ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 31 ottobre 2012
ultima lettura domenica 29 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La vera storia di quel personaggio che frequentava il bar Centrale

di johnnymarco. Letto 560 volte. Dallo scaffale Generico

Lucky, come reciterebbe una descrizione convenzionale, era un ragazzo pieno di vita. Per chi lo conosceva bene era molto di più. A mio parere e...

Lucky, come reciterebbe una descrizione convenzionale, era un ragazzo pieno di vita. Per chi lo conosceva bene era molto di più. A mio parere era un vero animale da bar. Era un autentico mattatore.

Quando Lucky varcava la soglia del bar il soffitto s’illuminava, le sedie facevano a gara per ospitarlo, il bancone gioiva, le birre si facevano avanti per farsi stappare. Solo le patatine rimanevano indifferenti: Lucky non ne mangiava quasi mai.

Lucky, durante la settimana, era capace di portare avanti anche tre lavori diversi. La mattina alle sei lo vedevi vestito con la salopetta da imbianchino; il pomeriggio era pronto a sistemare legna per qualche vecchietto in difficoltà; la sera potevi trovarlo in veste da manovale vicino ad una betoniera intento ad impastare cemento al servizio di Mastri che facevano lavoretti fuori dal normale orario di lavoro.

Ogni pausa lui la consumava al bar, oltre ai pasti veloci a casa. Quando a fine serata lo vedevo arrivare al bar, Lucky non dava mai l’impressione di essere stanco, anzi era il più attivo di tutti. Lucky riusciva ad animarlo il bar. Rendeva felice ed allegra l’atmosfera. Era un’istituzione all’interno del bar. Era capace di tracannarsi cinque birre grandi in men che non si dica. Una volta si fece preparare un cocktail con dentro tutti i liquori che avevamo al bar: dagli amari fino al vov.

La cosa più bella di Lucky, però, era che amava il nostro paese e la sua gente. Capite? Lucky il nostro paese lo adorava e guai a parlarne male.

“Domani parto. Ti saluto” mi disse Lucky in una sera qualsiasi. Io gli risposi che un po’ di vacanza se la meritava e gli chiesi se restasse via per 7 o 15 giorni. “Veramente vado via dal paese. Vado a lavorare al nord. Ci rivedremo la prossima estate” rispose lapidario Lucky. Scolatosi il suo bicchiere di birra, uscì lasciandomi solo. Restai a bocca aperta, incredulo per quelle parole appena sentite da Lucky.

Lucky se ne andava! Lasciava il paese! Andava al nord per lavorare! Per lavorare, cacchio! Perché qui che faceva? Non lavorava come un matto? Mica pettinava bambole! Sì, era piena di sacrifici la sua vita, i soldi erano quelli che erano, ma era qui che c’aveva la sua famiglia. Era qui che c’aveva i suoi compagni di chiacchierata, di carte, di bevute… Capii allora che da questo paese se ne sarebbero andati via tutti. Partito Lucky, anche Charlie e Slim e Serafino e gli altri se ne sarebbero andati prima o poi. Anch’io me ne sarei andato a questo punto. Ce ne saremmo andati tutti e avremmo affisso all’inizio del paese un grande cartello con su scritto “CHIUSO PER TRASFERIMENTO POPOLAZIONE AL NORD”. Se Lucky aveva deciso di trasferirsi significava che qualcosa andava storto in questo paese. Oramai eravamo tutti rassegnati e pronti con valigie in mano a partire. Sì, saremmo partiti anche noi.

Lucky, dopo alcuni anni trascorsi al nord, decise di sistemarsi di nuovo in paese. Fu una vera e propria liberazione: adesso potevamo disfare le nostre valigie; adesso potevamo buttare quello stupido cartello con su scritto “CHIUSO PER TRASFERIMENTO POPOLAZIONE AL NORD”; il bar adesso poteva ritornare a pulsare di nuova vita e le carte da gioco adesso potevano smettere di continuare a far solitari.

Lucky, non appena ritornò in paese, iniziò a dedicarsi a “solo” due lavori contemporaneamente e li fece con la sua solita serietà, umiltà, voglia di imparare ed attitudine al sacrificio. Lucky, negli anni, ha dimostrato che se hai voglia di restare nel tuo paese puoi toglierti belle soddisfazioni e vincere alcune scommesse.

L’allegria ed il buonumore non l’hanno mai abbandonato… come non l’ha mai abbandonato il suo bel boccale di birra.

FINE


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: