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lavoro pubblicato martedì 11 settembre 2012
ultima lettura sabato 19 ottobre 2019

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Il grillo Lillo e la formica Mica

di maza. Letto 2530 volte. Dallo scaffale Fiabe

C’era una volta…… una magnifica giornata di sole.In una spiaggia dorata di un paese lontano, una simpatica formichina osservava me...


C’era una volta…… una magnifica giornata di sole.
In una spiaggia dorata di un paese lontano, una simpatica formichina osservava meravigliata e felice e l’azzurro del cielo terminare sopra il turchese del mare.
“Che splendida giornata” sospirò “che magnifico sole….e che bel mare…oggi non voglio rimanere al buio nel formicaio … preferisco una bella passeggiata all’aria aperta”.
La formica era desiderosa di ammirare i sorprendenti colori della natura così azzardò il primo passo sulla sabbia calda.
Temeva di scottarsi le zampine perché il sole abbagliante risplendeva alla sua massima altezza.
Invece la temperatura dei granelli dorati era sopportabile anzi, piacevole. Entrò felice nel mare di sabbia accompagnata dal calore che partendo dalle zampe trasmetteva un soffice tepore a tutto il corpicino e dopo qualche passo curioso e prudente imboccò decisa la via per le alte onde del mare per ammirarne la spuma bianca sulla cresta.
Con l’andatura rapida e frettolosa puntò impavida verso la meta stabilita; una scattante bestiolina che zigzagava a destra e a sinistra verso il mare.
Tuttavia l’impazienza e il desiderio di arrivare alla riva la fecero cadere in una buca che lì per lì non riuscì ad evitare.
“Ahhhhhh”
Precipitò nella fessura e dopo sei giri su se stessa si fermò bruscamente alla fine del solco.
“Aia, …che botta!” Esclamò massaggiandosi la testa indolenzita. “Ma cosa è successo?”….
Si guardò intorno cercando di capire cosa fosse accaduto.
“Sono in una buca….una BUCA?!…..ma chi si diverte a fare i buchi nella sabbia? Accidenti! Se lo prendo….. AIUTO….AIUTO…
QUALCUNO MI AIUTI AD USCIRE DA QUI….AIUTO…AIUTO”.

