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lavoro pubblicato martedì 2 ottobre 2012
ultima lettura martedì 15 ottobre 2019

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Comestores ombra

di Aleisterdarcy. Letto 1028 volte. Dallo scaffale Generico

<Voi vi presentate ora, davanti a me, spade sguainate e occhi iniettati di sangue. Sono il vostro imperatore, l’unico in grado di portarvi alla salvezza, l’unico in grado di rendervi liberi! Cosa pretendete di fare?> I dieci soldati m...

<Voi vi presentate ora, davanti a me, spade sguainate e occhi iniettati di sangue. Sono il vostro imperatore, l’unico in grado di portarvi alla salvezza, l’unico in grado di rendervi liberi! Cosa pretendete di fare?> I dieci soldati mi osservavano infuriati pronti a giustiziarmi. La città stava bruciando, l’impero stava bruciando. L’ombra era scesa, una mattina, qualche giorno fa..qualche mese.. Il risveglio non fu accompagnato dal sorgere del sole. L’ombra aveva preso il controllo del mio impero rendendo il popolo sempre più schivo e crudele.
Come si può immaginare, l’unico colpevole che il popolo fu in grado di trovare fui io, l’imperatore. La situazione era tuttavia sotto controllo, il popolo si limitava a qualche parola bisbigliata a denti stretti ed io potevo ancora gestire la situazione.
Dopo alcune settimane di buio il popolo si stava già abituando. La nostra pelle era ormai pallida e morta, gli occhi erano cerchiati di un rosso sanguigno e molte persone erano decedute a causa della pazzia.. La situazione peggiorò drasticamente quando loro arrivarono. Tutti noi avevamo già udito delle leggende relative a quelle terribili creature, tutti noi temevamo il loro potere e tutti noi eravamo a conoscenza della loro venuta.
E’ difficile descrivere tali creature, sono visibili solo nell’istante in cui attaccano e solitamente, nessuno può raccontare il loro aspetto. Le leggende narrano comunque di creature antropomorfe, con denti affilati e assetati di sangue..Il loro nome ci fu insegnato all’inizio dei tempi, ci fu ordinato di temere quelle creature chiamate “Comestores ombra”. Vivono nell’ombra, silenziose e striscianti. I loro occhi scintillano in attesa di un movimento e poi, con rapidità e silenzio, azzannano la preda divorando il corpo in pochi secondi.
La guerra inizialmente scoppiò contro queste creature, poi, senza nemmeno un preavviso, la guerra fu scatenata verso di me. Con il tempo i Comestores ombra divennero dei fenomeni normali, per le strade marcivano scheletri e brandelli di pelle ma ormai, a nessuno interessava.
Il popolo era contro di me e questo, probabilmente, sarebbe stato l’atto finale di una guerra nata dall’ombra e da chi la abita.
<Non dite niente? Siete qui per uccidermi, giusto? Bene, uccidete il vostro imperatore!> Nessuno disse niente, con naturalezza però, due uomini mi buttarono al tappeto e mi puntarono la spada alla gola. Nei loro occhi c’era la furia nera che solo la paura può donare.
Sulla mia bocca era appena sorto un sorriso, la città era stata data alle fiamme e solo il mio palazzo resisteva.
Improvvisamente, uno dei due uomini che mi puntavano la spada alla gola fu spinto violentemente verso un punto ombroso della stanza. In pochi secondi il suo corpo cadde a terra, la pelle era stata estirpata come una rosa che viene strappata dal terreno.
I Comestores ombra erano nella stanza. Sfruttando il momento di scompiglio fui in grado di mettermi in piedi.
<Il popolo è così stupido..Nessuno di voi mi avrà.> Uno degli uomini che mi stavano di fronte mi fissò con crudeltà e si avvicinò per colpirmi. Fu scaraventato contro una parete da una delle bestie affamate che stavano affollando la stanza e l’urlo che uscì dalle sue labbra fece vibrare le spade dei ribelli.
Cominciai a ridere osservando il terrore dei ribelli, il più giovane però, si avvicinò e cominciò a parlare.
<Avevamo ragione, tu non hai paura di quelle bestie, come mai!?> La mia risata continuò ignorando le parole del giovane.
<Rispondimi!>
<Sono il vostro imperatore.>
<Le bestie ti attaccheranno comunque.>
<Non riuscite a vederlo? Ho preso il colore della vostra pelle, ho preso la luce, la vostra libertà e ora posso anche prendere le vostre vite.> Il ragazzo tremò puntandomi la spada alla gola.
<Quelle bestie, i Comestores ombra, sono tuoi alleati.>
<Non precisamente, Il mio alleato è l’ombra che grava sull’impero. I Comestores ombra sono un piccolo regalino che mi è stato fatto..> Mi fermai all’improvviso e cominciai a parlare con il vuoto. <Il ragazzo vive, gli altri sono vostri.> Un lampo, qualche urlo, il suono di una spada che cade a terra..solo questo, il silenzio era caduto. Mi ritrovai solo nella stanza, in compagnia di quel ragazzo tanto audace da sfidarmi.
<Per quale motivo fai questo al tuo popolo!?>
<Vi ho preso tutto, ho le vostre menti, conosci la leggenda dei Comestores ombra?> Senza attendere una risposta cominciai a canticchiarla:
“Dentro l’ombra l’imperatore
Dentro l’ombra il buon pastore
Dentro l’ombra lo straniero
L’ombra prende il mondo intero.”
Il ragazzo indietreggiò puntandosi la spada alla gola.
<Non mi avrai, mi taglierò la gola, davanti a te.>
<L’ombra cadrà sul mondo e i Comestores ombra domineranno..Non provare a tagliarti la gola, sai già che non sei più in grado di farlo. Hai al contrario, una voglia incredibile di divorare, dilaniare e spolpare le ossa di chi si avvicinerà, non è così?>
Il ragazzo cominciò a piangere e si gettò a terra in un rantolo soffocato.
<Ringraziate l’imperatore, voi siete il mio nuovo popolo, un popolo formato da abitanti delle ombre! Il popolo dei Comestore ombra!>



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