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lavoro pubblicato martedì 31 luglio 2012
ultima lettura sabato 27 giugno 2020

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A spasso con il "Pap"

di ilcarrier. Letto 531 volte. Dallo scaffale Pensieri

Faceva caldo, molto caldo. Il sole picchiava violentemente sui marmi bianchi e immacolati distesi ordinatamente lungo la riviera che affiancava la spiaggia. Il mare ondeggiava nervosamente come a presagire l'avvento di un fatto poco gradevole. Andrea l...

Faceva caldo, molto caldo. Il sole picchiava violentemente sui marmi bianchi e immacolati distesi ordinatamente lungo la riviera che affiancava la spiaggia. Il mare ondeggiava nervosamente come a presagire l'avvento di un fatto poco gradevole. Andrea lo fissava e pensava che quelle onde arruffate e rumoroso gli davano fastidio, lo innervosivano. Il padre camminava a passo svelto e spedito di fronte a lui. Andrea lo seguiva poco dietro, ma talvolta rallentava preso dal caldo per poi accelerare e riportarsi vicino. Sentiva il sudore scorrere veloce sulla schiena, il viso paonazzo e la fronte che pareva essere rivestita da una membrana acquifera. Ma non voleva essere staccato dal padre, no questa soddisfazione non gliela voleva proprio fare. E infatti zitto e caparbio gli rimaneva alle calcagna e marciava che era una meraviglia per essere un nanerottolo alto un metro e cinquanta, intanto lo sguardo viaggiava sornione sulle onde del mare e oltre, verso quell'orizzonte invisibile che tanto lo affascinava. Il padre dal canto suo farneticava nervoso al telefono con marina, la segretaria. Borbottava tra i denti con tono soffocato che non era il modo di lavorare, che era un atteggiamento poco professionale e tanti altri noiosi e banali rimproveri che il piccolo Andrea nella sua breve vita aveva già sentiti mille volte uscire dalla bocca del "pap" come lo chiamava lui. Pochi metri adesso li dividevano dal baracchino del gelato che si trovava alla fine della riviera come un porto franco pronto ad accogliere benevolmente tutti coloro che al termine di una lunga e faticosa camminata estiva volevano deliziarsi assumendo quel nettare rifocillante. Arrivati al cospetto del gelataio, uomo basso e tozzo ,sormontato da una fitta chioma di capelli grigiastri tendenti al bianco, il pap infilandosi lentamente la mano sinistra nella tasca del bermuda bege, mentre con la destra reggeva al rispettivo orecchio il palmare, si accorse per sua disgrazia che aveva 20 cent bucati. Afflitto da tale, terribile scoperta non si diede pace e continuo' con la mano a cercare nella tasca in lungo e in largo con l'illusione che da un istante all'altro potesse materializzarsi una moneta da 2 euro. Niente da fare,nessun miracolo era avvenuto ne sarebbe accaduto. La triste ed arida realtà vedeva il "pap" dover riferire al figlio settenne dopo una frustrante camminata alla cocente temperatura di 30 gradi alle 3 del pomeriggio, in quello che poteva addirittura parere un tentato omicidio viste le condizioni termiche, che aveva distrattamente dimenticato il portafoglio in cabina; quindi il padre, reo di pensare sempre e solo ai cavolacci suoi, non aveva una lira; il bambino, vittima predestinata di questa brutta vicenda, doveva rinunciare alla strameritata pallina di cioccolato e dunque sarebbero entrambe, afflitti e sconfitti per diversi motivi, tornati indietro a mani vuote soffrendo il caldo e piangendo le futili fatiche spese. Forse era troppo, anche per un bambino stakanovista e forte caratterialmente quanto il piccolo andrea; no, non poteva sopportare tutto ciò. "papà sai cosa? Non lo voglio il gelato , io voglio fare il bagno, ho caldo!" le parole uscirono spontanee e leggiadre dalla boccuccia di adrea come una manna dal cielo per il padre oramai rassegnato alla terribile idea di dover riferire al figlio la funerea notizia. " ma certo andre'... Con sto caldo poi ti si squaglia subito il gelato!"


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