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lavoro pubblicato martedì 31 luglio 2012
ultima lettura martedì 24 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO del FARAONE - Capitolo X (prima parte)

di mariapace2010. Letto 730 volte. Dallo scaffale Fantasia

riuscirà, il principe troiano in fuga da Tebe a mettersi in salvo?... i nodi dell'intricata vicenda cominciano lentamente a sciogliersi.....



Lasciata
la tenda, il mattino del giorno dopo, Isabella si fermò a guardare la valle che
si stendeva sotto il suo sguardo come un delta aperto a ventaglio, custode di
incalcolabili ricchezze. Stava sorgendo l'alba e all'orizzonte le vette
fiammeggiavano; Sirio, invece, nel cielo, andava impallidendo dolcemente.



"Sothis,
la Mattiniera, - sorrise - come direbbe la principessa Nefer, ama scomparire
prima che Horo compaia all'orizzonte."



Osor,
che l'aveva seguita:



"...
per annunciare prossima l'inondazione delle acque." fece eco.



La
ragazza tese il volto e la magica creatura le toccò la fronte col prodigioso
indice ed immediatamente ogni cosa intorno a lei andò mutando di forma e
consistenza: le rovine tornarono edifici freschi di costruzione e i viottoli
polverosi ridivennero stradine frequentate.



"All'alba
del terzo giorno..." una voce le attraversò la mente; Isabella riconobbe gli
accenti vibranti del Sacerdote di Bes, Osor l'Esposto, e comprese di aver
attraversato la "barriera" e raggiunto il mondo della principessa Nefer e dei
suoi amici.





"All'alba
del terzo giorno, dal molo de "Le fauci del Coccodrillo" partirà una chiatta
per la città di Pi-Ramseth con le statue del Faraone... Il principe Xanto potrà
mescolarsi ai caricatori e arrivare al mare." stava dicendo Osor.



"Devo
raggiungere la città di Butruto, la nuova Troia, che mio fratello, il principe
Eleno, ha fondato in Epiro." assentì Xanto.



"Anche
il principe Eleno è scampato alla cattura?" chiese Thotmosis.



"Gli
Achei gli hanno lasciato la libertà in cambio delle sue profezie... le sue
previsioni sono sempre esatte." aggiunse.



"Il
faraone RamSeth, Sole dei Principi, - interloquì Ankheren, che come tutti
faceva sempre seguire un titolo quando pronunciava il nome del proprio Sovrano -
ha costruito una grande e
splendida città, con la speranza che possa essere eterna come lo è Memfi. Le ha
dato il nome di Pi-RamSeth e l'ha posta sotto la protezione di Seth, il Litigioso."
aggiunse con malcelata disapprovazione nella voce.



Sul
gruppo scese il silenzio: il sentimento di avversione verso Seth, il Dio
cattivo, colpevole della morte di Osiride, era molto sentito dagli abitanti
della Valle.



Osor,
però, il saggio Sacerdote di Bes, così parlò:



"Quando
gli Immortali assegnarono ad Horo l'eredità di Osiride, a Seth diedero da
governare la Terra-Rossa e Ra, Padre degli Dei, così ordinò: Mi venga affidato
Seth, figlio di Nut, affinché sieda accanto a me. Egli sarà come Figlio. Urlerà
al Cielo e si avrà terrore di lui."



Il
giovane Ankheren, però, non sembrava del tutto convinto:



"Sua
Maestà dice che Seth e Horo vivono in armonia e il popolo deve a Seth la
devozione che ha per Horo, ma... - replicò, senza, però, ardire di sollevare lo
sguardo sul Sacerdote di Bes che lo guardava bonario, come si fa con un
discepolo che si vuol condurre all'obbedienza e dimenticando che ad ascoltarlo
c'erano anche i figli del Faraone - Ma... riprese - la Notte e il Giorno non sono
alleati dell'uomo nella stessa misura."



Il
ragazzo trasse un sospiro, poi, fermandosi per appoggiarsi ad una sporgenza e
infilarsi i calzari che portava appesi al collo con una cordicella



"Oh!...
- esclamò, vedendo gli occhi di tutti puntati sulle sue estremità, tirò su col
naso, si schiarì la voce e continuò - Mi piace sentire il calore della terra
sotto i piedi - spiegò - ma ho tre paia di calzari perché mio padre, Mursil
l'Ittita, guardiano dei tori al Tempio di Ptha, vuole che suo figlio faccia
bella figura tra gli studenti del Tempio."



"Forse
non sai, Ankheren, figlio di Mursil l'Ittita... - anche il sacerdote di Bes non
era davvero tipo da arrendersi quando portava avanti una discussione - Non
saiche a rendere feconde le piene del Nilo, sono tanto le Libagioni di Horo,
nel Basso Egitto, quanto le Libagioni di Seth, nell'Alto Egitto ed è per questo
che dobbiamo riconoscente devozione ad entrambi... al Figlio della Celeste Nut ed
al figlio di Osiride."





In
realtà, in tutto l'Egitto, solo Osor l'Esposto, forse, poteva comprendere il
grande disegno del Faraone Ramseth di far vivere in armonia gli Dei del Delta
con quelli della Valle, senza che i seguaci di entrambe le Divinità si
facessero continuamente guerra.



Forse
nemmeno la principessa Nefer e il principe Thotmosis comprendevano quella
necessità; tanto meno Ankheren e meno ancora il principe Xanto, cui premeva
solo di allontanarsi da lì e raggiungere quella città... qualunque fosse il suo
nome.



"Sono
contento - esordì il principe troiano - di poter ammirare la nuova città del
Faraone d'Egitto."



"Quando
arriverete a Pi-Ramseth, tu e il venerabile Osor, - interloquì la principessa
Nefer, posando lo sguardo sulla figura del carismatico prete di Bes - cercate
la taverna de "Le Zanne dello Sciacallo". Al taverniere chiedete di Menkaura il
traghettatore, e quando lo avrete di fronte, mostrategli questo Sigillo. -
aggiunse sfilandosi dal dito il grosso anello-Sigillo avuto in dono dal Faraone
il giorno in cui aveva danzato per lui, e porgendolo al fuggiasco - Menkaura è
il padre della mia ancella Tirsa. - spiegò - Sarà lieto di aiutare il principe
Xanto."



Il
principe troiano prese il prezioso anello, lo rigirò tra le dita e, prima di
infilarlo all'anulare destro, esclamò:



"Dieci
vite non basterebbero per saldare il mio debito con te, principessa Nefer, e
con tutti voi, amici, ma... come faccio a farti riavere indietro il tuo anello,
principessa?"



"Lo
consegnerai al venerabile Osor, che saprà averne cura... appena ti avrà lasciato
in salvo. Ora, però, bisogna trovare un rifugio sicuro." concluse Nefer.



"Al
"Castello dei Milioni di Anni"... - suggerì il sacerdote di Bes - E' lì che
andremo. A nessuno verrebbe mai in mente di cercare il principe Xanto là
dentro."




(continua)


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