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lavoro pubblicato domenica 14 ottobre 2012
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

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Abissi Psichici

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 494 volte. Dallo scaffale Fantasia

ABISSI PSICHICI Era un omino piccolo e strano, urlava contro un muro di parole legate  l'une all'altre, strette ,fitte come una maglia di ferro che s'alzava verso il cielo a ritmo vertiginoso .Provò ad uscire fuori da quella prigione  p.......


ABISSI PSICHICI


Era un omino piccolo e strano, urlava contro un muro di parole legate l'une all'altre, strette ,fitte come una maglia di ferro che s'alzava verso il cielo a ritmo vertiginoso .Provò ad uscire fuori da quella prigione psichica s'arrampicò come un ragno disperato con il suo berretto rosso in testa con i denti fuori, dall'altra parte il resto di ciò che rimaneva della città , palazzi diroccati, grattacieli distrutti. Non riuscirò mai ad uscire da questo incubo da questa gabbia che rinchiude la mia libertà, il mio amore per lei . Mi sembra tutto inutile un filo di fumo intravedo in lontananza una debole speranza. Dal sottosuolo emersero animali dall'aspetto orrendo affamati divoravano ogni cosa , tutto quello che rimaneva ,rifiuti ,case , rottami di macchine , milioni e milioni di microrganismi pronti a divorare distruggere ogni cosa che stava lungo il loro cammino Il cielo si fece oscuro una bambola dondolante su un altalena svaniva in pochi secondi. Un uomo con abiti di contadino veniva raggiunto dall'orda famelica di quei piccoli esseri per essere spolpato in una manciata di secondi. Povero me come riuscirò mai a fuggire da questo inferno i demoni m'attendono nel fondo degli abissi. Aspettano che io cadi ,precipiti negli inferi per essere arrostito tra le fiamme delle malvagie passioni. Io non volevo giungere a tanto ,stamani quando sono uscito di casa ero così allegro il mondo così bello, il cielo sopra di me di un azzurro intenso. Povero me che non ho ascoltato la mia coscienza ,di non essere stato buono con il prossimo di aver continuato a fregare i miei colleghi d'ufficio di non aver smesso di guardare film pornografici. Povero me, come son disgraziato non merito nulla ,nessuna pietà ,nessuna clemenza, bruci questo corpo tra le fiamme dell'inferno e quanto mi merito. Alcuni demoni uscirono dal ventre della terra , le loro corna luccicavano nel buio insieme ai loro occhi smeraldi. Allungarono le lunghe braccia verso di lui provarono ad afferrarlo a trascinarlo dentro la loro tana. Ma la fitta maglia di ferro proteggeva il suo corpo trasudante di sangue il viso divenne una maschera orribile . Prigioniero tra quelle fitte maglie i microrganismi incominciarono a salire e d avvicinarsi sempre più a lui mentre i demoni tendevano i lunghi artigli per afferrare il suo spirito . Il suo corpo venne raggiunto e divorato in pochi attimi dai milioni di minuscoli organismi . Ora che muoio dimmi infame vita perché mi hai girato il volto quando io provavo a baciare le tue rosee guance ? Perché hai fatto di me carne da macello ? mi hai gettato negli abissi dell'inferno mentre il sole continua a splendere sulle grandezze e disgrazie di questa civiltà. Vedo i morti risorgere con il sole , cantare tutti uniti dona a noi la pace ,dona a noi il dolce riposo promesso. Cosi gli abissi si chiudono sopra di me e con essi la quiete della notte ritorna a dominare ogni tentativo di fuga da questa realtà.



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