ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 6 agosto 2012
ultima lettura lunedì 11 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dantalian ( I )

di Dyah. Letto 491 volte. Dallo scaffale Fantasia

“Morire non fa male. È la vita che ti perseguita, che ti accoltella al cuore ogni volta che provi a rialzarti.” Perseguì me...

“Morire non fa male. È la vita che ti perseguita, che ti accoltella al cuore ogni volta che provi a rialzarti.”
Perseguì me, un tempo, la vita. Mi buttò a terra in un temporale di fuoco, mentre imploravo pietà. Mi strappò ai sogni, alle verità e mi offrì solo ricordi di gioia, in mezzo a sporche bugie.
Non ricordo il mio nome, ma ricordo la mia storia.
Ero felice io, un tempo. Non rispecchiavo dolore, odio... un tempo rispecchiavo i raggi del sole, il mare dopo la tempesta e l'acqua argentata di quel fiume ormai seccato.
Vivevo lontano, in campagna. Ammiravo il verde dell'erba e l'odore della libertà. Sorridevo un tempo, mentre ora non so più come si fa.
Avevo gli occhi di chi non muore mai, gli occhi di chi ama la vita... Ora nei miei occhi vedo solo il sangue di chi non c'è più, di chi ha preso la strada sbagliata.
Mi innamorai, un giorno. Aveva gli occhi di un angelo... Sentivo il suo respiro sulla mia pelle, il calore del suo cuore nelle notti d'inverno. Si, lo amavo. Davvero.
L'avrei tenuto stretto tra le mani, con gli artigli puntati verso chiunque provasse a portarmelo via.
L'avrei difeso con la forza di tutto il mio corpo fragile. L'avrei strappato al dolore. . . al male del mondo. Ma fu il male del mondo a strapparlo a me.
Amava le auto veloci, le moto e i treni. Era solito ripetere: “Un giorno ti porterò a vedere il mondo.”
Eppure non mi ci portò mai... Ci andò da solo. . . Ma non come avrebbe voluto.
Lui andò su, tra quelle stelle che un tempo ammiravamo insieme. Lui andò lì, mentre io restai straziata tra gente così distante.
Distante, ma mai come lui. Ero sola, ero distrutta. Ma non piangevo. Questa solitudine uccideva lentamente, forse più del solito, indolore.
Lo sentivo gridare in lontananza, sentivo il suo dolore scorrermi sulla pelle, mescolato al sudore delle notti d'estate. . .
Morivo anche io, morivo dentro. Una parte di me era già morta con lui, mentre l'altra combatteva la vita. E ne rimase uccisa anch'essa.
Non potevo cambiare il passato. Ma seguivo il mio futuro . . . lo osservavo in lontananza, mentre stavo ferma sul letto, senza sentimenti, senza sorrisi, senza dolore. Avevo seppellito la mia umanità insieme a lui. Oh si. L'avevo ricoperta di terra, mentre sussurravo l'ultimo addio.


Commenti

pubblicato il 06/08/2012 19.27.35
OscuroDominio, ha scritto: ... ma ha avuto un incidente ed è morto? (ora leggo la parte II)

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: