ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 2 agosto 2012
ultima lettura martedì 15 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO del FARAONE - Capitolo X (seconda parte)

di mariapace2010. Letto 620 volte. Dallo scaffale Fantasia

... l'epilogo di questa storia sta avvicinandosi... si incontreranno, Nefer ed Isabella, le due ragazze che comunicano telepaticamente da una distanza di spazio-tempo di quasi 3.500 anni?



Per
raggiungere il Castello dei milioni di Anni, il Tempio Funerario del
faraone Ramseth II, che i posteri chiameranno Ramesseum, gli amici
lasciarono il villaggio degli operai.



C'erano
numerosi cantieri in quella parte della Città dei Morti, poiché numerosi erano
i Sovrani che avevano scelto di farsi seppellire in quell'anfiteatro scolpito dalla
natura: la catena montuosa che la racchiudeva era così particolare, da
ricordare il geroglifico con cui gli egizi rappresentavano l'orizzonte.





Una
moltitudine di operai, di ogni razza e provenienza, molti dei quali avevano
lavorato anche alla costruzione delle città di Pi-Atum e Pi-Ramseth, nel Delta,
animava quei cantieri, di dialetti e costumi vari. Alcuni erano uomini liberi,
altri erano prigionieri di guerra e altri ancora provenivano dalle tribù del
deserto: Amu, Mashwash ed altri ancora, venuti ad offrire la loro opera al
Faraone, in cambio di cibo e protezione.



Il
gruppo raggiunse indisturbato il primo dei due Piloni.



Lungo
settanta metri, sulla facciata recava incise scene delle vittorie riportate in
battaglia dal faraone Ramseth il Secondo.





Rasentarono
un pezzo della possente e massiccia muraglia ed oltrepassarono lo stretto
corridoio che separava i due Piloni e
Osor entrò nel primo cortile subito seguito dagli altri.



Quadrangolare
ed a cielo aperto, il cortile era immenso, ma non deserto. Numerosi ibis reali,
storditi dal riflesso del sole sul selciato, sostavano immobili sulle sommità
del muro; altri occupavano le punte di obelischi e colonne. Rimasero immobili
al loro passaggio, quasi facessero parte di quello straordinario complesso di
pietra.



Uno
solo di loro, appollaiato sulla spalla sinistra di una delle due colossali statue del Faraone, si mosse, agitò il
capo, allungò il collo e infine allargò le ali per levarsi in volo; la luce di
mezzogiorno riverberava sull'acciottolato della pavimentazione e sulle acque
del canale, sollevando bagliori.



Xanto
mostrò un attimo di esitazione



"Non
ho mai visto nulla di tanto grandioso in tutta la mia vita. - confessò - A
Troia, il palazzo del Re era maestoso, ma qui, Palazzi, Templi ed ogni altra
costruzione, non sembrano fatti per uomini, ma per Titani."



Osor
sorrise.



"Ra
dei Sovrani è molto più dei vostri Titani." disse.



"Ra
dei Sovrani" era il nome della colossale statua che tanto aveva impressionato
il ragazzo.





Proseguirono.



Superati
i gradini, ventinove ne contò la principessa Nefer, il gruppo s'affacciò sul
secondo cortile, più piccolo ma ancora più spettacolare, per i numerosi
elementi di decorazione.



Sulla
facciata opposta, apparve subito una doppia fila di Pilastri e su una delle
pareti laterali scorsero la figura del Faraone nelle vesti di Osiride, con in
mano flagello e scettro. Sul fondo, tre gradinate conducevano ad un ampio
terrazzo.



Una
piccola processione stava scendendo lungo quella centrale. Procedeva solenne e
compita.



La
guidava un singolare personaggio che cercava di sottrarsi all'ingiuria del sole
all'ombra di un baldacchino rosso porpora, sorretto da quattro giovani nubiani
dalla lucida pelle nera.



Alla
sua destra avanzava un giovane alto e snello, con un corto shendit stretto
intorno ai fianchi ed un largo collare di cuoio con l'insegna degli allievi
della Scuola di Thot. In mano reggeva l'asticella cui erano legati calamaio,
penna e un rotolo di papiro.



Seguivano
una mezza dozzina di giovani, tutti con lo stesso collare, ma di dimensioni più
ridotte.



Osor
si fece avanti e salutò:



"Saluto
il nobile e saggio SetepenRa, scriba reale e conoscitore dei Segreti del Cielo
e dei Misteri della Terra, fratello del Signore del Mondo. Osor, sacerdote di
Bes, si inchina alla saggezza dei suoi anni."





Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: