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lavoro pubblicato domenica 29 luglio 2012
ultima lettura lunedì 23 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO del FARAONE - Capitolo IX (secondaa parte)

di mariapace2010. Letto 365 volte. Dallo scaffale Fantasia

Puntate precedenti: i principi Nefer e Thotmosis aiutano il principe troiano, prigioniero di re Menelao, ospite del Faraone, a fuggire. Nel tentativo Nefer viene ferita e lo stesso accade a Isabella, la ragazza moderna con cui comunica telepaticam.



Come
sempre, il prodigioso compagno e protettore, che li aveva seguiti là sotto,
sollecitato nel sentir pronunciare il proprio nome, si fece avanti.



Gambe
divaricate e braccia conserte, la magica creatura si piazzò di fronte all'uomo
facendone sprofondare il terrore nell'angoscia più totale.



"C'eravamo
recati nell'Antro di Mertseger in cerca di tracce della principessa Nefer,
ricordi? - disse Alì - E trovammo la culla di Osor, il sacerdote del Deforme
Bes... finita là chissà come."



"Bes
e Mertseger erano entrambi Patroni degli operai della necropoli di Tebe e Osor
era Sacerdote di Bes... mi pare ovvio che la sua culla si trovasse da quelle
parti... - fece osservare la ragazza - Ciò che trovo prodigioso, invece, è il
fatto che nessuno l'abbia vista prima di noi,in tanti secoli."



"Tante
cose - sorrise Alì - sono prodigiose in questa storia: il terrore di
quest'uomo, il ritrovamento di quella culla... lui..."



Il
ragazzo si girò verso la prodigiosa creatura."



"Lui!...
Già, lui! - una lampo d'emozione attraversò lo sguardo della ragazza - Quante
volte mi sono chiesta come potesse una Divinità all'aspetto di Bes avere come
sacerdote un giovane avvenente come Osor."



"E
ti sei mai chiesta chi sia ... o cosa sia veramente... il nostro Osor?... Porta il
nome di quel sacerdote di Bes, ma chi è in realtà?"



"Tante
volte me lo son chiesta!... Sappiamo che gli antichi cherwebb egizi erano in
possesso di conoscenze che non furono mai messe per iscritto."



"Credi
che quei sacerdoti fossero davvero in grado di manipolare la materia? - Alì
ebbe un sorriso, poi proseguì - Anche i nostri "stregoni" hanno manipolato la materia...
Hanno creato la pecora Dolly... e chissà cos'altro diavolo hanno fatto."



"Già!"



"E
come spieghi questo tuo... chiamiamolo "contatto telepatico" con una persona
vissuta tanti secoli addietro?"



"Telepatia,
come dici tu... non so. C'è tanta confusione dentro la mia testa quando rientro
da quei "viaggi"."



"Uhhh!
- fece Alì, poi la prese per mano, si schiarì la gola e riprese - Quest'aria
pesante che stiamo respirando non contribuisce di certo a schiarirci le idee...
Vieni. Andiamo."





Lasciarono
la tomba; fuori i militari stavano caricando il tombarolo su un veicolo
militare.



"Brucio...
brucio - continuava a gridare il malcapitato, dimenandosi e cercando di
strapparsi gli abiti - Il fuoco mi brucia la carne."



"Poveretto"
- s'impietosì Isabella - Dev'essere in preda alle allucinazioni."



"Mah!...
Forse una delle sette Anime del defunto sepolto in quella tomba lo sta
perseguitando." ipotizzò il ragazzo



"Non
mi dire che credi a queste cose."



Alì
ebbe un sorriso, che accompagnò con un sospiro; un gruppo di cicogne, intanto,
si alzò, sul fondo, sollecitate dallo schiamazzo di alcuni ragazzini.



Piccoli,
bianchi fantasmi chiusi nei lunghi castani di lino grezzo, giocavano
inseguendosi tra sepolcri e sporgenze rocciose.



Il
rumore di una jeep attirò l'attenzione della ragazza.



"Ehi!
- gridò al fratello, a bordo del veicolo - Vieni qui. Presto."



Il
posto cominciava ad animarsi: turisti e venditori di souvenir:



La
jeep si fermò e il professore spense il motore e discese dal veicolo.



"Che
succede? Quell'uomo sta male? - domandò, seguendo con lo sguardo le convulsioni
del ladro - Ma quello è Faiza. - aggiunse, puntando l'indice verso di lui - E'
un uomo della banda del Rosso." precisò.



"Proprio
lui, signore. - spiegò un soldato - E guardate cosa c'era dentro la sua borsa,"
il soldato mostrò alcuni cocci e diversi pezzi di intonaco.



"Maledizione!"
fecero all'unisono Alessandro ed Alì.



"La
Maledizione del defunto di questa tomba." disse convinto il militare, facendo
cenno alle convulsione del disgraziato, che non accennavano a scomparire e
costringeva i soldati a trattenerlo con la forza.



"UHHH!...
- fece il professore - La maledizione che calerà sul suo capo quando finirà
nell'aula del Tribunale, direi. Le Leggi sulla tutela delle Antichità, per
fortuna, nel vostro Paese sono severe."





Montati
sulla jeep, i tre fecero ritorno al campo; l'aria cominciava a riscaldare, il
sole a bruciare e la sabbia ad accecare.



Più
tardi, mentre a lunghi passi si avvicinava alla sua tenda, qualcosa allertò il
professore: un campanello dentro il cervello. Il "sesto senso", come lo
chiamava lui: il senso della sopravvivenza.



Con
cautela e circospezione entrò nella tenda e sorprese alle spalle un uomo che
stava frugando dentro uno delle casse che componevano il suo equipaggiamento.


(continua)


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