Non molto lontano, un grillo color marroncino, antenne lunghe e attente, occhi da furbetto, era beatamente adagiato sulla spiaggia quando improvvisamente udì la richiesta disperata di soccorso.
“AIUTO…AIUTO”.
Il grillo si alzò di scatto, guardò a destra, poi sinistra e quando capì la provenienza delle urla balzò senza indugio in quella direzione.
Con un paio di salti formidabili arrivò in un baleno sul ciglio della buca da cui aveva udito provenire le grida.
Si sporse per guardare e trovò la formica dolorante.
“Ciao, …tutto bene? Come hai fatto a cadere lì dentro?”
“Che domande…ci sono finita” rispose l’animaletto massaggiandosi la testa. “Andavo spedita…non mi aspettavo una buca sulla spiaggia…se scopro chi l’ha fatta..”. Raccontò desolata la formica.
“L’ho fatta io” ammise il grillo.
“COSA? …L’HAI FATTA TU? E perché? Per fare stupidi scherzi a tutti gli insetti della spiaggia?” Chiese arrabbiata verso l’alto.
“Non è una buca vera e propria, è l’impronta della mia zampa” spiegò l’insetto all’altro insetto.
“L’IMPRONTA DELLA TUA ZAMPA?” Chiese incredula la formica.
“Si. Quando sono sulla sabbia mi diverto a fare salti molto alti perché quando atterro non sento male e creo orme molto profonde.
E’ vero, non racconto bugie, sei dentro l’impronta della mia zampa” parlò dispiaciuto il grillo mentre inclinava il collo verso il basso: “Dai, attaccati alla mia antenna, ti aiuto a risalire”.
La piccola formica si aggrappò alla protuberanza offerta dalla nuova conoscenza e giunta in superficie ringraziò il gentile saltatore e si ricompose scrollando i granelli di sabbia dal corpo indolenzito.
Fu il grillo a presentarsi per primo: “piacere, sono Lillo, il grillo Lillo”.
“Io sono Mica, la formica Mica”.
I due nuovi amici si strinsero la zampa.
“Devi fare salti enormi per lasciare impronte così profonde”. Commentò la formica Mica.
“Si lo ammetto, sono molto bravo. Sono il primo fra tutti i grilli del mio giardino. Da terra riesco a raggiungere i fiori del primo davanzale. Sono l’unico a riuscirci”.
“Davvero? Ma è un salto enorme!” Osservò la formichina.
“Davvero, nessuno riesce a saltare come me” proseguì Lillo…“E tu, dove stavi andando?”
“In riva al mare, voglio osservare le onde da vicino”. Rispose Mica.
“Bellissima idea, posso venire anch’io?”
La formica avrebbe voluto rispondere al grillo, ma si accorse di una presenza minacciosa che bloccò le sue parole.
Da lontano una brutta figura li stava osservando.
“FERMO LILLO! NON TI MUOVERE!” Disse preoccupata la formica Mica.
“Che succede ?” Domandò incuriosito il grillo.
“Immobile! Non respirare! .... C’è la formica Fragolona”.
“La formica cosa……?”
“La formica Fragolona, una formica cattiva, forte e golosa. La chiamano tutti così perché ruba le scorte di cibo alle formiche.
E’ muscolosa, prepotente e molto, molto golosa, GOLOSISSIMA…..meglio evitarla”. Spiegò Mica a Lillo.
“Facciamo finta di niente, allontaniamoci piano piano”.
Così la formica prese sotto braccio il grillo, si voltarono ed iniziarono a camminare lentamente nella direzione opposta.
Purtroppo non riuscirono ad evitare lo sguardo della formica Fragolona e quando li vide gridò: “EHI VOI DUE, DOVE PENSATE DI ANDARE? FERMATEVI IMMEDIATAMENTE!”
I due amici non si voltarono, ma sentendosi scoperti accelerarono il passo.
“Ti ho riconosciuto. Sei la formica Mica! Non puoi scappare! E’ meglio se ti fermi” urlò Fragolona verso la coppia.
E ancora: “Sai che posso raggiungerti quando voglio, sono più veloce... fermati ho detto!”
“SCAPPIAMO!” Gridò Mica a Lillo.
Diedero inizio ad una corsa forsennata verso il mare e la formica Fragolona scattò immediatamente all’inseguimento dei due compagni e mentre correva gridava arrabbiata: “Fermatevi, fermatevi”.
Cominciò una gara a tutta velocità sul fresco bagnasciuga tra una formica e un’altra formica affiancata da un grillo.
La corsa più strana di tutti i tempi.
Fu Lillo ad accorgersi che Fragolona stava guadagnando terreno, era davvero molto veloce, più di loro.
“Ci sta raggiungendo” avvertì la compagna.
“Cosa facciamo?” Chiese allarmata la formica Mica.
“Non lo so” Disse Lillo, “Davvero non so dove andare”.
Ad un tratto videro una bambina giocare in riva al mare intenta a costruire un castello di sabbia.
Era veramente un bel castello, con quattro torri tonde e robuste fabbricate con un secchiello arancione e rifinite con una graziosa paletta verde, unite da un muro di cinta in sabbia bagnata solido e fermo.
Era quello che ci voleva; un nascondiglio perfetto.
“Lo vedi il castello di sabbia? Corriamo, ci nasconderemo nella torre”. Propose il grillo alla sua amica.
“Va bene, facciamo presto” rispose Mica.
Giunti alla costruzione si fermarono ansimanti davanti al ponte costruito con bastoncini di legno di ghiacciolo posizionato sopra il fossato che circondava la fortezza scavato interamente dalle mani della bambina.
La piccola volgeva loro le spalle.
Inginocchiata nella sabbia, impegnata nell’incidere piccole finestre sulle mura con una lama di conchiglia spezzata non poteva vederli.
Piegato su se stesso per riprendere fiato, l’attento Lillo non mancò di osservare la marea in aumento; le onde, una dopo l’altra, risalivano la riva mangiando spanne di sabbia mentre la cocciuta formica Fragolona si avvicinava rapidamente nell’intento di catturare i due fuggitivi.
“Entriamo”. Ordinò il grillo alla formica.
Attraversarono il ponte in bastoncini di ghiacciolo ancora appiccicoso di menta e limone che quasi quasi vi rimanevano incollate le zampine e salirono i gradini di sabbia accuratamente modellati dalla bambina per raggiungere la cima della torre di destra.
Giunti esausti sopra il tetto si sporsero per guardare in basso.
Fragolona era sotto la torre.
“Vi vedo. Non potete andare da nessuna parte. Siete in trappola. Scendete e non vi farò del male, voglio solo la vostra merenda”.
La formica Mica si agitò, camminava velocemente in cerchio tentando di trovare una soluzione: “Cosa facciamo? Cosa facciamo?” Ripeteva spaventata al grillo Lillo il quale, silenzioso, non staccava gli occhi dal mare ingrossato le cui onde ormai sfioravano il fossato del castello.
La formichina si lanciò verso il parapetto urlando: “MAI. NON SCENDEREMO MAI…CAPITO?...MAI!”
“SCENDETE IMMEDIATAMENTE” rispose irritata la formica cattiva.
“MAI” replicò perentoria Mica.
“Conto fino a dieci, poi salgo. CHIARO? Uno.., due.., tre.., quattro.., cinque.., sei.., sette.., otto.., nove e dieci. Adesso basta! Questa è l’ultima volta. Scendete!”
“Lillo Lillo, siamo in trappola. Adesso sale” affermò spaventata Mica.
“Siamo nei guai fino alla punta delle antenne”.
Lillo non ripose, seguitava a contemplare i movimenti delle onde del mare, poi improvvisamente si girò verso Mica…
“Dille di salire”.
“COSA?” Rispose incredula.
“Fidati di me, affacciati e dille di salire. Svelta”.
“Sei matto? Sai cosa succede se ci prende?”
Lillo non rispose, Mica guardò stranamente l’amico, poi perplessa decise di assecondarlo, corse al parapetto e urlò in basso verso Fragolona: “Sali se hai il coraggio!”
“Cosa? Mi stai sfidando?” Replicò la grande formica cattiva.
“Si, ti sfido! Voglio proprio vedere se riesci a prendermi!”
“L’hai voluto tu. Ora salgo”.
“Ti aspetto!” gridò spavalda Mica.
“Peggio per te! Arrivo”.
Fragolona attraversò il ponte appiccicoso e in pochi istanti fu all’interno delle mura, vide le scale di sabbia affiancate alla torre e velocemente iniziò a salire i gradini due a due.
La formica Mica osservava terrorizzata dall’alto la corsa di Fragolona: “arriva Lillo arriva. Cosa facciamo adesso?” Domandò tremante all’amico.
“AGGRAPPATI ALLE MIE SPALLE, SALTIAMO GIÙ”.
“COSAAA? Sei matto? E altissimo”.
“Fai come dico. AGGRAPPATI! SUBITO!” Ribatté Lillo all’amica che vincendo finalmente la paura salì sulla schiena del grillo stringendolo forte alla vita.
“Eccomi qua! Adesso siete nei guai!” Esclamò Fragolona sul tetto della torre raggiunto in un baleno “Fuori la merenda!”.
“Cara formica Fragolona” disse beffardo il grillo Lillo “a noi la merenda piace asciutta, non bagnata, per questo andiamo a mangiarla sulla spiaggia. Ciao ciao”.
Si piegò su se stesso, raccolse tutte le forze nelle potenti zampe e spiccò il più grande salto mai visto nella storia di tutti i grilli.
Talmente alto da somigliare al volo di una farfalla…con una formica sulla schiena per giunta.
Fragolona non potendo credere ai suoi occhi spalancò la bocca meravigliata. La sua nemica Mica scappava volando aggrappata alle spalle di un grillo...

