ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 29 agosto 2012
ultima lettura martedì 19 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Minimal Texas #2

di ParoladiM. Letto 662 volte. Dallo scaffale Pulp

  3. Lavoro alla GT-40 Multi Purpose Saw tre volte la settimana, il resto del tempo lo trascorro ad imballare casse e timbrarle con il marchio del mattatoio. Dopo il primo anno ho imparato a scrivere la bolla per la consegna della merce e da allor.....

3.

Lavoro alla GT-40 Multi Purpose Saw tre volte la settimana, il resto del tempo lo trascorro ad imballare casse e timbrarle con il marchio del mattatoio. Dopo il primo anno ho imparato a scrivere la bolla per la consegna della merce e da allora, per almeno qualche giorno, me ne sto lontano dal sangue, dalle interiora e dal puzzo delle carcasse dei manzi.

La GT-40 Multi Purpose Saw è un macchinario infernale. Un quintale di acciaio e lame affilate come lame pronte a triturare ossa e zoccoli ovvero tutto ciò che non è commestibile da mangiare. Tutti quanti la chiamano affettuosamente "Grace" ed io penso che ci debba essere un buon motivo se i miei colleghi danno un nome ad una macchina...

"Perché la chiamate così?", chiesi un giorno a Terence il custode.

"Trattala con rispetto ragazzo! Un tizio una volta ci perse tutte le dita della mano fuorché il pollice. Era un tizio taciturno che veniva dalle parti di San Angelo. Un certo Moris, Morrison o qualcosa del genere..."

E' sempre un piacere saper di dover lavorare con un macchinario che alla tua minima distrazione, è capace di ridurti la mano in un simpatico moncherino ed è per questo che ogni volta che mi ritrovo faccia a faccia con la temibile "Grace", seguo il consiglio di Terence: prima di lavorarci insieme la saluto e le porto rispetto.

La pistola a proiettile captivo è uno dei tanti giocattoli che usiamo qui nel mattatoio. La usiamo per stordire i manzi. Amos, macellaio ebreo affiliato alla Kosher Mafia, ha ucciso più di dieci persone usando quel giocattolo.

E' facile da utilizzare, potrebbe riuscirci persino un bambino:

si preme il grilletto, il grilletto, il grilletto.

La cartuccia esplode e provoca l'espulsione violenta di un punzone retrattile in grado di perforare la scatola cranica e produrre così la parziale distruzione del tessuto celebrale e la depolarizzazione dei neuroni.

Il manzo è stordito!

Una velocità di 73 metri al secondo del proiettile captivo, è sufficiente per quello che chiamano uno stordimento valido.

Dopo venti secondi di contrazioni muscolari da parte dell'animale, il cuore si arresta entro 7-10 minuti successivi all'impatto con il proiettile.

Il manzo è deceduto!

E' tutto scritto sul manuale, leggilo!

Le diverse specie animali hanno la scatola cranica diversamente conformata e solo applicando la pistola nel punto esatto si può ottenere lo stordimento dell'animale.

E' vietato sparare in qualsiasi altra posizione o se l'animale muove la testa.

L'operatore deve evitare di spaventare l'animale con movimenti bruschi ma deve avvicinare la pistola alla testa con movimento sicuro e preciso.

Se il colpo è impreciso e lo stordimento è imperfetto o dubbio, deve essere immediatamente sparato un nuovo colpo nella esatta posizione.

Un operatore che fa troppi sbagli nello stordire efficacemente gli animali deve essere sostituito da persona più abile.

Una quantità elevata di proiettili utilizzata per singolo animale nel corso della macellazione è indice della scarsa preparazione dell'operatore o della inadeguatezza dello strumento.

Gli strumenti devono essere posizionati in modo che il proiettile penetri nella corteccia cerebrale.

Per i bovini è proibito sparare il colpo dietro le corna nello spazio tra le orecchie.

