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lavoro pubblicato giovedì 19 luglio 2012
ultima lettura mercoledì 10 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO DEL FARAONE CAP. VIII (prima parte)

di mariapace2010. Letto 680 volte. Dallo scaffale Fantasia

continuano le fantastiche avventure delle due ragazze separate da unospazio- tempo di 3.5oo anni circa..



IL
SIGILLO DEL FARAONE Cap. III - Il Sigillo







La principessa Nefer non si fece ripetere l'invito e seguì Osor insieme agli altri.

Appena fuori del Tempio, però, come ormai spesso accadeva, la ragazza ebbe la
sensazione che l'orizzonte andasse allargandosi intorno a lei e che ogni cosa,
cappelle, antri, monti e strade, andassero svanendo e come dissolvendosi
nella nebbia arrurrognola comparsa
improvvisa.

Un nuovo paesaggio venne pian piano sostituendosi, ugualmente assolato e giallo,
ma assai più arido e rovente.

Vide rovine, colline fosche e brulle, cumuli di terra smossa, tombe scoperchiate o
vuote e tanta gente: una moltitudine di gente strana e misteriosa. D'aspetto
inquietante, come non ne aveva mai viste prima e che non assomigliava a nessuno
dei popoli che conosceva.

Improvvisamente "la" vide.

Vide Isabella. Vide il suo Ka, in mezzo a quelle persone ed "avvertì" un pericolo mortale incombere sopra la sua persona.

"Attenta! Attenta! Lo spettro del Messaggero è sopra di te. - cominciò ad urlare,
tendendo le braccia in avanti, come per afferrarla - Attenta... ahhh!..." ma un urlo di dolore le troncò le parole sulla bocca e la costrinse a
piegare le ginocchia.

Piegò anche lo sguardo e si avvide che una ferita al petto lasciava fluire sangue
abbondantemente tingendo la tunica di rosso.

*****************

Nel cuore della necropoli di Tebe, proprio nello stesso istante, una voce attraversò il cervello di Isabella, che si trovava in compagnia degli amici, e le lacerò la coscienza:

"Attenta! .. - rintronava quella voce dietro la fronte aggrottata - Lo spettro del
Messaggero è sopra di te. Attenta... A-t-t-e-n-t-a!"

Osor, al suo fianco, protese un braccio in avanti e qualcosa vi rimbalzò sopra con un
sibilo acuto, andando a colpire di striscio la ragazza alla spalla sinistra.

Isabella abbassò il capo e vide una macchia arrossarle la maglietta bianca. Era ferma in
mezzo al viottolo, accanto ad uno dei tanti banchi di souvenir offerti ai
turisti: quasi in casa, poiché le abitazioni erano proprio nel cuore della Città dei Morti.

Era confusa e dalle labbra le uscivano frasi dal senso apparentemente
incomprensibili:

"Lo Spettro della Morte... Il Messaggero..." continuava a ripetere e faticosamente
cercava di riannodare i fili spezzati di pensieri, sensazioni ed emozioni.

"Qualcuno sta sparando... - urlò una voce alle sue spalle. Mettetevi al riparo."

L'amico Alì, che era con lei, la prese per un braccio e la trascinò via.

Il tipico,tranquillo movimento che ogni giorno animava quella parte della
necropoli s'era di colpo mutato in caos e confusione e i roventi riverberi di
Horo sulla sabbia, gettavano luce su facce scomposte e spaventate.

Come ogni giorno, migliaia di turisti giunti stipati in autobus o altri mezzi di
trasporto, minacciavano con la loro invadente presenza la sopravvivenza di infinite memorie: tombe costruite con l'intento di non essere mai violate e prese quotidianamente d'assalto.

I due ragazzi trovarono riparo dietro una roccia ed Isabella domandò:

"Co.. cosa sta su...ccedendo?"

"Qualcuno sta giocando al bersaglio con una pistola e l'amico Osor ci ha fatto scudo con
le sue braccia. " spiegò Alì, voltandosi a guardarla e solo allora si accorse
della maglietta macchiata di sangue - Ma tu sei ferita? Esclamò.

"Xanto..." fece ancora lei

"Misericordia di AllaH! - continuò il ragazzo - Ma tu sei ferita? Hai la maglietta tutta
insanguinata..."

"Xanto..." ripeté lei senza staccargli lo sguardo dal volto e fissandolo con profonda
intensità, come se un improvviso, misterioso fulgore dello spirito, le si fosse
trasferito negli occhi ancora velati di nebbia e di mistero.

