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lavoro pubblicato lunedì 24 settembre 2012
ultima lettura venerdì 15 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La "pausa pranzo" degli operai delle Piramidi egizie

di mariapace2010. Letto 825 volte. Dallo scaffale Storia

antichi operai egizi durante la "pausa pranzo".... era proprio tanto diversa dai nostri giorni?... e di cosa parlavano, mentre lavoravano di mascelle?..


...... (seguito)

"E così, al vecchio Isesi, starnazzando e sbattendo le ali, anatre e pivieri dicono se le
acque porteranno carestia oppure abbondanza." disse ridendo.

"Forse non sai, giovane Sahure, che gli animali avvertono l'arrivo di un pericolo prima degli
uomini." insistette il vecchio.

"E di quali pericoli ti hanno avvertito le anatre del canale?... O è stato Hapi in
persona a farti le sue confidenze?" aggiunse, corrugando la fronte con
quella ironia che rende vano il significato delle parole.

"Forse..." tentò di replicare il vecchio.

"Hapy si manifesta agli uomini solo nella Sacra Grotta di Bigeh. Non lo sai,
vecchio?" lo interruppe l'altro.

La faccia raggrinzita, l'aspetto un po' ruvido, Isesi conservò il

Suo sorriso. Un sorriso smagliante, nonostante l'uso e l'abuso di datteri che gli
avevano annerito i denti. Sorrideva alle parole del giovane e le mani
appoggiate al bastone, nocchiute, secche e piene di chiazze, indicavano gli
argini del fiume che le acque avevano quasi nascosto. Djoser guardò in quella
direzione. La superficie del fiume, increspata e dorata, sembrava un grande
papiro srotolato ed ecco che da quella distesa gli sembrò di veder qualcosa
balzare fuori: medu-neter, geroglifici. Segni ed immagini che cominciarono a muoversi liberi,
solenni, pieni di vita. Sembravano danzare sulle acque mentre disegnavano la
parola Hapy


"Hapy! - pensò sottovoce Djoser, catturando
con lo sguardo quella scritta. - Ma quello è il nome di Hapy, il Signore della
Piena."

Alle sue spalle, intanto, la voce del vecchio Isesi incalzava:

"Guardati intorno, giovane Sahura. Guardatevi intorno, voi tutti -La piena non accenna a
diminuire e invece le acque avrebbero già dovuto decrescere e apportare
fanghiglie nei campi. Guardate questa valle. Sembra un mare aperto e i Palazzi
sembrano isole."

"Effettivamente, il vecchio Isesi non ha torto. - interloquì Mosè, tirando su col naso - Neanche a me, nella mia lunga vita, è accaduto mai di vedere questa valle inondata per sì tanto tempo."

"Nella tua lunga vita! - ironizzò Sahure - Il vecchio Khnum, Signore-delle-Fonti, si deciderà a
ritirare queste acque. Se non lo farà, ci penserà il giovane Hapy, Signore-della-Piena..."

"Non è saggio prendersi gioco degli Dei! - lo redarguì il vecchio. - Tuo padre, come ogni buon padre fa, non ti ha raccontato di quando il Nilo, sotto il regno di re Zoser, per sette anni..."

"... ha straripato provocando miseria e disordini. - lo interruppe Sahure, gratificandolo con un sorriso quasi di scusa - Sì! Me lo ha detto. Come ogni buon padre fa. Cosa dovrei fare io? Che cosa possiamo fare noi mortali per indurre Hapy a ritirare la Piena?"

"Gli Dei vogliono essere pregati." esordì Djoser staccando lo sguardo dalle acque.

"E tu come lo sai? Oh, ma certo! Tu sei allievo di Ptha e Hapy è il Suo Araldo. Non sai che
il tuo Ptha è in esilio? Dimmi, chi sei? Non ti ho mai visto da queste parti."

"Lavoro al Tempio della Piramide con la Squadra dello Scettro."

"Con il caposquadra Sitap? Conosco bene il caposquadra Sitap e conosco anche i suoi
uomini. Ma non conosco te." aggiunse.

"Io ho lavorato con quella squadra solo per un mese poi sono stato lontano per altri due mesi
e.."

"Capisco." lo interruppe Sahura. L'arrivo sempre gradito del nano Seneb, addetto alla
distribuzione del cibo lo fece
desistere dalle sue osservazioni, ma non impedì al vecchio Isesi di insistere
nelle sue argomentazioni.

"Questa non è la solita uscita delle acque che sommerge i campi."

"Che cosa sarebbe, secondo il mio saggio Isesi?" di nuovo Sahura.

"E' della piena del Nilo che state parlando? - il nano si fermò accanto ad Isesi
e salutò - Gli Dei ti siano propizi, saggio Isesi. - il vecchio gli fece un rispettoso
inchino e l'altro continuò - Gli Dei della Valle e del Delta siano anche con
te, valente Sahura. Buona giornata a te ed ai tuoi uomini."

"Buona giornata anche a te, piccolo grande amico. - gli rispose

Sahure - A te il benvenuto ed a quello che porti nelle ceste. Un po' più di birra, io
spero e un po' meno acqua.A,ah.ah... A quella ci pensa già abbondantemente
Knhum."

"In verità, non nascondo di avere qualche
timore. - Seneb assunse un'espressione preoccupata - Ricordo questo fiume in
piena come uno spettacolo giocondo. Da ragazzo aspettavo che le nuove acque
salissero piano a ricoprire banchi ed isolotti e che gli uccelli tornassero a
nidificare tra le canne per poterli catturare. Oh!... Arrivavano qui a
migliaia. Tanti da coprire il cielo. Il mio bastone e quello dei miei amici
erano sempre attivi. E quando le canne erano sommerse dalle acque, gli uccelli
volavano in cerca di altre canne. E noi dietro, ah,ah,ah!... con i nostri bastoni."

"Sicuro! - assentiva Isesi - Lo abbiamo fatto tutti da ragazzi..." "Lo faccio anch'io. -
disse Mosè - Quando non ci sono anatre, mi siedo sugli argini a osservare i
pesci e i mulinelli dei vortici."

"E allora? - il giovane Sahure, che stava tracannando da un boccale di birra che il nano gli
aveva dato, si pulì la bocca sul dorso della mano e rese il boccale vuoto - Ad
una stagione segue sempre un'altra; alla Piena segue sempre la Germinazione.
Sono stato ragazzo anch'io e anch'io mi sono divertito ad ogni cambio di
stagione. - si interruppe, con una sorriso che gli corrugò la fronte. Un
piccolo solco gliel'attraversava da una parte all'altra, irregolare, come
poteva essere l'increspatura d'espressione di un volto giovanile - Ricordo un
anno, poco più che bambino, in cui la stagione fu talmente secca da ardere... Il
povero Geb aveva la pelle più rugosa della scorza di un albero
rinsecchito."

Il vecchio Isesi fece l'atto di prendere la parola.

"Quello sì, che fu un evento da non scordare. Anche perchè, - lo prevenne Sahura in tono
divertito - io ero un po' troppo discolo a quell'età e mio padre per punire la
mia mancanza di propensione alla lettura e all'apprendimento dei calcoli,
ah,ah,ah... - rise, trascinandosi tutti nella risata - mi mandava a pulire i
fossi con gli altri e la sera ero così stanco da finire per invocare Thot e
i suoi papiri. Poi arrivava il Vento del Nord e con esso la Piena e il fiume cominciava a muoversi, agitarsi, gonfiare e straripare, per poi ricominciare a dimagrire e tornare in secca."

"Questa volta non è così! - Isesi riuscì a prendere la parola - Questa volta Khnum deve aver
alzato entrambi i piedi, nel liberare le acque del Nilo."

"I contadini dovranno attendere ancora prima di seminare." sospirò il nano, mentre ordinava
ai suoi di poggiare a terra le grosse ceste appese a robuste pertiche che
reggevano in spalla; quelli posarono a terra le ceste e il nano sollevò il
coperchio.

"Se le acque non si ritirano e non portano fango dalle rupi, i contadini non potranno seminare.
La carestia si abbatterà sull'Egitto e il pane scarseggerà.." continuava a insistere caparbio il vecchio.

"Per adesso, vecchio, - lo interruppe bonario Sahure che, come gli altri seguiva ogni gesto
del nano - saziati con questo pane. - lo invitò - Avvicinati e prendi la tua
razione. Penseremo dopo alle calamità. Mai fasciarsi la testa prima che sia
rotta!"

"Uuuhhh!..."
seguì il verso incomprensibile del vecchio, poi tutti lasciarono il posto di
lavoro per la sosta per il pranzo: zuppa di pesce, pane, birra e aglio,
naturalmente, per tenere lontano gli spiriti delle malattie.

Djoser e il Ratto si allontanarono; Djoser con la sua ciotola di legno e il suo pezzo di pane. Si
lasciarono attirare a riva dallo stormire del vento tra le canne e dal volo
degli ibis sui papiri; il sole dava lucentezza alle acque del fiume e riempiva
i loro occhi di chiarore. Il piccolo Mosè non nascondeva la contentezza di
poter consumare il suo pasto in compagnia. Di solito lo faceva da solo o con
qualche amico pennuto o a quattro zampe.


(continua)

brano tratto dal libro DJOSER E LO SCETTRO DI ANUBI

edito da SOCIETA' EDITRICE MONTECOVELLO



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