ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 19 settembre 2012
ultima lettura sabato 16 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

"Cheppoi".

di MacneSaetta. Letto 694 volte. Dallo scaffale Viaggi

Che poi,che poi metti lì che la notte sa essere apatica,sputa silenzi e qualche rombo di motore e un cielo sordomuto che non ti dice assolutamente nulla:si,è anche questa,la notte sa essere totalmente inespressiva,e butti giù che s...

Che poi,che poi metti lì che la notte sa essere apatica,sputa silenzi e qualche rombo di motore e un cielo sordomuto che non ti dice assolutamente nulla:si,è anche questa,la notte sa essere totalmente inespressiva,e butti giù che se solo potessi la boichetteresti nell'istante.
Ma non è nemmeno lei,la rendi capro espiatorio,perchè infondo sarebbe più logico,la verità è che flabile,troppo molle e stagnante la città del cavolo dove ora fumi la tua sigaretta e mentre scarabocchi quattro parole che ti sanno tenere compagnia più di chiunque altro perchè almeno parli,scrivi,incidi pezzi di te senza che nessuno ti guardi allucinato o arrabbiato o infastidito o cominciando a guardarti per vedere che sei dimagrito troppo e fanno quelle bocche come una grande 'ohhhhhh',e quello di da i nervi,maledetti rompiscatole.Eppoi senti che puoi avere nella penna un'amica e amante che non ti chiede nulla e a cui puoi tutto,però anche la penna e foglio e inchiostro e parole e frasi e punti e virgole e errori di distrazioni sembrano chiederti di andartene da qui subito:dove le ore passano come anni,dove ti senti inscatolato tarchiato e pronto per la vendita:è così inevitabile come cominci ad avere qui,appena arrivi qui,nostalgia atroce di sapori salati e alcool e erba e sabbia e mare e risate e odori e movenze e movimenti e attimi segnati dall'alcool che registri con ritardo,e che,quando poco poco poco li vedi sfocati,perchè li vedi estremamente sfocati,ti butti a capofitto perchè ti fidi comunque che niente ti deluderà.
E allora sei già pronto con lo zaino in spalla ancora,come se questa città del cavolo sia un serial killer da cui devi disperatamente scappare e come nei film horror non puoi attendere neanche un istante:le gente e le loro espressioni sono così tremendamente pallide e al rilento,porca miseria!
La cosa più assurda è che qui,qui c'hai passato negli ultimi mesi così poco tempo che però,anche se poco,vedi come troppo,troppo,come tempo perso che devi assolutamente recuperare,qui dove un giorno e vita vale come un istante del tuo viaggio,o forse neanche.
Un misero giorno che sembra interminabile.
Rozzo.
Impudico.
Troppo salato.
Come un cibo inmangiabile.
E senti di conoscere molto di più i sapori e odori e sudori e sussulti e ordini esploratii occhi e mani che hai conosciuto per pochi giorni lì che tutte le donne di questa strana conca assetata d'estate e raffreddata d'inverno,e senti anche di conoscere più le pacche sulle spalle e parole e strette di mano e saluti di lì,che tutti gli uomini di qui.
Perchè qui sei un estraneo.
E lo sai.
Qui hai una penna per donna e inchiostro per amico.
Loro ci sono le settimane che passi qui internato come un pazzo in manicomio.
Solo loro.
Nessun altro.
Non sai crucciartene perchè questo ti spinge ad essere sempre così irrimediabilmente distante e diffidente verso la città Macchia di Cemento:una città non è più la tua città quando starci ti ricorda momenti venuti altrove,e ti fa voglia di riviverli lì,lontano dai denti grigi di mastice.
Lì dove nessuno sai che sei,e dove questo non importa.
Lì dove probabilmente quando prendi l'aereo senti di conoscere un pò tutti.
Le trasmissioni di un corpo,qualunque,da un occhiolino a esser-preso-per-mano-per-ballare-non-sai-ballare-e-odi-ballare-e-ti-ritrovi-a-ballare-per-ore-e-a-non-riuscir-a-innervosirti-manco-a-un-lento-ma-anzi-volerlo-ballare-ancora-e-sentire trasmissioni per finire sulla spiaggia con la luna senza render conto a nessuno di ciò che fai,e dire e ascoltare prima che le parole siano evaporate in nuvole calde,perchè lì è normalità e senti che o chicchessia,quelle cose spontanee,da pensieri a movimenti,da risate acute a sussulti,sono fotografie che rispecchiano uno stato d'animo.
Tutto partito come un obbligo per non buttar via soldi,finito come un obbligo a ritornarci.
Lì.
Lì dove sbronzo e rintontito da balli e musica e alcool e erba senti gridare con la mano che ti viene portata di conseguenza in alto:"Ciò che succede qui rimane qui!",e allora li hai la sensazione di essere ovattato in un altro mondo,e di poter fare qualunque cosa e di ricevere solo applausi o risate o sorrisi o emozioni.
Dove anche se con i riflessi rallentati sai guardare la luna e restarne affascinato con il sottofondo delle onde,e hai solo voglia di ripetere ogni cosa.
Dove tutto è diverso da qui.
Infondo è la città dove non si scopa ma si fa sempre l'amore che una donna la conosci da due minuti o una vita e dove l'alcool non ti distrugge ma sei tu che distruggi l'alcool e dove l'erba non ti sfiacca ma sei tu che sfiacchi l'erba a suon di aspirate.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: