricopriva. L'avvertire il calore del tuo corpo vicino al mio, seppure non a diretto contatto, mi rassicura, è confortante. Il sentire il tuo profumo di pelle e nient'altro mi riporta ai miei link che clicco quando ti vorrei e non ci sei. Ma ora sei qui, al mio fianco. E sul mio fianco c'è la tua mano, Che si sposta, piano. Quella mano che mi ha massaggiato ovunque, che ha mappato il mio corpo centimetro dopo centimetro, è ora nuovamente su di me, e mi tocca piano, lievemente, dolcemente. E' un tocco diverso da prima. Stessa mano, sensazioni diverse. Mi stuzzica sapientemente, come una piuma. E' un tocco a tratti impercettibile, eppure irresistibile. E' un dito, uno solo, che senza neanche penetrarmi mi fa vibrare il ventre e le gambe in movimenti anarchici, che non controllo. Apro le gambe per sentirti meglio, e mi preparo mentalmente ad accogliere ciò che sento arrivare dal profondo, dalle reni. Quell'esplosione che mi libera, mi sgancia, mi eleva, mi denuda. Mi stupisco di come a volte mi senta chiedere se ho raggiunto l'orgasmo. Non credo tu abbia mai avuto dubbi in tal senso. Ho l'interno coscia bagnato. Ora veramente ti vorrei. Dentro di me, tutto. Fermo, immobile. Ma dentro. Ed invece è la mia mano, ora, che parte in perlustrazione, che termina quando ti trova. E comincia l'esplorazione del tuo sesso. Ti accarezzo le rotondità con il palmo della mano, morbidamente. E' il dorso della mano che ti sfiora il ventre, nello scudetto dei peli che lo circondano, e che definiscono l'attaccatura delle cosce, delle tue bellissime gambe che accarezzo e bacio. Sei immobile, ad occhi chiusi. Il dorso dell'indice percorre il tuo sesso dal basso verso l'alto e ritorno, sfiorandoti, nello stesso movimento che tu hai usato su di me. Voglio farti provare le stesse sensazioni, irresistibili, incontenibili. E' ora il polpastrello che ti stuzzica sulla punta umida e scivolosa. Mi dici che stai per godere. Mi fermo, allora. E' il momento di rallentare un attimo, di prolungare l'attesa, di farla divenire una preghiera, di farla sperare come una liberazione. Mi inginocchio tra le tue gambe, che apro ulteriormente. Le mani non mi servono più, ora. Mi basta il seno. Mi avvicino al tuo ventre fino a sfiorarti la pelle col capezzolo duro, rosso e quasi dolorante, ancora in tensione dell'orgasmo da poco goduto, e pronto a godere del tuo, di godimento. Ti percorro in lungo ed in largo. La mia pelle ti sfiora appena, a tratti, provocando vibrazioni in te che istintivamente cerchi il contatto per assaporarne il godimento, che ti tolgo e ti ripropongo, secondo il mio volere. Ti sento fremere, mi schiaccio con il seno destro su di te fino a che non tremi, esplodendo. Ti sento gemere, per la prima volta, come non hai mai fatto prima. E' un gemito lungo, silenzioso ma che arriva da lontano, ed io mi sento infinitamente grata che tu me l'abbia fatto vivere. Mi accarezzo il seno per spalmarmi il tuo godimento, e ti accarezzo i fianchi, il sesso, l'inguine, la pancia, massaggiandoti con la tua stessa linfa, che mi attrae irresistibilmente. E mi adagio su di te, sempre in ginocchio tra le tue gambe, la mia guancia sul tuo ombelico, i seni pieni sui testicoli, e comincio a danzare, dolcemente. Scivolo, massaggio, mi idrato del tuo seme che ora è anche mio, del tuo godimento che è stato anche il mio. Ti abbraccio forte, le mani sotto la tua schiena, e ti bacio il petto, i capezzoli, l'addome. Non vorrei staccarmi mai. Non ti ho avuto dentro oggi, è vero, ma, forse, non sei mai stato così dentro di me come in questo momento, così dolce ed unico



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