"Sono Alì! Non mi riconosci? - domandò il ragazzo con accento preoccupato - Sembra
che tu stia movendoti in un sogno... Sei tornata nel mondo della
principessa Nefer? - ed intanto che parlava e le sorrideva rassicurante, con il
fazzolettone color kaki, che portava sempre al collo, cercava di tamponarle la
ferita: superficiale, per fortuna - Ma guarda qui! - stava dicendo - Un paio di
centimetri più in là e ti avrebbe colpito alla gola... Ehi, Isabella... mi riconosci? Sono io. Sono Alì!"

"Alì... Alì!" ripeté la ragazza, poi, pian piano la nebbia andò svanendo dai suoi occhi
e lo sguardo si fermò in quello di lui, sempre più chiaro, lucido e tranquillo.

Si sorrisero. Con una tenerezza che raggiunse immediatamente i cuori di entrambi.
Continuarono a guardarsi negli occhi e gli sguardi si fusero, chiamando alla
coscienza sentimenti di tenero piacere.

"Bentornata, principessa."

Il ragazzo continuava ad avvolgerla in sguardi carezzevoli, mentre con una mano le
sfiorava la fronte.

Isabella protese il volto e le labbra si sfiorarono in un bacio breve e tenerissimo.

Il primo.

Si ritrassero, ma restarono ancora a guardarsi ed era come se si vedessero per la
prima volta e come se ognuno bevesse nettare ed ambrosia dallo sguardo dell'altro.

"Isabella!"

"Alì!"

Davanti a loro, sulla stretta valle, in un labirinto di colli disordinati e disuguali,
torreggiava il monte del Qurnet Marrai e si stendevano gli avanzi del
villaggio di Deir el Bahari, simile ad una grande griglia scura: qui,
sparpagliati tra le rovine, molti turisti avevano trovato riparo dagli spari.

Isabella parve finalmente accorgersi di loro.

"Che cosa è successo? - domandò - Cosa erano quegli spari?... Erano degli spari,
vero?"

"Sì! Questo caldo ha picchiato troppo in testa a qualcuno o... o, forse, si tratta di
un regolamento di conti. - spiegò Alì - Mi è parso di riconoscere uno di quei
malviventi... Sì! Sono certo d'aver già visto la sua faccia... quello che fuggiva...
L'altro, quello che lo inseguiva sparando... oh, ecco i soldati. Finalmente!"

"Spero li acciuffino entrambi."

"Sì!... Oh, ci sono! Ricordo dove ho visto quell'uomo: al bazar di Ashraf Sceik.
Ricordo bene."

"Il bazar di Ashraf Sceuk? Ma non è..." replicò Isabella; il ragazzo non la lsciò finire.

"Il più importante posto di ricettazione di antichità della città. - spiegò -
Ashraf è un ricettatore e quell'altro dev'essere un complice non troppo
soddisfatto... ma, tu, principessa, devi farti medicare. - aggiunse indicando la
sua camicetta arrossata - C'è un servizio di ambulanza. Dobbiamo raggiungerlo...
E dimmi... Chi è questo Xanto? - l'avvolse in un tenero sorriso, poi aggiunse -
La spalla ti fa male? Ma guarda un po'... Allora? Chi è questo Xanto?"

"Xanto?" fece eco la ragazza.

"Mi hai chiamato con quel nome. Non ricordi?... Chi è Xanto?"

"Oh sì! Xanto è un principe troiano prigioniero di re Menelao, ospite del Faraone...
- seguì una breve pausa, poi Alì incalzò con un gesto del capo e lei proseguì -
Xanto ti assomiglia molto... Sembrate due gocce d'acqua."

"Davvero?"

"Proprio così! E la principessa Nefer è innamorata di lui ed io credo che anche Xanto lo
sia di lei... Io... io devo tornare laggiù. - Isabella cominciò a dar segni di
agitazione - Devo tornare dalla principessa Nefer ed aiutarla a mettere in
salvo il principe Xanto... aiutarla a farlo fuggire..."

"Hai detto che è prigioniero di Menelao."

"Menelao, re di Sparta. Lo ha fatto prigioniero durante la guerra di Troia e lo ha
condotto con sé nel lasciare la città devastata e distrutta, ma un naufragio ha
affondato la sua flotta ed egli è arrivato fino a Tebe con i compagni scampati
alla furia del mare."

"Forse dovremmo saperne di più su questo Menelao... Oh. Siamo arrivati. Là c'è
l'ambulanza e potranno medicarti. Vieni."



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