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lavoro pubblicato giovedì 8 novembre 2012
ultima lettura venerdì 19 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Stream of consciousness.

di nerdlabelva. Letto 384 volte. Dallo scaffale Generico

Il mio cervello frulla. Frulla ribes neri. Neri come la foresta tanto nota. Frulla a velocità inedite. Come i fumetti introvabili pubblicati last minute sul volo della Ryanair direzione non so dove ma mi va. Eppure queste finte partenze sono com...

Il mio cervello frulla. Frulla ribes neri. Neri come la foresta tanto nota. Frulla a velocità inedite. Come i fumetti introvabili pubblicati last minute sul volo della Ryanair direzione non so dove ma mi va. Eppure queste finte partenze sono come i finti voli mai conclusi. Tipo Amelia Earhart e la sua sperduta vita vicino Howland. Frugo la mia anima su una superficie di 250.000 miglia quadrate di oceano. Ma non la trovo. È sommersa sotto coperta. È spaventata dall'abisso di frullato nero e denso che è sotto la cute. Ha paura delle increspature della pellicina che rimane nel succo. Eppure c'è. So che è lì. Ma si maschera da gitana e fugge la vita all'aria aperta nei giardini variopinti di maggio. Eppure una girovaga vive di giardini. Tranne la mia. E le poche cose che porta dietro dentro uno zaino sono coltelli affilati e taglienti. E la chitarra che dovrebbe essere sua fedele compagna l'ha distrutta contro un albero. A colpi e suon di calci. Ha strappato e dato fuoco anche ad un quadernetto di pelle nera dove accumulava ricordi inconsueti di una vita fatta di niente più che sale dolciastro e passate di pomodoro raccolte alle fermate dei 20 di tutti i giorni. Ci ha ballato intorno come un Tremotino indegno e scaltro. Ma non troppo. Ed ha cacciato dalla bocca il suo nome. Il suo segreto alla regina. Cosicché tutti nella piazza potessero guardarle nello specchio trasparente dell'anima racchiusa in un occhio e denudarla delle sue piccolezze e fragilità. E lei allora era fuggita. Scappata via lontano. E corsa verso la casa base con capitan Uncino che fa giare i cartelli ai pirati nel verso giusto. E si monta in bici sui colli che ti frantumano il fiato in mille piccole stille che cadono rovinosamente e formano stalattiti e stalagmiti calcaree dalle purpuree venature che salgono verso il cielo. Poi arrampicata sulle ripide vette dei monti più alti rompendosi le unghie proprio alla radice degli steli degli astri che fissano dall'alto la vacuità che c'è nei cyberg e la tristezza infinita che centrifuga le spoglie nelle lavatrici a quattro ruote sulle autostrade interminabili degli orizzonti rossi che spariscono dietro le statue pittate da writers.


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