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lavoro pubblicato martedì 6 novembre 2012
ultima lettura martedì 24 novembre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La moglie condivisa- Capitolo 28

di antonioge. Letto 3659 volte. Dallo scaffale Eros

Capitolo 28   Avevamo passato quattro settimane splendide, visitando tre delle più belle città europee e avevano affascinato Mirella per la loro vitalità e per la cultura che vi si respirava. Particolarmente colpita fu dalla.......

Capitolo 28

Avevamo passato quattro settimane splendide, visitando tre delle più belle città europee e avevano affascinato Mirella per la loro vitalità e per la cultura che vi si respirava. Particolarmente colpita fu dalla visita ai musei parigini, lei che era amante della pittura impressionista, rimase estasiata nel vedere dal vivo tutte quelle meravigliose opere di Monet, Cezanne,Manet Van Gogh e poi la Gioconda. Ad Amsterdam ci attendeva l’ultima settimana di vacanza prima di tornare a casa. In aereo mentre Giorgio dormiva, Mirella che si riposava con la testa appoggiata sulla mia spalla, mi disse che una sua amica le aveva parlato di alcuni locali particolari di quella città, dove la trasgressione era di casa. Mi disse che ci sarebbe voluta andare,voleva sentirsi ancora una volta la nostra puttana come la sera prima delle nozze con Carmine. Le dissi che non c’erano problemi e che una delle serate ad Amsterdam l’avremmo trascorsa in uno di quei locali e lei avrebbe potuto fare quello che voleva. Mi diede un bacio e si appisolò.

L’albergo di Amsterdam non era molto grande ma accogliente. Arrivammo che era molto tardi e le cucine stavano chiudendo. Poiché pioveva ed eravamo stanchi chiedemmo di fare uno strappo e farci cenare in hotel. Avemmo la fortuna che uno dei responsabili di sala era un italiano di Napoli e sentendo o nostri accenti italiani si mise a nostra disposizione. Convinse i cuochi a prepararci la cena e si preoccupò, per tutta la durata del soggiorno, che noi stessimo bene. Mangiammo molto bene e accompagnammo tutto con un ottimo vino italiano poi andammo su in camera. Mirella ci disse durante la cena che voleva farci una sorpresa.

Dopo aver sistemato i bagagli, ci buttammo sul letto in attesa che lei ci raggiungesse. Eravamo già eccitati perché appena entrata in camera si era spogliata e si era messa a girara in mutandine affinché ammirassimo il suo bel culo. Ci raggiunse sul letto con una scatola. Era il regalo che ci aveva fatto Carmine, che ancora noi non avevamo visto ma che lei aveva già aperto.

“ Ora mi voglio divertire disse, stasera invertiamo le parti” io e Giorgio ci guardammo ma non capimmo, ma la nostra titubanza duro poco perché intuimmo le sue intenzioni appena tolse quell’aggeggio da dentro la scatola. Era un fallo di lattice che si calza a mutandina che di solito usano prevalentemente le lesbiche per fare sesso fra di loro, ma che si usa spesso anche nei menage familiari in quanto a molte donne piace fare nel gioco amoroso la parte del maschio e viceversa.

“Stasera voglio incularvi a turno, chi vuole essere il primo?”.

Noi tacemmo ma non protestammo sapendo che ogni sua decisione era un obbligo per noi. “Visto che non parlate decido io”. Poi mi guardò e capii che ero io il suo prescelto. Mi fece girare e cominciò a leccarmi per inumidire la parte. Poi disse a Giorgio che mentre lei inculava me lui avrebbe dovuto inculare lei. Avremmo fatto un bel trenino. Do aver inumidito la parte mi fece mettere in ginocchio, indossò la mutandina con il fallo, che da dietro era aperta per consentirle di essere penetrata, e cominciò a strofinarmi quel membro di lattice fra le natiche dicendomi di rilassare i muscoli. Spalmò un po’ della crema che usava lei e la penetrazione procedette lentamente ma senza problemi, poi mi fece stendere e lei aderì completamente a me infilando quel coso completamente dentro il mio culo. Cominciò a ritmare i movimenti proprio come facevamo noi con lei. Di colpo la sentii diventare più pesante e la sentii genere. Era Giorgio che aveva iniziato a sua volta ad incularla. Prese il ritmo con entrambi e la sentivamo gemere all’impazzata.

Quindi si avvicinò con la bocca al mio orecchio e mi chiese se mi piacesse. Annuii, in effetti mi piaceva molto, lo sfregamento della prostata mi procurava un piacere mai provato.

“ Ero sicura che ti sarebbe piaciuto”disse “ ma ora voglio che sia Giorgio a procurarti questo piacere”.

Mi ordinò di non muovermi, poi disse a Giorgio di prendere il suo posto dentro di me mentre lei lo avrebbe inculato con il membro di lattice.

Furono inutili i nostri convinti tentativi a rinunciare all’idea, cosi mi apprestai a ricevere il grosso uccello di Giorgio nel mio culo ormai reso largo da Mirella.

Di colpo, appena poggiò il suo cazzo sul mio culo e comincio a spingere, ebbi una erezione spaventosa e spinsi il culo allargando le natiche con le mani per facilitarne l’ingresso. Era veramente grosso ma mi procurava un piacere mai provato prima comincia a masturbarmi mentre Mirella da dietro aveva iniziato a scopare Giorgio con il fallo di lattice. Quando lo spinse tutto dentro emisi un grido di dolore che trasformò in piacere quando lo sentii venire dentro di me mentre anche io aumentando il movimento della mano liberavo tutto il mio sperma sulle lenzuola.

Mirella fu entusiasta di quel nostro rapporto e venne ad accucciarsi fra le mie braccia per consolarmi per il dolore provato poi ci abbandonammo e ci addormentammo. Segue



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