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lavoro pubblicato giovedì 20 settembre 2012
ultima lettura venerdì 30 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Scelte e Conseguenze

di Drake. Letto 642 volte. Dallo scaffale Fantasia

Racconto fan fiction su Star Wars realizzato per un contest (in cui vinsi poi il romanzo 'Alleanza Fatale') nel sito GuerreStellari.net

Scelte e Conseguenze


Ord Mantell, 3643 B.B.Y.


Stava tornando alla nave quando una scritta in Aurebesh a caratteri azzurri si manifestò con un bip sulla sua cintura. "Repubblica", pensò Wesar accendendo il comunicatore.
«Oh, chi si risente!» Sorrise sardonico.
«Wesar Mass, sono Zyna Kal'han, dell'Ordine Jedi. Ci siamo già incontrati...durante il vostro
arresto. Vi ricordate?»
Zyna Kal'han, la Miraluka. Sì, ricordava. Un Cavaliere così giovane, pura ed idealista. L'unica
persona ad averlo colpito nella Galassia dopo molti anni.
«Oh, sì. Ricordo...»
Cercò di nascondere la vena d'imbarazzo dovuta all'inaspettato risentire quella ragazza per motivi così "giuridici".
«Avete un debito con la Repubblica. Per ripagare al vostro crimine, evitando la prigione, avete
scelto di lavorare per noi...»
«Sì, Zyna. Non c'è bisogno che mi facciate il riassunto. Che devo fare? »
«Va bene, andiamo al dunque: dovete recuperare le planimetrie dell'Ajunta Ring, la stazione
spaziale difensiva di Korriban.»
«Brutta storia. Perché proprio io? Perché non un Jedi? Perché...non proprio voi?»
Era provocatorio. Forse troppo, e si morse le labbra per aver osato tanto, specie con qualcuno che segretamente ammirava.
«Primo: come ho osservato poc'anzi, siete in debito con la Repubblica. Secondo: perché un Jedi
correrebbe un rischio maggiore; il suo legame con la Forza, a così scarsa distanza dai Sith lo
farebbe percepire, mettendo in pericolo lui e la missione.»
«Immagino sia senza scelta; dove trovo questi piani?»
«Siete fortunato. Verranno trasportati fuori da Korriban, sull'Adversity, un incrociatore dell'Impero. Li custodisce l'Ammiraglio Tann. Dovrete infiltrarvi a bordo, copiarli e portarmeli su Belsavis...tutto chiaro?»
«Chiaro e limpido come un lago senza fango, Kal'han!»
«Bene. Vi lascio alla vostra missione, Mass. Che la Forza sia con voi!»
"Che la for...tuna sia con me." Pensò mentre saliva sul suo trasporto XS Joy Kestrel.
«Joy, attiva motori.» Comunicò all'intelligenza artificiale.
«Già di ritorno, signore?» Rispose una voce cordiale.
«Ehm...sì, ho avuto fraintendimenti con gli Hutt locali e ho lasciato perdere. Per fortuna abbiamo un nuovo lavoro. Partiamo per Korriban.»
«Lavoro, signore, o incarico?»
«Non ti sfugge nulla, Joy. Dobbiamo rubare informazioni per la Repubblica. E sì, non verremo
pagati per questo.»
Si mise ai comandi della nave iniziando l'ascesa verso la stratosfera.
«Ha già un piano, signore?»
«Ne avrò uno quando saremo arrivati.»
«Certamente, signore. Ho impostato la rotta per Korriban. Salto nell'Iperspazio in 3...2...1...»
Il familiare flash luminoso e il seguente tunnel di raggi azzurri balenarono nel riflesso cristallino
degli occhi del Mirialan.
Quattro ore più tardi emersero dal nulla a pochi MGLT dall'ammiraglia della flotta a guardia del
pianeta sacro dei Sith. Una cortina di asteroidi schermava le comunicazioni radio e costituiva un
pratico nascondiglio mentre si avvicinava al Caccia Stellare.
«Occulta la nave, Joy.»
«Certamente, signore.»
