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lavoro pubblicato venerdì 7 settembre 2012
ultima lettura giovedì 16 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO del FARAONE CAP. XIV - Morte di Nefer (ultima parte)

di mariapace2010. Letto 583 volte. Dallo scaffale Fantasia

........Anche il principe della necropoli le si inginocchiò vicino e con voce severa:"Sekhmet affili per me i suoi artigli da Leonessa Sac...


........

Anche il principe della necropoli le si inginocchiò vicino e con voce severa:

"Sekhmet affili per me i suoi artigli da Leonessa Sacra se non punirò la mano che ti ha
colpito, dolce fiore d'Egitto.- proferì -Portate il colpevole al mio cospetto...
che possa punirlo adeguatamente."

"E' lui, il colpevole! - Nefer sollevò un braccio con gesto affannoso e lo puntò
contro il figlio di Teshut, pallido come un cencio e la fronte madida di sudore
- Sua... sua è la mano che ha colpito.."

"Io non sapevo... - balbettò Enen - Non sapevo che lei fosse la principessa di Tebe...
Non sapevo... non sapevo..."

"Tu... hai condotto... qui la Barca... di Ammon... - continuò la voce sofferente della
principessa - La vedo... già... veleggiare su queste... rocce..."

"Terremo lontano il Nocchiero della Barca della Duat, mia signora. - proruppe Ankheren,
con il pianto negli occhi e nella voce - Lo convinceremo a porre altrove la
prua di quella Barca..."

Nefer ebbe uno stanco, sofferto sorriso.

"Non si può... mercanteggiare... con lui. Anubi ha già drizzato le sue... orecchie da
Sciacallo Sacro... verso questa... valle, amico... mio."

Seguì una pausa; il petto della principessa ansimava nello sforzo di parlare.

"Risparmia le forze, sorellina. - Thotmosis piangeva, incurante del fatto che un principe
di sangue non dovesse mai mostrare le proprie debolezze - Non parlare..."

"No! - sussurrò lei - Il mio uccisore non dovrà... mai camminare nella... mia ombra...
Osor, amico... mio - era evidente lo sforzo
per conservarsi lucida - Il mio uccisore non... dovrà incontrare Nefer...
nella Duat... Osiride Glorificato... deve sapere..."

"Oh, principessa Nefer! - proruppe il sacerdote di Bes - So che cosa vuoi da me. -
si girò verso il giovane Amenemhat, il discepolo di Thot - Dammi uno dei tuoi
papiri." disse.

Dopo tanta tensione, la calma e il silenzio scesi sopra le loro teste, sembravano
ancora più amari e profondi; Nefer cominciò a dettare:


"O tu, Osiride Glorificato... fa che Enen possa entrare nella Duat e non trovare
pace nella sua hut-ka. Che sia respinto... che sia rinviato... che entri
maledetto, che... esca odiato. Che il Tribunale di Usir trovi pesante... la Sacra
Bilancia di Maaat.... O tu, Anubi, che fai entrare i Kau... nella dimora di
Osiride, respingi il Ka di Enen... Accorcia i suoi anni, taglia i... suoi
mesi. Enen è il malvagio distruttore della vita di Nefer, figlia... di Nut,
Signora del Cielo. Che Ammit la Divoratrice, si nutra delle sue membra. Che le
sue... membra periscano, marciscano, si dissolvano al tuo cospetto... quando verrà
nel Neter-Kherty"


Terminato che ebbe di dettare, la principessa Nefer tese il prezioso anello che portava
al dito: il Sigillo Reale, che il Faraone, suo padre, le aveva donato solo il
giorno precedente, estasiato dalla sua danza.

"Apponilo ... nella mia invocazione... a Osiride e ad ... Anubi - riprese con voce sempre più
flebile - Che Nefer possa... raggiungere gli Hotep Jaru... serena e ... confortata..."

Osor ubbidì; bagnò il Sigillo nell'ampolla di Amenemath e lo appose sul papiro.
Attese che la scritta si asciugasse e arrotolò il foglio, poi fece l'atto di
restituire l'anello.

Nefer scosse il capo.

"Tienilo tu... amico mio... e Protettore..."

Osor infilò l'anello all'anulare della mano destra; alle sue spalle, le guardie del
principe Sekenze avevano circondato il figlio del funzionario Teshut.

Horo piegava malinconicamente le sue ali di Falco Sacro e la barca con a bordo la
principessa morente e i suoi amici afflitti, solcava le acque del Nilo, diretta
a Palazzo; i remi catturavano l'acqua contro corrente e la lasciavano dietro di
loro, bianca di spuma.

Uno stormo di cicogne comparve in volo su un picco roccioso; una di loro si staccò
dal gruppo e venne a volteggiare sopra la barca e quasi sfiorò le loro teste, prima di seguire le compagne.

Un sorriso silenzioso distese le labbra morbide ed esangui della principessa,
mentre lo sguardo seguiva quel frenetico frullo d'ali.

"Madre..." la udirono balbettare, poi la videro tendere
una mano come se davvero davanti a lei ci fosse l'anima di sua madre, la
principessa Telika.

Richiuse gli occhi e sentì la voce del fratello che spiegava al principe troiano:

"Era il Ba di sua madre... quella cicogna... Era l'Anima della regina Telika, venuta a
confortarla mentre sale sulla Barca di Ammon, affinché non si senta sola..."

"La principessa Nefer non sarà mai sola! - interloquì Osor, con voce assai grave e
misteriosa - Lei avrà al suo fianco una guida fedele che proteggerà i suoi
passi per un tempo fuori da ogni limite di tempo... - il giovane prese fra le sue
le mani della ragazza - Vai serena, piccola Figlia del Cielo. Osiride dai
Milioni di Anni ti accorderà lo splendore del Cielo nel Neter-kherty,
che è il mondo che è aldilà."

Nefer sorrise, ad occhi chiusi, e si avviò, serena e leggera, verso una luce
fluttuante che le veniva incontro tra echi lontane e frulli d'ali.

Il gorgo luminoso andò avvicinandosi sempre più e, d'un tratto, il volto
sorridente di sua madre emerse dal fondo.

Ogni dolore, nella carne e nello spirito andò diminuendo. Pian piano. Fino a
svanire.

Un'improvvisa serenità, una profonda pace furono le sue ultime sensazioni umane, prima che la
luce la inghiottisse; il pianto di Xanto, dolente e sconsolato, rimase fuori
del gorgo.

"E' morta! La principessa Nefer è morta!" piangeva il figlio del Re di Troia.





**************

"La principessa Nefer è morta! - Isabella si portò le mani al petto con la dolorosa
sensazione che il cuore le si stesse
schiantando... come strappato dal
torace - La principessa Nefer è morta -
ripeté - e mi sento morire... anch'io..."

Il fratello Alessandro, spaventato dall'improvviso ed inspiegabile malore della
ragazza, dovette avvicinare l'orecchio alle sue labbra per poterne sentire le
parole.

Stavano tornando al campo. Avevano appena visitato la tomba della principessa, quando
Isabella era improvvisamente impallidita ed aveva accusato violenti dolori al
petto e si era accasciata a terra priva di sensi.

Trasportata sotto la tenda del fratello, dopo minuti di tensione e spavento per tutti,
aveva ripreso i sensi.

"La principessa Nefer è morta. - ripeté per la terza volta - Ho "visto" la sua
morte... l'ho "sentita". Si! Adesso so tutto. "Ricordo" tutto.... Nefer ha inviato
ad Osiride la sua invocazione ed Osor l'ha trascritta sul papiro... quello che
noi abbiamo portato via dal Museo..."

"E il Sigillo?" chiesero in coro.

"Osor lo ha apposto sul papiro."

"Ma dov'è?" domandarono, sempre in coro, poi
Alessandro continuò:

"Non è nell'astuccio che conteneva il papiro, non è tra i gioielli della principessa
e non si trova neppure alle dita della sua statua."

"Non alle sue dita. - spiegò Isabella - Al dito di Osor. Il Sigillo si trova al dito
di Osor, perché Nefer è ad Osor che lo ha consegnato."

"Ma allora..." di nuovo il coro, poi Alì si girò verso la prodigiosa creatura, alle
sue spalle.

"Sì! - proruppe la ragazza - Il sacerdote di Bes, l'amico Osor, lo ha infilato alla
statua del Guardiano... quella che lo scultore Mosè aveva scolpito per lui e che
Osor ha posto accanto alla principessa, a protezione del suo sepolcro... Il
Sigillo si trova senza dubbio al dito del nostro amico Osor."

Chiamato in causa, Osor si fece avanti e tese la mano destra: infilato all'anulare c'era
un anello d'oro dalla forma assai inconsueta, che pure, mai avevano notato
prima.

Era il Sigillo del Faraone.









EPILOGO





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