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lavoro pubblicato giovedì 12 luglio 2012
ultima lettura martedì 16 aprile 2019

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LUX AETERNA, IL RITORNO - ULTIMA PARTE PARTE

di Kartika. Letto 632 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Oliver, perdonami. Avevo promesso di rimanere a casa ma non ci sono riuscita - si girò verso Blake - lui è... è un mio amico. Cos'hai, sembri così strano?""Levati di mezzo".Oliver diede uno spintone viol...

"Oliver, perdonami. Avevo promesso di rimanere a casa ma non ci sono riuscita - si girò verso Blake - lui è... è un mio amico. Cos'hai, sembri così strano?"
"Levati di mezzo".
Oliver diede uno spintone violento alla sorella facendole sbattere la schiena su un tronco di pino, ricadde sulle ginocchia e dolorante lo fissò spalancando gli occhi sbigottita.
"Non la toccare!" Urlò Blake storcendo le labbra.
"Me ne frego di lei, è te che il mio padrone vuole".
"Padrone, quale padrone... oddio Oliver, chi è stato a farti questo? Ti prego ritorna in te. Ti voglio bene, guardami!" Laila appoggiò la testa sul suo petto mentre la voce era interrotta dai singhiozzi.
"Ti ho detto di toglierti di mezzo!"
La scaraventò brutalmente a terra, questa volta andò a sbattere la testa su una roccia perdendo i sensi. Una leggera brezza si sollevò su di lei, era Sylphie che l'abbracciava piangendo sconsolata.
Blake urlò disperato coprendosi il volto con le mani.
Oliver estrasse un pugnale dall'interno della giacca, i suoi occhi spiritati luccicarono.
"Ora affonderò questa bella lama nella tua carne; il tuo sangue e la tua morte ricomporranno dalle ceneri il grimorio infernale per la gioia di Druxen, il mio padrone".
Blake decise di non lottare, pensò che forse era un segno del destino: era arrivato il momento di pagare con la vita tutte le morti che la sua maledizione aveva causato. Per salvarsi non avrebbe potuto fare del male a Oliver, lui era il fratello di Laila, la sua "notte stellata". Avrebbe sacrificato sè stesso, sereno, perchè il contatto non diretto, ma per mezzo della lama, non poteva essere letale al suo carnefice.
Oliver sollevò il pugnale in alto pronto a colpirlo al centro del cuore.
Blake chiuse gli occhi convincendosi che nella morte avrebbe trovato la liberazione e iniziò a recitare mentalmente una preghiera.
Sylphie e le altre fate dell'aria soffiarono forte un vento gelido addosso ad Oliver facendogli perdere l'equilibrio mentre le fate del fuoco lo scottarono per fargli cadere l'arma dalla mano. Quando fu steso al suolo, le fate della terra lo legarono con delle radici che fuoriuscivano dal terreno.
Iniziò a dimenarsi imprecando con voce innaturale. Le fate dell'acqua diedero sollievo alle bruciature della mano trasformandosi in ghiaccio. Ora che era fuori combattimento Sylphie gli baciò la fronte con un alito di vento.
"Mi dispiace tesoro, è stato necessario. Druxen si è impossessato della tua volontà, troveremo un modo per annullare il sortilegio".
"Potrei darvi una mano con la magia verde". Disse Blake speranzoso.

D'improvviso i colori caldi e dorati della valle si scurirono, la vegetazione sparì sotto una coltre di nebbia, il cielo diventò di un grigio cupo mentre spaventosi tuoni rimbombavano tutt'intorno.

Laila riacquistò lentamente i sensi, udiva delle voci ovattate, mentre immagini sfuocate le apparivano, non riusciva a distinguere le persone che erano lì poco più avanti e non capiva dove fosse. Era ancora in stato confusionale quando un flebile sussuro che sembrava venire dall'Aldilà la invitava ad alzarsi e continuava a ripeterle - solo tu puoi salvarli.
Poco alla volta le immagini si fecero più nitide. È un incubo, non può essere reale, pensò tra sè. In cima a una roccia, vide la terrificante figura di Druxen; ricurvo, senza occhi e con la sua falce in mano. Sylphie e le fate dell'aria, acqua, terra e fuoco erano rinchiuse in una grossa gabbia di ferro. C'era anche Blake, bendato e sdraiato con le mani giunte, il torace si alzava e abbassava regolarmente. Respirava, era ancora vivo.
Alzati - insisteva il sussurro lontano. Riprese le forze sollevandosi da terra. Sentiva un dolore tremendo alla testa ma in quel momento aveva altro a cui pensare.
C'era anche suo fratello e con orrore vide Druxen chino su di lui a cercare faticosamente di liberarlo dalle radici che gli stringevano i polsi e le caviglie.

Il sussurro era diventato una voce profonda.
"Tre foglietti di tre righe. Nelle maiuscole tre parole. Ripetile tre volte".

Allora quel sussurro che ora era una voce, non era la sua immaginazione; il sussurro era il mandatario dei biglietti misteriosi. Li aveva letti e riletti un sacco di volte, ormai li conosceva a memoria.

I miei Tramonti solitari
dipingono sul tuo viso
le ultime Albe Strazianti

Principessa Eterna
Silenti Tenebre avanzano
Il buio Ungerà la luce Ridendo

Estirpa le tue paure
nella Valle dei tramonti
Il tuo Angelo Caduto aspetta

Tre foglietti, tre, maiuscole, tre parole, tre.

"ITAS PESTIUR EVIAC" disse Laila.
"Tre volte" ordinò la voce.

Estrasse dalla tracolla il sacchettino di alchemilla essiccata che le aveva dato Blake, ricordandosi di quando le aveva raccontato che contiene l'abilità di tradurre formule magiche e di aumentare la potenza dei rituali. Lo strinse tra le mani pronunciando in tono solenne:

"ITAS PESTIUR EVIAC
ITAS PESTIUR EVIAC
ITAS PESTIUR EVIAC"

"Come ci sei riuscita? Maledetta!"
Tuonò Druxen furibondo. Un attimo dopo fu ridotto in cenere. Lui, il re dei non-morti che voleva ricomporre dalle ceneri il grimorio infernale. Per la seconda volta aveva tentato invano di far calare le tenebre e per la seconda volta la Terra della Luce era in salvo grazie a Laila.

La voce che le aveva mandato i biglietti con all'interno la formula magica la ringraziò.
"Non potrà più farvi del male. Ti sarò eternamente grato per aver salvato Blake".
Capì a chi apparteneva quella voce lontana.
"Pompelius?"
"Si, sono io. Attraverso le mie conoscenze di stregone sono riuscito a riportare momentaneamente il mio spirito qui per contattarti. Sapevo che avresti ascoltato il tuo intuito senza farti influenzare. So che sei molto determinata. Grazie a te Blake ha scongiurato la maledizione. dì a Oliver di portarlo là dove sono custoditi i miei grimori, spettano a lui
ora. È una gioia sapere che una ragazza come te abbia il suo cuore. Siate felici".
"La sua anima è consumata dal dolore, è convinto di essere un assassino".
"Digli che io e sua madre siamo fieri di lui, lo amiamo immensamente e lo ameremo per sempre".
Una luce abbagliante portò via la sua voce.

Una settimana dopo:

Per festeggiare il ritorno alla serenità, nel regno incantato venne organizzato un Gran Ballo delle Fate. Solo tre erano i fortunati umani ad essere stati invitati. L'atmosfera era particolarmente gioiosa.
"Ehi, occhi verdi, lascerai pure a me mia sorella ogni tanto? Da quando sta con te non la vedo quasi più". Disse scherzosamente Oliver facendo delle buffe smorfie.
"Fratellone dovresti trovarti una ragazza pure tu - proseguì sottovoce indicando una fatina intenta a danzare - quella fata dei fiori non fa altro che guardarti".
Blake l'abbracciò dandole un tenero bacio sulle labbra.
Sylphie guardò con aria complice Fata Natura.
"Lux Aeterna" esclamarono.
"Lux Aeterna" ripeterono in coro tutti gli altri.
Lux Aeterna.


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