La Joy Kestrel, celata ai radar, attraccò su un lato della nave e Wesar si preparò all'abbordaggio. Corse sul retro della fregata, aprì uno sportello vicino al vano bagagli rivelando un cunicolo circolare. Si arrestò un momento come dimenticandosi qualcosa.
«Mi raccomando Joy, bada alla...a te stesso.»
«Certamente, comandante.»
Piombato nel profondo del vascello iniziò la ricerca di un terminale informatico.
Si trovava nei quartieri dell'equipaggio e non era difficile trovarne uno, bastava entrare in una
cabina vuota. Con molta attenzione dribblò il personale a bordo, svincolando ogni qualvolta era
necessario dietro colonne ed angoli. Appostatosi vide un tecnico abbandonare una cameretta,
aspettò che si allontanasse e scivolò nell'alloggio. Inserì nella presa universale un dispositivo di
hacking e penetrò nella rete della nave. Ovviamente i piani non erano lì, ma c'era scritto dove
trovarli e lui era, oltre che un pirata spaziale, un maledettamente bravo pirata informatico. Ed eccoli lì: alloggi degli ufficiali, cella Numero 47.
"Symus Tann. Mi sembra logico." Ragionò il contrabbandiere.
«Joy, mi ricevi?»
«Forte e chiaro, signore.»
«Bene. Prepariamo il piano B. Piazza esplosivi nei settori 12 e 11 dell'area motori.»
«Sarà fatto, signore.»
E mentre la sua nave si occupava dell'operazione, si diresse alla linea di binari che collegava poppa e prua della corazzata. Si agganciò sotto ad un carrello diretto sotto il ponte, i cui passeggeri non
sospettavano nemmeno del clandestino. Il quartiere degli ufficiali, lì sotto, era sorvegliato da
pattuglie, telecamere e droidi di sicurezza in ogni angolo. Occorreva un diversivo: un vagone carico di munizioni divenne la soluzione ideale. Quando fu vicino all'alloggio dell'ammiraglio premette un bottone e sentì solo un'attenuata vibrazione provenire dal pavimento. Un allarme partì e tutti i plotoni in zona piombarono sul luogo del "guasto". Restavano le olocamere, quindi un fumogeno, scambiato per fumo dovuto all'esplosione, fu una sufficiente copertura. Raggiunto il computer
personale di Tann scaricò i preziosi schemi. Stava uscendo gongolante dalla cabina quando un
manipolo di truppe Sith lo bloccarono.
«Wesar Mass? Venga con noi!» Intimarono coi fucili puntati.
«Ok, ok. Ma tenete giù quegli arnesi...» Si consegnò stranamente senza opporsi.
Seguì le guardie fino al ponte della nave. Ad attenderlo, impettito e trasudante d'orgoglio, un uomo brizzolato scrutava il pianeta rosso dalla vetrata.
«Wesar Mass...ci hai messo fin troppo.»
«Volevo che le cose sembrassero vere.»
«C'era bisogno di danneggiare proprietà imperiali?!» Si voltò indignato.
«Symus, non potevo mica venirmene qua e chiederti "potresti gentilmente darmi i piani dell'Ajunta Ring?"»
«Per te sono l'Ammiraglio Tann! Non parlarmi come fossi tuo amico!» Disse sbrigativo il militare.
«Per quanto proseguirà questa storia?»
«Il tempo dovuto, ammiraglio. Quando questi piani saranno su Belsavis vi darò le informazioni che volete.»
«No. Ho deciso diversamente. Ho informato la Repubblica del tuo tradimento. Questo fa di me il
tuo unico cliente.»
Wesar era incredulo. D'altronde non ci si poteva fidare di chi lavorava per i Sith.
«Ok. Hai vinto. Le informazioni sono sulla mia nave. Lasciala entrare negli hangar e le avrai.»
«Non scherzare con me, Mass. E' l'ultima volta.»
