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lavoro pubblicato martedì 10 luglio 2012
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Vista - parte V

di terranera. Letto 623 volte. Dallo scaffale Fantasia

 In quell’ora, che resta oziosa, di solito mi siedo alla scrivania del salotto, davanti a me la finestra è senza tenda, amo osservare il cielo cangiante e penso a cosa dovrò fare perché la giornata passi bene. Quando mi ...........

Accade ogni mattina, sapete perché? Vivo per il lavoro, amo insegnare ai ragazzi dell’Università, ho allievi svegli e creativi, scrivono da professionisti. Già, alcuni sono più bravi di me. In quell’ora, che resta oziosa, di solito mi siedo alla scrivania del salotto, la finestra è senza tenda, amo osservare il cielo cangiante e penso a cosa dovrò fare perché la giornata passi bene, così quando sarò in strada, diretto all’autobus che mi porterà in centro, mi sentirò felice. Poi mi occupo dell’altra passione: la ricerca. Sono dottore in microbiologia evoluzionistica, mi è sempre piaciuto andare a mettere il naso in quell’altro universo che ci segue invisibile e intreccia la propria vita strettamente a ogni essere vivente, cambiandola ed evolvendola.

Oggi , 23 gennaio, entrando in camera da letto dopo la doccia scalzo come al solito, il mio calcagno ha urtato contro qualcosa, mi sono anche fatto un po’ male. Non vorrei lamentarmi con la signora Laura che viene a riordinare ogni due giorni. Mi chino mentre mi gocciolano i capelli; noto, davanti ai piedi nudi, una pallina. Aguzzo la vista, chiudo gli occhi mentre me li strofino per mettere a fuoco: sul legno vedo una piccola sferetta che somiglia a quelle di polistirolo, mi chino, la prendo e la osservo: è dura e liscia, se la giro mi accorgo che è simile a un Opale. Nella mia casa c’è sempre un bel tepore, io sono freddoloso e dopo la doccia cerco di vestirmi più in fretta possibile, adesso sono tachicardico mentre mi precipito in salotto.

Accendo la luce nell’angolo lettura, è una lampadina alogene; ho bisogno di vedere in trasparenza la sferetta che mi sembra sia più pesante. La prendo fra le dita e osservo: non c’è nulla attraverso l’opacità che la rende inaccessibile. Mi avvicino ma vedo solo i giochi di colore della pietra preziosa a cui somiglia: il fuoco di un tramonto in un cielo di perla…Non un nucleo come mi sarei aspettato; non è un uovo, non è una navicella extraterrestre e non è un minerale evolutosi divenendo raro. Pesa, questo sì che mi incuriosisce. Il palmo è già concavo, solo pochi secondi fa avrei giurato che avesse i grammi d’un comune sassolino, la tenevo addirittura con due dita al momento di sollevarla, ora non posso più. Le due mani non bastano, mi devo chinare per sostenerla! Facendo un rapido calcolo, da circa una decina di grammi, in meno di dieci minuti è andata velocemente ad aumentare, adesso peserà almeno venti chili .

Giuro che ho molta esperienza, non sono un pivello influenzabile, ma cavolo! Nella mia vita non ho mai visto né sentito di un fenomeno simile; la pallina non ha cambiato ne’ forma ne’ colore, la sua dimensione e circonferenza sono come le sfere di un cuscinetto radiale, circa tre-quattro millimetri. Com’è possibile che non riesca a tenerla? Sono a terra, il peso m’incolla al pavimento, non ho la forza per sollevarla. Sento la pelle formicolare, il sangue gelarsi sulla faccia quando l’oggetto che osservo penetra nella pelle: lo vedo sprofondare, penso che abbia passato la mano e sia finito sotto il pavimento, bucando sia l’una che l’altro. Non ho nessun tipo di dolore, non ci sono ferite quando apro le mani per cercare dove sia finita...

Non sto sognando; la sferetta cangiante è semplicemente scomparsa. In un film di fantascienza potrebbe essere penetrata nelle vene e da lì tutta una serie di avventure avrebbero portato a chissà quale finale, ma non è così. La mia pelle è intatta, con questi occhi ho visto trapassare la carne, ho visto gli strati della pelle, il muscolo adduttore, l’arteria, il nervo ulnare e i muscoli. Ho potuto vedere l’interno della mano come al rallentatore. Lo stupore mi ha immobilizzato mentre attendevo il lancinante urlo di dolore che avrei emesso, eppure no.

Tutto è stato velocissimo ma per me è durato un’ora. Mi sono alzato da terra di scatto, cercando l’oggetto e tenendomi la mano destra stretta contro il petto. Gli occhi incollati nel punto dove sarebbe dovuta essere la sfera. Nulla: il parquet intatto odoroso di cera, l’arto integro e pulito.


In quell’ora, che resta oziosa, di solito mi siedo alla scrivania del salotto, davanti a me la finestra è senza tenda, amo osservare il cielo cangiante e penso a cosa dovrò fare perché la giornata passi bene. Quando mi ritrovo in strada, mentre mi avvio all’autobus che mi porterà in centro, mi sento felice. Accade ogni mattina. Sapete perché? Vivo per il lavoro, amo insegnare ai ragazzi dell’Università due volte la settimana, il Lunedì e il Venerdì. Ho allievi svegli e creativi. Già, alcuni sono più bravi di me.

Poi mi occupo dell’altra passione: la ricerca. Sono In quell’ora, che resta oziosa, di solito mi siedo alla scrivania del salotto, davanti a me la finestra è senza tenda, amo osservare il cielo cangiante e penso a cosa dovrò fare perché la giornata passi bene. Quando mi ritrovo in strada, mentre mi avvio all’autobus che mi porterà in centro, mi sento felice. Accade ogni mattina. Sapete perché? Vivo per il lavoro, amo insegnare ai ragazzi dell’Università due volte la settimana, il Lunedì e il Venerdì. Ho allievi svegli e creativi. Già, alcuni sono più bravi di me.

Poi mi occupo dell’altra passione: la ricerca. Sono Dottore in microbiologia evoluzionistica, sapete che è lo studio dell'evoluzione dei microrganismi...Mi è sempre piaciuto scoprire l'altro universo che ci segue invisibile, tessendo la loro vita con ogni essere vivente.




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