E' come andare a scuola, impari il manuale a memoria e sei pronto per il tuo primo omicidio. Oggi prova pratica. Vediamo se hai studiato. Cosa vuoi fare da grande?

Il killer.

Possono desensibilizzarti, possono preparati a tutto ma non a questo...

Il freddo del mattatoio ti penetra nelle ossa e arriva fino al midollo. Non puoi riscaldarti. Pian piano ti abitui a non tremare e a rimanere lucido nonostante i manzi continuano a gridare perché percepiscono l'odore del sangue. Sanno a cosa vanno incontro.

Sei come in una catena di montaggio, non puoi nemmeno riflettere su quello che stai facendo, sei un automa, agisci ad un comando istintivo:

si preme il grilletto, il grilletto, il grilletto.

Siamo tutti dei killer.

4.

Mi sono fatto degli amici. Perlopiù dei messicani hijos de puta con i quali vado a bere birra dopo il turno, oppure con i quali scambio due chiacchiere all'entrata del mattatoio o negli spogliatoi prima di indossare le uniformi chiare, le mascherine e le retine per i capelli.

Mi guardo allo specchio e sembro il Dottor Morte.

Molti di loro sbiascicano il loro gergo creando così un improbabile inglese intriso di termini spagnoli: chica, trabajo, fiesta, sono solo alcune tra le parole più gettonate dai miei colleghi.

Tuttavia, fare un confronto fra americani e messicani è come sparare sulla croce rossa: noi abbiamo superman, il superbowl, i Rolling Stone , loro hanno zorro, la corrida e qualche mariachi squattrinato.

Non c'è partita.

Per il resto siamo tutti quanti dei hijos de puta che lavorano in una fottuta fabbrica e, l'unica cosa che realmente ci separa, sono solo alcuni tratti somatici del viso ed una bizzarra linea immaginaria che ancora ci ostiniamo a chiamare confine.

Pedro Luis è stato da sempre un tipo apposto. Possiede una casa nel quartiere popolare, una giovane moglie, un niño di nome Lucas e, nonostante le sue difficoltà economiche, è felice perché è in America e può mangiare hamburger di seconda scelta.

Lavora duro, come un messicano volenteroso. Vuole mettere da parte qualche dollaro extra a perciò ha deciso di fare anche il turno di notte. Ventiquattro ore su ventiquattro chiuso nel mattatoio: di giorno macella la carne e di notte si improvvisa guardiano. Ammiro la sua forza di volontà a sopportare il tanfo che lo circonda e la sua incrollabile fede verso l'America.

Io penso che la più grande qualità di Pedro Luis è che non ha nulla da dire, ma in compenso sa ascoltare le persone.

Da quando riconobbi in lui questa capacità, ne feci la mia valvola di sfogo personale, ventiquattro ore su ventiquattro.

Io parlo e Pedro Luis annuisce e tace.

Io mi sfogo e Pedro Luis continua ad annuire e tacere.

Muto come un Siciliano-Messicano.

"Se non esistesse il mattatoio", gli dico, "non ci sarebbero gli hamburger e se non ci fossero gli hamburger, non esisterebbe l'America come la conosciamo oggi: terra di opportunità per ogni bovino che si rispetti. Vedi, il problema sta nella carne, l'ultimo peccato dell'uomo moderno. Fai come me, continua a mangiare carne tutto il giorno ma ammetti la tua ipocrisia: macelli bovini, ti sale il rimorso ed intanto ti ingozzi con una parte di loro".

Volevo aprire gli occhi a quel giovane hijo de puta.

Volevo insegnarli la cultura dell'uomo bianco.

Pedro Luis era immigrato da poco ma già incominciava a capire l'America e i suoi dannati figli.

Quei bravi texani.

CONTINUA... CONTINUED...

(//paroladim.blogspot.it)



Commenti

pubblicato il 29/08/2012 18.03.55
ParoladiM, ha scritto: SI ACCETTANO CRITICHE/CONSIGLI...

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: