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lavoro pubblicato domenica 26 agosto 2012
ultima lettura mercoledì 11 dicembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Sei solo una macchia

di Mattia. Letto 1355 volte. Dallo scaffale Eros

Esistono molte persone che si dicono stanche di questo Mondo, di questa vita. Forse sì, anche io. Non vorrei andare in nessun altro luogo migli...

Esistono molte persone che si dicono stanche di questo Mondo, di questa vita. Forse sì, anche io. Non vorrei andare in nessun altro luogo migliore né rimanere qui: vorrei soltanto evaporare silenziosamente, senza far troppo rumore. Questo non mi fa rimpiangere nulla, non un abbraccio non dato o un appuntamento mancato: il mio è un bisogno estremo di dolore. Non di quelli che ti fanno urlare alla vita o alla morte, soltanto una delicata nostalgia malinconica di ricordi. Un lungo piano sequenza di memorie che si rincorrono nel film della mia vita, sprecata all'insegna di colpe che non ho. Anche ora lascio scorrere solo un filo dell'acqua dal rubinetto, per non causare danno ai bambini del Terzo mondo, come se fossi io la causa di tutto il loro male. Come se li odiassi. Il punto è che non riesco proprio a sopportare le malevolenze altrui, è più forte di me e così rinuncio: abbandono tutto e spesso lascio quello che avevo già perso senza accorgermene. Cose così evidenti come macchie su una giacca nuova, ma piccole e sparse. Credo che il destino, il caso, sia come una macchia: non ce ne accorgiamo solo se è sulle magliette degli altri, non riconosciamo mai un disegno prestabilito nella nostra esistenza; ci rovinerebbe il gusto di continuare ad essere i registi della nostra vita, no? Chiudendo il rubinetto mi accorgo di avere una grossa macchia bianca di dentifricio sul petto. Così è il mio destino. Questa sono io, un contrattempo indesiderato. Capitata per un motivo, certo, ma non voluta. È fondamentalmente per questa ragione che striscio lontano dalle persone che mi circondano. Precisiamo: mi circondano, non mi considerano davvero. Sono sola tutte le notti e ho imparato a dormire con le braccia e le gamba distese sul letto matrimoniale, così anche se dovessi macchiarmi di qualcun'altro non so se riuscirei a dormirci assieme. Ma a questo sono oramai abituata e forse nemmeno più ci penso. L'unico pensiero che da ieri sera mi violenta il cervello è la visita di oggi. Ho paura e sorrido nervosamente allo specchio per simulare tranquillità: faccio ridere persino me stessa, non sono mai stata in grado di fingermi qualcosa. Simulo solo con gli altri, è così palese... Sorrido colpevolmente con in pancia un bambino di tre mesi sotto alla mia macchia di dentifricio e penso alla morte. A quanto dolore ci sarà. Esistono molte persone che si dicono uccise da questo Mondo e onestamente dico che hanno ragione, ma che fare quando vieni ucciso dalle angosce dei troppi pesi, delle troppe responsabilità? Con in mano una spugnetta do piccole scosse alla macchiolina seguendo il ritmo del battito leggero del cuore. Dei due cuori. Così è troppo difficile.


Commenti

pubblicato il 01/09/2012 12.26.36
TheHun, ha scritto: Ciao.... Sono sicuro che la tua visita sia andata bene... E comunque la vita ha un senso... Dice Vasco.... Ed io credo che vada vissuta al meglio e fino in fondo... Le macchie le lasciamo al dsh che piú bianco non c'è... :-)
pubblicato il 01/09/2012 12.28.08
TheHun, ha scritto: Il tuo bimbo avrà una mamma consapevole e dolce......

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