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lavoro pubblicato martedì 6 novembre 2012
ultima lettura giovedì 29 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

American life

di JeffMG. Letto 519 volte. Dallo scaffale Amore

Soffocavo il nerume della mia vita, facendo il pieno di whisky. Non mi importava della salute che si comprometteva ad ogni singolo bicchiere, ma solo l'anima che si placava in una lenta sepoltura nei pressi dell'inconscio...

American life.

In passato avrei fatto carte false pur di averla.
Lei era fugace, ti scivolava via dalle mani come fosse vento
-forse era il fatto di non poterla avere, che mi spingeva a volerla-.
Era fuori dal mondo e questo lo sapevamo tutti
ma sotto la sua follia c'era una saggezza di quelle che solo i pazzi sanno recitare.
In realtà l'ho sempre e solo desiderata, era una di quelle donne che parlano attraverso il corpo. Sembrava uscita dagli anni 50', con le sue labbra rosse, i capelli ossigenati alla Monroe. Appariva come una diva del cinema, una femme fatale che ti rubava l'anima sotto le lenzuola.
La conobbi in una notte di alcool.
Soffocavo il nerume della mia vita facendo il pieno di whisky.
Non mi importava della salute che si comprometteva ad ogni singolo bicchiere
ma solo l'anima che si placava in una lenta sepultura nei pressi dell'inconscio.
Mi guardavo attorno e tutto sembrava appartenere ad un altro mondo,
osservavo gli altri come da una vetrina. ù
Persino il volto mi si era paralizzato per il troppo bere.
Tutto il mondo mi dava la nausea, forse mi ci vedevo riflesso e l'odio per me era senza fine. Alzavano tutti il gomito: il barista continuava a versare liquidi, le donne ridevano e intonavano l'inno Americano, pronte a farsi portare a letto da qualche tenente di ritorno dal Vietnam. Usare il nobile servizio alla patria per poter rimorchiare una donna,
mi sembrava astuto quanto deplorevole.
Laggiù la guerra affiorava dietro bombe, disprezzo e fucili e loro pensavano solo ad un tunnel di carne calda.
Come biasimarli? D'altronde l'essere umano è profondamente animalesco e segue gli istinti primari ed io non potevo rompere le danze con i miei paternalismi.
Feci cenno al cameriere di portarmi un altro biccchiere.
Avrei soffocato la nottata sotto le note delle risa nel locale, la coltre di fumo e l mio alito da alcolizzato.

"Viva l'America!" urlarono dal fondo del locale.

Odiavo il patriottismo degli zoticoni.
Bevvi in silenzio e divenni spettatore di quello spettacolo di orgoglio Americano.
Continua...


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