Bisogna dire che l’atterraggio non fu proprio morbido.
Dopo il colpo ricevuto dalla sabbia seguì un capitombolo dove i due animaletti ruzzolarono per diversi millimetri rimediando alcune ammaccature qua e là.
Fragolona era arrabbiatissima. Aveva subito una grande sconfitta.
“Ma dove credete di andare? Pensate di esservi liberati di me? Scendo le scale e vi raggiungo in un minuto!” Urlò minacciosa dalla torre.
“Cara Fragolona..” Rispose Lillo “ti conviene guardare verso il mare e spero che tu sappia nuotare.. buon bagno”.
Fragolona non capì cosa volesse dire il grillo, ma timorosa delle parole del saltatore girò lentamente il capo e si accorse che la torre di sinistra era scomparsa; sciolta dal mare, la rimpiazzava un enorme squarcio nelle mura.
Del bellissimo castello adesso ne rimaneva solo una minima parte.
Capì immediatamente quale sorte le aveva riservato il destino.
Alzò preoccupata lo sguardo all’oceano e vide un’onda altissima dirigersi a tutta velocità verso la riva: “Sono Fritta” pensò rassegnata.
Aveva ragione.
L’acqua colpì il castello avvolgendolo nella rotolante schiuma bianca e lo distrusse in un secondo.
Quando l’onda rientrò nel mare la torre e le mura erano sparite, al loro posto solo una piccola duna di sabbia bagnata senza forma.
“Accidenti che doccia!” Esclamò la formica Mica.

Il grillo Lillo e la formica Mica videro in lontananza una figura galleggiare nel mare, era una grossa formica sopra un bastoncino di ghiacciolo trasformato da ponte levatoio in canoa ed ora sorreggeva Fragolona sull’acqua trasportandola lontano.
“Accidenti alla mia ingordigia. Cosa faccio adesso? Dove andrò a finire? Cosa ne sarà di me?” Disse singhiozzando l’insetto goloso.
Lillo e Mica si avvicinarono alla riva per guardare meglio: “Così impari a fare la prepotente” urlò la formica soddisfatta.
“Vi prego aiutatemi...” Implorò Fragolona ai due rivali.
“Non preoccuparti, il legnetto ti sorreggerà fino alla prossima riva. Nel frattempo medita su ciò che hai fatto, diventerai una formica migliore”. Consigliò Lillo al puntino sempre più distante.
Fragolona non rispose alle parole del grillo, iniziò a pensare seriamente al guaio in cui si era cacciata e al suo brutto carattere, cattivo e disonesto.

Da quel momento l’unico suono percepibile fu quello delle onde del mare colpire la sabbia della riva e il loro graffiante e piatto rientro nell’oceano stridere nell’aria salina circostante.
Fieri dell’impresa compiuta, il grillo e la formica respirarono forte quell’aria marina testimone della loro piccola avventura che ora li vedeva passeggiare e giocare sereni in riva al mare e osservava compiacente la nascita della cosa più preziosa al mondo, una nuova amicizia, quella tra il grillo Lillo e la formica Mica.




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