Il contrabbandiere lo guardò bieco prima di uscire, poi richiamò Joy Kestrel e la fece planare in una delle piattaforme di decollo. Quando la raggiunse ad attenderlo c'era una persona vestita con una tunica dal tipico stile Jedi. Si sollevò la cappa rivelando un volto femminile dagli occhi bendati.
«Zyna! - Wesar era ancora più incredulo del trattamento appena ricevuto dall'ufficiale.
«Che fai qui?»
«Sono venuta a catturarti, Mass. Mi dispiace.»
«E' a me che dispiace, Zyna. Credimi. Non è una cosa che riguarda me e te. E'...e'...»
«E' per te stesso, lo so. Consegnati ora, senza resistere.»
«Ho paura di non poterlo fare. Joy! Attiva i cannoni!»
La nave aprì il fuoco sulla ragazza, che accese rapida la sua lama verde e deviò i colpi. Wesar fuggi su una passerella, ma la Jedi precipitò con la Forza alcuni caccia appesi al soffitto bloccando la
strada del ribelle. Il Mirialan tornò sui suoi passi difendendosi a colpi delle rivoltelle blaster estratte da sotto il mantello; il Cavaliere tuttavia non ebbe difficoltà a deflettere anche quei colpi e balzò
fino a raggiungere l'altissimo camminamento sospeso. Atterrata di fronte a Wesar gli puntò la lama alla gola.
«E' finita.»
«Non è mai finita per un pilota!» Rispose saltando all'indietro ed appendendosi alle transenne sopra di loro. Si slanciò fino a caderle alle spalle colpendola con un calcio che la fece cadere in avanti e perdere la presa sulla spada. Con un altro, Wesar riuscì a scagliare l'elsa giù dal parapetto impedendole di recuperarla con la Forza. Passarono quindi alle mani entrambi, seppur lei dimostrasse una certa maestria nel corpo a corpo. La canaglia Mirialan si ritrovò a schivare gli
affondi della giovane Miraluka. Ritrovandosi in stallo pensò che l'unica strategia per scamparla era di confonderla.
«Joy! Spara qua un siluro protonico!»
La Jedi incredula pensò che fosse pazzo. Un colpo del genere li avrebbe uccisi, o forse avrebbe
ucciso solo lui, ma non poteva permetterlo.
La fregata lanciò un razzo fluttuante in linea confusa verso loro.
Zyna si voltò improvvisamente cercando di bloccarlo con la Forza, concentrandosi profondamente.
Fu in quel momento che Wesar la stordì con una gomitata facendole perdere il controllo sul missile che andò a schiantarsi sulle strutture di sostegno.
I contendenti volarono al suolo, coperti da macerie e da sbarre. Wesar, essendosi aspettato il volo, si riprese velocemente. Tentato di scappare decise tuttavia di aiutare la Jedi e la sollevò per un braccio.
Poi un rumore distinto di un laser, la bocca spalancata ed irrigidita della giovane. Dietro alla schiena un anello rosso ancora fumante.
«NO!»
Gridò il Mirialan vedendo sulla passerella opposta l'Ammiraglio e le sue truppe.
«Che cosa hai fatto?!»
«Non volevi ti proteggessimo dalla Repubblica?» Rispose Tann allargando le braccia con un sorriso
di falsa innocenza.
«Maledetto! Traditore fino all'osso! Che tu e i Sith possiate esplodere con il vostro pianeta!»
Si girò verso il trasporto. Era in lacrime.
«Joy...piano...B.»
Una scossa tremenda provenì da poppa, facendo cadere Symus Tann e i suoi dalla passerella.
Taniche di carburante e tubi iniziarono ad esplodere. Wesar raccolse e portò il corpo esanime della
Jedi segretamente amata sulla XS.
Il vascello era una colabrodo quando accese i motori. Fiamme e fumo gli offuscavano la vista; non era certo che ne sarebbe uscito vivo, ma se ci fosse riuscito avrebbe compiuto vendetta contro l'Impero Sith.



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