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lavoro pubblicato venerdì 9 novembre 2012
ultima lettura lunedì 26 ottobre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

FIGARO

di messalinaserafica. Letto 1302 volte. Dallo scaffale Eros

Adoro rimanere, in qualche modo, in attesa. Di qualcosa, di qualcuno, ma in attesa. L'attesa promette novità, ed io adoro le novità, soprattutto quelle che arrivano da te, perché ho la certezza che non mi deluderanno. E quindi, ecc...

Adoro rimanere, in qualche modo, in attesa. Di qualcosa, di qualcuno, ma in attesa. L'attesa promette novità, ed io adoro le novità, soprattutto quelle che arrivano da te, perché ho la certezza che non mi deluderanno. E quindi, eccomi qui, nuovamente, in attesa. Del cellulare che squilli, con quel suono che mi piace tanto e che ho scelto come suoneria proprio per ricordare cose belle quando lo risento, come un link piacevole ed automatico. Ma anche di un sms con quel tintinnio tipico, che mi fa precipitare a cercare il cellulare. Piacere in sospeso, quella frazione di secondo necessaria per aprire la bustina del messaggio e scoprire chi te lo ha inviato. "Vorrei vederti, ora" mi dici. E sorrido. Tre parole, in qualche modo in contrasto nei tempi eppure così ben assortite. Non dici "voglio" perché sei troppo educato per farlo, ma poi ti scappa quel "ora" che mi rinfranca, così perentorio..si, ora, anche io ti voglio. E le mie dita volano veloci sulla tastiera del cellulare mentre ti rispondo "Vieni, ti sto aspettando". Ed è vero, ti aspetto mentre abbandono i vestiti sul pavimento, mi raccolgo i capelli e mi lascio bagnare dallo spruzzo di acqua calda della doccia, preparando ogni centimetro del mio corpo ad accoglierti degnamente. M'insapono, mi massaggio e mi risciacquo, avvolgendomi nel morbido accappatoio che assorbirà il velo d'acqua che ancora mi ricopre, giusto in tempo per venire ad aprirti e lasciarti entrare. Chiudo la porta e tu invece apri leggermente la scollatura dell'accappatoio, mentre la tua mano fredda avvolge caldamente il mio seno ancora caldo, facendomi rabbrividire di gelo e di piacere. Perché mi piace da matti come mi tocchi, come rendi omaggio alle mie mammelle piene, che reagiscono immediatamente al tuo tatto, con piacere rinnovato. Baciami, ora..Mi prendi la nuca e mi avvicini la testa alla tua, mentre la mia bocca ti cerca, trovando la tua lingua che sa di buono, lievemente della liquirizia che hai da poco mangiato. Le labbra scivolano, le lingue si intrecciano, si strusciano, si succhiano. E brividi partono dal mio collo per invadermi il ventre, mentre mi schiaccio contro di te, per sentire la tua voglia progressivamente crescere, ma arrivo in ritardo..a quanto pare ti sono mancata pure io..baciami ancora, a lungo, morbidamente, fino a crescere, ad aumentare, a non contenersi. Le mani volano, mappano, strizzano, pretendono. E l'accappatoio è sul pavimento, mentre mi sollevi da terra abbracciandomi. Le mie gambe ti avvolgono la vita, mentre le tue mani aperte mi sorreggono il culetto come un cuscino, aprendolo. E non si fermano, continuano l'esplorazione, mentre le mie gambe mi trattengono a te, strusciando le labbra umide sulla tua camicia, che comincio a sbottonare fino a farla penzolare inerte dai pantaloni, che non riesco a sbottonarti. Hai il mio seno in faccia, e ti ci immergi, riemergendo soltanto per prendere l'aria necessaria per permetterti di baciarlo e leccarlo. I respiri si accelerano, il ritmo impazza, mi sento dire "prendimi", ed è allora il momento giusto per proseguire a modo mio...riconquisto il pavimento, ti prendo per mano e ti accompagno in bagno, mentre mi segui con fare interrogatorio ma incuriosito. Non ti dico la faccia che hai fatto quando mi vedi allargare le gambe sopra il bidet, accomodandomici sopra, spalancata. "Prendimi per cortesia la crema che vedi nel mobiletto, lì, sulla sinistra. C'è anche la spatolina, prendi anche quella" ...e ti schiudi in un sorriso, ti ho sorpreso..ora sorprendi tu me, vediamo se ci sai fare, con la spatola..Ti siedi sul pavimento di fianco a me, e bagnandoti le dita, le fai gocciolare pigramente sul mio monte da disboscare. L'acqua è fredda, mi fa rabbrividire piacevolmente. Apri il tubetto di crema, te ne spremi un po' sulle falangi, che premi sullo scudetto del ventre, facendole pian piano scivolare intorno al clitoride teso e quasi dolorante, sui contorni delle grandi labbra e poi giù giù, fino al buchetto più lontano, ricoprendo tutto con un manto bianco. Sono aperta per te, le tue dita mi stuzzicano e non resisto, il tocco è morbido, scivoloso, mi bagno indecentemente mentre non ti arrendi, ti armi della spatola e cominci al contrario, da dove hai terminato la stesura della crema. Manovri la spatolina intorno al buchetto asportando la schiuma bianca, e lasciandolo immacolato e sensibile mentre mi spingo indietro sulla schiena per aprirmi di più, per permetterti di guardarmi tutta, perché oggi mi piace così. E' poi la volta della pelle che circonda le grandi labbra, che ti stanno sorridendo mentre le sfiori appena, provocante, lasciando dietro di te strisce di pelle immacolata tra sponde di crema. E risali verso il ventre, circumnavigando il piccolo pennone del clitoride eccitato, che ti attende mentre mi sporgo in avanti col bacino per avvicinarmi alla tua mano. Tu invece la sciacqui con calma, lasciandomi lì spalancata ad attenderti, finchè non mi inondi di acqua tiepida che mi lava dalle ultime tracce di crema rimasta, aiutata dalla tua mano che a paletta mi struscia tutta, facendomi tendere come una corda di violino. E' ora di alzarsi, per far colare l'acqua e la mia voglia lungo le gambe, e lasciartele asciugare con la lingua che mi percorre l'interno delle cosce come una piuma, e prosegue sulle grandi labbra, sul clitoride, sul ventre, sull'ombelico, sui seni, per arrestare la sua corsa sulla bocca che ti sta attendendo, socchiusa. E mi spingi verso il davanzale della finestra, mi afferri i glutei e mi sollevi, sedendomi sulla pietra fredda. Allargo le gambe, e con le dita mi allargo, invitandoti. Prendimi, ti prego prendimi ora..e mi avvinghio a te, ti incateno la schiena con le gambe, scandendo il ritmo del tuo movimento, puntando i talloni sulle reni per spingerti, per non farti uscire, mentre col bacino mi premo contro di te, per sentirti tutto, per sentirti con tutto. E rallentiamo la corsa, siamo arrivati entrambi al capolinea, appagati del viaggio e delle terre esplorate. E per sfizio, passo il polpastrello in contropelo sul mio pube, tra le labbra e nell'attaccatura delle cosce, controllando il lavoro di epilazione compiuto, e mi compiaccio! Non credo mi depilerò più da sola, visto il risultato. E sorrido...fortunatamente, ho una ricrescita velocissima, io...


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