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lavoro pubblicato lunedì 30 luglio 2012
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

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IL SIGILLO DEL FARAONE - Cap. IX (terza parte)

di mariapace2010. Letto 587 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Ehi,tu. Che cosa stai facendo? Cerchi qualcosa?" disse facendosi avanti sotto latenda a lunghi passi.L'uomosi voltò; alto e robusto,...



"Ehi,
tu. Che cosa stai facendo? Cerchi qualcosa?" disse facendosi avanti sotto la
tenda a lunghi passi.



L'uomo
si voltò; alto e robusto, indossava un caftano, ma non era di razza araba. Un
tedesco, forse, a giudicare dalla testa biondiccia e stempiata, tendente al
bianco.



Quaranta
cinque o cinquanta anni, aveva una faccia insignificante e afflitta da
un'espressione spenta e un po' sbiadita; forse, però, era solo lo sguardo,
chiarissimo e vacuo, che spiccava sulla faccia annerita dal sole.



"Allora
vuoi rispondere? Che cosa stai cercando in quella cassa?"



"Che
cosa sta succendo? - Hammad si affacciò sull'imbocco della tenda - Un altro
ladro?... Ma io lo conosco. - aggiunse, avanzando anch'egli all'interno - Questo
tipo si chiama Von kessler... Sei Von Kessler?" domandò.



"Certo
che è lui! - anche Alì, comparso alle spalle del padre, puntò l'indice
sull'uomo - E' proprio Von Kessler."





Kessler,
il volto sfaccettato e duro, che pareva essere stato scolpito con uno
scalpello, assunse un'espressione piuttosto distaccata, in verità.



Assai
noto nell'ambiente per le sue attività illecite di contrabbando di Antichità,
per la prima volta, forse, era scoperto con le mani nel sacco, ma non dava
segno di preoccuparsene troppo. Tutti sapevano della sua attività, ma nessuno
era riuscito mai a coglierlo sul fatto.



Genio
multiforme della truffa e del raggiro, gestiva un fiorente commercio di falsi,
assolutamente perfetti, in una botteguccia nelle vicinanze del Museo; qualcuno
dei quali, si trovava di certo presso qualche Museo o collezione privata.



Ricettava,
si diceva, perfino reperti non catalogati ed ammassati nel Museo de Il Cairo,
che vendeva ad agenti di Musei stranieri, con qualche geniale sotterfugio.



"Ecco
qui un uomo più inafferrabile di Arsenio Lupin.- esclamò Alessandro - Se ti sei
esposto personalmente a tanto rischio, vuol dire che c'è qualcosa di grosso...
Dobbiamo chiamare i soldati..."



"Un
momento. Un momento! - l'uomo, che non aveva ancora aperto bocca e stava
certamente valutando la situazione, fermò il professore che già stava mettendo
mano al telefono portatile - Vogliamo la stessa cosa. No?... Aspettate." disse.



"Io
non credo." rispose Alessandro.



"Voi
state cercando un papiro e un sigillo faraonico.. -li sorprese l'uomo, i nostri
amici si scambiarono un'occhiata, c'era anche Isabella - Vogliamo la stessa
cosa... dicevo."



"E
quale sarebbe?" domandò Alì e per la seconda volta, l'uomo li sorprese... assai
sgradevolmente:



"Scoprire
il segreto della manipolazione della materia che gli antichi sacerdoti egizi
dovevano ben conoscere!" spiegò quello tutto d'un fiato.



"Sembra
che tu abbia preso un brutto colpo di sole in testa,- interloquì Isabella - Non
ho mai sentito parlare di una cosa più sciocca e insensata in vita mia... Il
Mistero delle Piramidi, la Maledizione dei Faraoni ed ora la Manipolazione
della Materia... Questa Egitto-mania sta
diventando davvero una cosa incontrollabile."



"Caro
Von Kessler, - intervenne a questo punto Alessandro, afferrandolo per un
braccio - non so quale fantasia tu stia inseguendo, ma, qualunque sia, per ora
hai raggiunto il capolinea. Fra poco saranno qui i soldati e..."



"No...
no! Ascoltatemi. Lasciamo stare fantasie e misteri... Ciò che vi preme... ed io lo
so benissimo... è ritrovare il papiro e il sigillo che vi sono stati rubati - Alessandro
fece l'atto di riprendere la parola, ma quello lo prevenne e continuò - So
tutto del papiro e del sigillo del faraone Meremptha, perciò non prendiamoci in
giro. Mettiamoci, invece, in società e ne verremo sicuramente a capo. La mia
specialità è ritrovare oggetti... ah,ah,ah ... smarriti e la tua, professore, è
leggere le antiche scritture."



"Davvero?
Ma io non ho bisogno di te, Kessler. Io ho già una copia del papiro." Si lasciò
sfuggire Alessandro e subito dopo si morse le labbra.



"Magnifico!
Si tratta solo di ritrovare il Sigillo - lo interruppe l'altro - ed io ho già
qualche idea in proposito."



"Sarebbe?"



Kessler
assunse un'aria di complicità e cominciò ad esporre la sua idea:



"Quel
sigillo che... altro non è che un anello... - fece notare - non si trova di certo
nella tomba della principessa... la presenza di quello scheletro armato di
moschetto ( vedi libro: IL GUARDIANO DELLA SOGLIA) dimostra che qualcuno c'è
già stato in quella tomba." Spiegò.



"E
allora?" incalzò Alì.



"Io
sto seguendo una pista. - seguitò l'uomo - Se venite nel mio negozio a Il
Cairo, avrei qualcosa di straordinario da mostrarvi... se mi lascerete andare,
naturalmente. Ci sono troppi cani intorno a quest'osso... siete già entrati nel
mirino di qualcuno, mi pare."



"Tu
che cosa ne sai?"



"Oh!
Io sono Von Kessler: sono al corrente di tutto... anche del movimento del più piccolo granello di sabbia
che si trova in questo posto... Allora? - incalzò - Soci?"



Con
un cenno del capo, Alessandro lo lasciò andare.



"Perché
lo hai lasciato andare?" domandò Isabella, appena quello ebbe lasciato la
tenda.



"Lo
ha solo assecondato... Vero, Alessandro?" chiese conferma Hammad.



"Voglio
scoprire le carte in mano a quell'uomo scaltro e furbo e... mi spiace affermarlo,
assai capace. Sarebbe un disastro se in qualche modo quel Kessler riuscisse ad
arrivare al segreto del nostro prodigioso amico Osor."



Chiamato
in causa, come sempre accadeva, Osor cominciò:



"Dama dei Terrori. Signora della
Distruzione che respinge



Che protegge il
viandante dalla distruzione



Il nome del Guardiano è Nerut..."



"Che cosa stai dicendo, amico mio?" domandò Isabella, ma Hammad
spiegò:



"E' una delle formule che il viandante doveva recitare per avere
il pormesso di entrare nei Campi Jaru... il nostro Paradiso... - spiegò - attraverso le Porte della Dimora
di Osiride. Nerut era uno dei sorveglianti." Aggiunse.



"Ma.. ma perché le sta recitando? Nessuno di noi sta per
morire."



"Non lo so!" Hammad scosse il capo.



"Forse
- interloquì Alì - il nostro amico è alla ricerca di qualche formula magica per
risolvere i nostri problemi... La magia è tutto per lui, ah.ah.ah." sorrise.


(continua)


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