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lavoro pubblicato venerdì 20 luglio 2012
ultima lettura giovedì 10 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO DEL FARAONE CAP. VIII (seconda parte)

di mariapace2010. Letto 474 volte. Dallo scaffale Fantasia

Giunse la notte; vibrava di suoni sommessi. Le tenebre, rischiarate da un quarto diluna, circondavano la tenda; da fuori giungeva l'odore acre di ste...





Giunse la notte; vibrava di suoni sommessi. Le tenebre, rischiarate da un quarto di
luna, circondavano la tenda; da fuori giungeva l'odore acre di sterco di cammello che bruciava nelle vicinanze.

Sotto la tenda di Alessandro, assistito da Hammad e dai due ragazzi, il professore
stava srotolando il papiro recuperato al Museo de Il Cairo.

"Come avrà fatto Ashraf a sapere di questo papiro?" chiese Alì.

"Questa è gente assai ben organizzata. - spiegò in perfetto arabo il professore senza
staccare gli occhi dal lavoro. Parlava l'arabo con la stessa disinvoltura con
cui leggeva i geroglifici - ... e senza
scrupoli, - aggiunse subito dopo - come dimostra la sparatoria di prima, in cui
sei stata coinvolta anche tu, tesoro."

Si girò verso la sorella con un sorriso e uno sguardo apprensivo.

"Appena tornati in città, bisognerà fargli una visitina. - suggerì Hammad - Ho la
certezza che in quel suo magazzino ci sia più di uno dei tasselli mancanti del
nostro mosaico."

Per facilitare l'apertura del papiro, Alessandro vi aveva applicato un sottile
rinforzo e con estrema cautela stava fissando il foglio ad un attrezzo di sua
invenzione: una specie di telaio dotato di fili gommati e di una asticella.

"Quell'uomo appartiene alla banda di Abdel il Rosso." interloquì Alì.

"Può essere." Fece Alessandro, al ché, Hammad:

"Non c'è dubbio! - esclamò - Quei due operano in società: il Rosso depreda le tombe
e Ashraf fa da tramite con gli acquirenti. E' un commercio che, nonostante le
severità delle leggi, non si riesce a stroncare." aggiunse con tono di
rammarico l'assitente del professore.

"Reggi qui, Hammad. - Alessandro gli indicò un lembo del papiro, che aveva inumidito con un liquido leggermente alcolico per renderlo più praticabile - Quella è gente bene organizzata."

Alessandro alzò per un attimo il capo; così trattato, il foglio si stava lentamente
srotolando.

Una lampada a kerosene rischiarava l'ambiente sotto la tenda: un tavolo, qualche
sedia ed una infinità di casse, di ogni forma e dimensione, ne costituivano l'arredo.

Hammad, che con la destra continuava a reggere l'asticella, prese la parola:

"E' stato sempre così. - disse - L'avidità ha spesso il sopravvento sull'amore per
la conoscenza."

"E' vero! - assentì Isabella, che seguiva con molto interesse l'intera operazione -
Ladri ed avventurieri, da sempre, hanno profanato le tombe senza rispetto
alcuno per i morti né per i vivi, allungando le loro avide zampe su tesori
nascosti."

"Ci sono mercanti di antichità che ancor oggi finanziano bande di ladri. - interloquì
Alì - Ladri che molto spesso sono contadini ignoranti e sfruttati...
inconsapevoli strumenti dell'avidità di gente senza scrupoli."

"Già! - esclamò Alessandro - Amèlineus... quel furfante francese... ricordate? Scoprì le
tombe dei Faraoni delle Prime Dinastie, ma le depredò selvaggiamente e devastò
con forza vandalica interi siti, solo per avidità."

"E cosa dire di quei viaggiatori... più di un secolo fa - disse ancora Alì - che
deturpavano con scritte le statue e le massacravano portandosi via dei pezzi
come ricordi? Oh, ma ecco finalmente steso questo papiro. Guardate qui."
aggiunse, riportando l'attenzione di tutti sul fondo del foglio dove erano
apparsi, ben chiari, alcuni geroglifici circoscritti da una linea ovale e
disposti verticalmente.

"Un cartiglio reale!... Questo è un Cartiglio Reale!"

Il professore non riusciva a nascondere la propria entusiastica emozione.

"Riesci a leggerlo?" domandarono in tre.

"Questo è il cartiglio reale del faraone Meremptha, figlio di Ramesse II."

"... e padre della principessa Nefer." precisò Isabella.

"Qualcuno lo ha apposto in calce a questo papiro per dar valore a quello che c'è
scritto."

"Qualcuno? - replicò la ragazza - Si tratta di un sigillo faraonico e quel qualcuno
sappiamo bene ci è: la principessa Nefer! Leggi, ti prego. Leggi quel che c'è
scritto, Alessandro."





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