ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 24 agosto 2012
ultima lettura venerdì 10 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO del FARAONE - Capitolo XII (terza parte)

di mariapace2010. Letto 610 volte. Dallo scaffale Fantasia

Sulleloro teste, intanto, il sole picchiava implacabile. Sifermarono sulla sponda informe di un wady asciutto all'ombra di una palmasecolare che affon...



Sulle
loro teste, intanto, il sole picchiava implacabile.



Si
fermarono sulla sponda informe di un wady asciutto all'ombra di una palma
secolare che affondava le radici a chissà quale profondità per poter vivere in
un posto così arido.



Nefer
sedette per terra e si addossò al grosso fusto e Xanto fece altrettanto;
Ankheren, in piedi, indicò brevi e profonde incisioni tracciate sulla
corteccia.



"Sekhmet
viene qui ad affilare i suoi artigli." Esclamò.



"Sekhmet?"
domandò Xanto.



"Sekhmet
la Combattente. - spiegò il ragazzo - La sposa di Ptha, che in sembianze di
divina leonessa punisce gli uomini quando si rendono empi e cattivi... Guarda
quelle orme... - Ankheren indicò inequivocabili segni sulla sabbia - ... quelle
ombre vicino a quei cespugli."



Xanto
guardò nella direzione indicata; anche Nefer si voltò a guardare.



"Sono
orme di leone. Mi pare." disse il troiano.



"Leopardo
del deserto. - rettificò l'allievo di Ptha - Un leopardo si è spinto fin qui
sulle orme di qualche gazzella."



"Poverina!"
esclamò la ragazza.



"Destino
del leone è cacciare - interloquì nuovamente il carismatico Osor - e quello della gazzella è di essere
cacciata. Il destino di ognuno... - s'interruppe - Silenzio. Ascoltate."



Tacquero
tutti.



"Che
cosa c'è?" domandò Xanto.



"Qualcuno
ci sta spiando."

"Spiando? Non mi pare ci sia altra gente, qui, oltre a noi."





Un
grido trionfante, però, proveniente da dietro una roccia, impedì la replica del
giovane sacerdote di Bes: la figura di Enen era balzata da dietro un masso
gridando:



"Siete
circondati. Non avete possibilità di scampo."





Una
dozzina e più di soldati sbucarono da ogni parte, armati di arco e frecce; al
collo portavano il pettorale con il contrassegno della Squadra di Vigilanza.



"Il
messaggio di mia madre. - pensò sottovoce la principessa Nefer - Lei mi
avvertiva, in sogno, di stare in guardia dai tranelli del figlio di Teshnut!"



"L'allievo,
qualche volta, è più accorto del suo maestro! - urlò ancora Enen - Il maestro
SetepenRa non è il solo a conoscere il segreto nascosto all'interno della
colonna del Papiro Vivente."



"Anubi
rizzi le sue orecchie di Sciacallo Sacro! - Amenemhat lo fronteggiò senza far nulla per nascondere
rammarico e disprezzo - Quello che è stato un segreto ben custodito per anni
non è più un segreto, dunque?"



"Non
dartene pena, sciocco servo del tuo padrone. Questo, è il segreto della
lavandaia che affida le chiacchiere al vento come sciorina al sole le sue
lenzuola. Ah.ah.ah... - rise, poi
aggiunse, in tono perfidamente serio - Uno schiavo fuggiasco di un ospite del
Faraone è come uno schiavo fuggiasco del Faraone."



Ed
Ankheren, con lo stesso tono:



"...
e un alunno negligente e stupido che riceve i rimbrotti del suo superiore è
come un asino punto da un tafano, Enen, figlio di Teshut."



Il
figlio di Teshut fece qualche passo
avanti, minaccioso e collerico; il figlio di Mursil lo imitò.



Parevano
due torelli pronti a misurarsi.



Alto
e atletico, la figura salda come marmo brunito, l'uno, quanto piccolo e misero
di muscolatura, l'altro.



La
principessa Nefer si intromise fra loro.



"Il
principe Xanto non è uno schiavo." insorse.



Enen
la interruppe



"Taci,
ragazza. Nessuno ti ha dato la parola." disse.



"Sciocco
presuntuoso.- esclamò Ankheren - Se tu sapessi a chi stai indirizzando la tua
stolta alterigia ti taglieresti la lingua da solo."



Ma
il principe troiano, che fino a quel momento aveva seguito in silenzio il
battibecco fra i due, si erse in tutta la possanza fisica.



"Un
principe guerriero non si consegna ad uno studente. - lo sfidò - Vieni a
misurare il tuo valore con me, prima di parlare di resa e di consegna."



"Guerriero!
Ah.ah.ah... -lo schernì l'altro - Un guerriero senza armi è come un toro senza
corna." continuò a ridere, trascinandosi dietro la risata dei soldati.



"Ettore,
il mio compianto fratello, scacciò con un bastone un'orda di soldati achei che
avevano violato una tregua. - proferì - Un bastone diventa un'arma, se
impugnata con furore."



"Il
grande Campione di Troia? - ridacchiò un soldato alle spalle di Enen - Non ha
fatto una brutta fine per mano di un guerriero di nome Achille?... Così ha
raccontato re Menelao."



"E'
andata proprio così. - lo appoggiò Enen - E tu faresti bene a consegnarti,
schiavo, se non vuoi fare la sua fine, trascinato per i piedi ad un carro come
un toro legato per le corna al carro
del cacciatore. Ah.ah.ah..." e rise nuovamente. Con sprezzo.





Il
volto di Xanto si infiammò d'ira repressa; il dolore gli dilatò le pupille ed
incupì lo sguardo. Armato di quello e di un cieco furore, il ragazzo fece un
passo in avanti, piegò il ginocchio e sollevò il braccio sinistro che impugnava
il bastone. Fece volteggiare "l'arma" sul capo per due o tre volte, poi la
scagliò in direzione dell'avversario come fosse un giavellotto.



Il
bastone fendette l'aria con un sibilo secco e prolungato; intorno ad Enen si
fece il vuoto. Il figlio di Teshut tentò di schivare il colpo buttandosi di
lato, ma la punta del bastone lo colpì al braccio e gli strappò un urlo di
dolore e di rabbia.



Immediatamente
dopo, un nugolo di frecce partì in direzione
di Xanto e degli amici che cercarono
riparo dietro massi e sporgenze.



"Il
figlio di Teshut non sa solamente scrivere, - urlò Enen, alzandosi e strappando
l'arco ad un fante - ma anche guerreggiare." aggiunse lanciando la sua freccia.



Partì
un secondo lancio di frecce ed un improvviso, tremendo dolore colpì Nefer al
petto.





La
ragazza si lasciò sfuggire appena un lamento, poi premette la mano sul petto
intorno alla punta di una freccia conficcata nella carne. Girò il capo, prima a
destra, poi a sinistra, ma nessuno pareva essersi accorto della sua ferita.



"Xanto...
Osor..." sussurrò.



A
fatica si mosse; sedette contro la sporgenza rocciosa e lentamente si avviò
lungo quel percorso che le era ormai noto ed attraverso cui andava incontro al
suo Ka... ad Isabella. Trepidante e con dolce spossatezza,chiuse gli occhi e la
chiamò:



"I...Isabella...
Isabella, dove sei... por...gi lo sgua..rdo verso Nefer...."





Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: