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lavoro pubblicato venerdì 3 agosto 2012
ultima lettura mercoledì 18 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

HO UNA TUA VECCHIA FOTO…

di Giovanni Mazzei. Letto 903 volte. Dallo scaffale Poesia

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Ho una tua vecchia foto

in cui indossi

una blusa color indaco,

al collo hai splendenti cristalli di nuvola

e alle orecchie

portavi già appese

le lacrime che sto versando ora

e non lo avrei mai creduto…

Non riesco a incrociare

il tuo sguardo in quella foto,

non perché t’avessi fatto arrabbiare

o perché era particolarmente cattivo…

tutt’altro…

ma perché è felice,

colmo d’amore e

soddisfazione…

Che gioia quei tempi

amore mio,

quando sempre

insieme

ci affacciammo alla vita

condividendo tutto,

quotidianità e intimità,

sogno e vergogna…


Come ti ho trattato

vita mia?

Quanto male ti ho inferto poi?

Tu sei sempre stata con me,

notte e giorno

a proteggermi e accudirmi

consolarmi e incoraggiarmi,

sei l’angelo custode che mi ha difeso…

Con te

è stato come vivere in un film

della Disney, sempre

a lieto fine,

quei film che non ho mai visto

proprio per questo…

mi sono rimasti solo due cagnolini

che si baciano,

un quadro che non ho mai esposto…


Lugubre, in me si è

insinuata, la grande

padrona, la gelida noia

che mi ha fatto credere di voler

nuove sensazioni,

mentre invece

solo ora mi accorgo,

che amavo

la stabilità che mi offrivi,

e che ora

senza te e la tua sicurezza

non riesco a vivere…

Ho infranto il tuo amore,

incrinandolo

frantumandolo.

Con martello e scalpello

ho distrutto ogni mattoncino di te…

I tuoi gusti via,

le tue passioni svanite,

tutta te stessa

soggiogata da me…

Quante lacrime ti ho fatto versare

ignorando tutto ciò…

Solo adesso mi accorgo,

guardando foto di due mesi fa,

che il tuo sguardo era sempre

umido di tristezza,

succube della mia insulsa

e finta, pseudocultura.

Il tuo nome

indica saggezza, quella che io

non ho avuto, per salvare la storia

che ha cambiato in meglio

la mia vita.

Di foto insieme a me non avrai più,

momenti ed emozioni insieme

non vivremo più.

I sogni e i progetti

son stati sbriciolati dal mio continuo

logoramento su te.

Io vivo un equilibrio instabile

su ciò che sono e ciò che vorrei fare…

Negli ultimi periodi

ti vedevo come un’ancora

che mi impediva di volare.

Invece eri la dolce mano di bimba

che impediva a me,

palloncino gonfio di presunzione,

di perdermi nel cielo, sgonfiarmi

e improvvisamente cadere chissà dove,

ormai vuoto…

Unico mio vero grande amore,

sentimentale e fisico,

perdonami per ciò che ti ho inferto,

e cuore mio scusami anche tu

per averti svuotato

della gioia che avevi…

Sono un suicida,

allontanandoti

ho ucciso

me stesso.

Pregherò Dio per donarti forza,

per rialzarti e ricostruirti

e andare avanti…

Pregherò

perché tu possa

tornare

a essere felice…

Non ho più la forza

per guardare quella

vecchia foto,

in cui indossavi

una blusa color indaco

e per cornice

avevi girasoli

farfalle

gnomi

e fate…



Commenti

pubblicato il 03/08/2012 11.43.15
Heith, ha scritto: Qualcuno mi ha detto che ho un cuore di pietra e per certi aspetti ho pensato che avesse ragione. Ora leggendo questo scritto, ho provato un'emozione che non ricordo più si descrivere, ma che mi ha messo i brividi sotto la pelle e soprattutto nel cuore.
pubblicato il 04/08/2012 17.33.26
domex, ha scritto: toccante e vera,scritta con l'essenza dell'anima
pubblicato il 10/04/2013 11.28.24
Diabolik, ha scritto: Alcuni passaggi mi hanno riportato ad un periodo "oscuro" della mia vita coniugale, dove ero quell'inconsapevole palloncino e decostruivo, pezzo a pezzo, gli intenti iniziali del mio matrimonio. Non sono arrivato a guardare, troppo tardi, una nostra fotografia recriminando lo sfacelo provocato nè a rimpiangere una famiglia disgregata nella confusione dei giorni, ma ci sono andato molto vicino. La poesia è molto bella; fermo restando il diritto stilistico inalienabile di ogni autore, io l'avrei "asciugata" in alcune parti addensandone il senso e le suggestioni. Ho percepito, vera o immaginaria che fosse la situazione descritta, una profonda e sofferta partecipazione dell'autore, cosa non sempre scontata. In conclusione, un vivo apprezzamento per lo scritto di Giovanni e l'augurio che, silenzioso dall'ottobre scorso, possa tornare a scrivere su Ewriters. Diablo

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