ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 10 luglio 2012
ultima lettura mercoledì 16 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Vista - parte IV

di terranera. Letto 487 volte. Dallo scaffale Fantasia

Si, sono intontito. La mia razionalità fa acqua come un colino. Sto seduto alla scrivania dove di solito lavoro a qualche ricerca. Attorno a me ho dosato una bella penombra, acceso la lampada per sentirmi in intimità con il mio essere men..

Si, sono intontito. La mia razionalità fa acqua come un colino. Sto seduto alla scrivania dove di solito lavoro a qualche ricerca. Attorno a me ho dosato una bella penombra, acceso la lampada per sentirmi in intimità con il mio essere mentale e adesso penso, prendendomi tutto il tempo. Non sono riuscito a capire cosa sia successo alla mia faccia, ai capelli e tutto il resto. Analizzando l’effetto, la causa sembrerebbe la depigmentazione dovuta a un trauma psichico, infatti l’emozione è stata violenta, le rughe trovate allo specchio sono quelle di un uomo che ha lavorato sotto il sole per anni. Tutto ragionevole, sfido chiunque a non spaventarsi di fronte a ciò che ho vissuto la notte di due giorni fa. Si, se non fosse che la chioma e la guancia sono ritornate esattamente come prima, allora mi chiedo: com’è possibile che dei peli divenuti candidi, ritornino neri? Continuo a scrivere e consultare ogni fonte medica, ogni incidente compresi i nucleari. Niente mi toglie i dubbi, niente mi soddisfa. Dovrò io, proprio io che ho la spiegazione per tutto, arrendermi al fatto che esiste l’insondabile, ma se esiste allora non è più inesplorato no?

No, mi resta solo attendere lei, che dopo l’altra notte non è più riapparsa.

Si, l’ho rimpianta, seduto al mio posto fissando le lame dei lampioni dalla persiana, guardando la mia camera come se non l’avessi mai vista. L’altra notte mi era parso che qualcosa si muovesse strisciando sul parquet, sono rimasto immobile ma il cuore martellava tutte le parole che avrei voluto dire, la gioia mi offuscava il pensiero. Sapevo già cosa dirle e le domande quasi uscivano senza essere collegate al cervello. Invece niente, era solo il riflesso della piccola luce che è collegata alla presa di corrente vicino al comodino, avevo lasciato lì il caricabatteria del portatile, me n’ero completamente dimenticato…Il sonno mi prende regolarmente verso le ventitre, non resisto e comunque so che aspetto inutilmente.

Così ho ripreso la vita normale. Sono scapolo ma non ho desiderio di creare famiglia, sapete, non ho tempo di pensarci.

Mi sveglio alle sei, vado in cucina in mutande e calzini, apro il frigo e metto nel microonde il pane. Mentre si scongela preparo il caffè, mi piace nero e amaro se no non sento il sapore. Non sto lì a barcollare per il sonno, non ho i capelli per aria perché sul letto quasi non mi muovo. Immaginatemi un po’, non ci vuole molta fantasia, sono un tipo normale a cui è accaduto ciò che la maggior parte della gente vede solo nei film.

Finita la colazione vado a fare la doccia, mi piace molto il sapone di una volta, che non profuma. Me lo faccio scivolare addosso, mi strofino il viso,lavo il torace, il pube e le gambe, alla schiena arrivo poco e devo usare la spazzola apposita. Poi mi scrollo come un cane, vado con i piedi umidi a prendere la biancheria e i vestiti. Sono pronto, il colore che preferisco è il grigio scuro e lo uso spesso. Le scarpe e sono pronto troppo presto, sono le otto, uscirò alle nove puntualmente.




Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: