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lavoro pubblicato venerdì 6 luglio 2012
ultima lettura sabato 5 gennaio 2019

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IL SIGILLO DEL FARAONE - CAP. VI (seconda parte)

di mariapace2010. Letto 466 volte. Dallo scaffale Fantasia

Fecero qualche passo oltre gli stretti vicoli che correvano fra gli intrichi delle case di mattoni di fango del villaggio degli operai, poi Ankhere...

Fecero qualche passo oltre gli stretti vicoli che correvano fra gli intrichi delle case di mattoni di fango del villaggio degli operai, poi Ankheren si girò verso Xanto.

“Metti il cuore in pace, principe Xanto. – disse – I soldati non sono qui per te. Il principe Sekenze ha ordinato il pattugliamento di tutta la zona per acciuffare i profanatori della tomba della regina Hetepheres.”

“Ma certo! - esclamò Thotmosis – A Tebe non si parla d’altro che della misteriosa ricomparsa di una collana appartenuta alla madre del Faraone e sepolta con lei alla sua morte. Ma dimmi, Ankheren, come sono andati i fatti?”

“Un po’ come la collana che offrimmo a Mertseger… Ricordate? – il ragazzo guardò anche la principessa – Uno straccioncello ha tentato di venderla ad un mercante che l’ha consegnata alle guardie e le guardie hanno “esaminato” il ladro con le loro verghe, facendogli confessare in che modo quella collana, sepolta con il corredo funerario della Regina, sia uscito dalla tomba.”

“Vuoi dire che la tomba della regina Hetepheres è stata profanata?” chiese assai turbata Nefer.

“Proprio così! – assentì con un cenno del capo l’allievo di Ptha – Il sepolcro è stato richiuso e sono stati apposti nuovi sigilli.”

“A profanare quella tomba – interloquì Xanto, che per tutto il tempo aveva ascoltato tacendo – deve essere stato qualcuno che si è servito della complicità di chi l’ha costruita e che… forse, - aggiunse con lieve titubanza – può perfino aver apposto, successivamente, i nuovi sigilli.”

“E’ proprio questa l’opinione del principe Sekhenze . – assentì Ankheren – Egli ha affidato l’incarico di indagare al Sacerdote di Bes: Osor l’Esposto… Osor ha occhi e orecchie dappertutto. – aggiunse con un sorriso che gli distese le labbra carnose – E’ al corrente del movimento di ogni sasso o granello di pietra. Osor l’Esposto sa anche del vostro arrivo e del vostro protetto.”

“Osor l’Esposto! – esclamò in tono assai lieto la principessa Nefer – Osor ci potrà dare tutto l’aiuto possibile.”

Osor l’Esposto, sacerdote di Bes il Combattente, Signore degli Spiriti e Protettore di Horo Perseguitato, era la persona giusta per quell’impresa.

Il Deforme Bes, raffigurato con alidi Falco, corona di piume, criniera di leone e piedi armati di coltelli, misterioso e combattivo, godeva, nella Città dei Morti, di grande considerazione. La stessa che era riposta nel suo Sacerdote: Osor,l’Esposto. (vedi libro: IL GUARDIANO DELLA SOGLIA)

“Se qui, come pare, sono tutti al corrente della nostra presenza –interloquì Thotmosis – Il principe Xanto potrebbe essere in pericolo.”

“Mosè, lo scultore, lo nasconderà al Tempio di Ptha. – lo rassicurò Ankheren – Mosè è il mio maestro e mi onora della sua amicizia.”

“Fino a quando potrà restare nascosto nel Tempio?” si informò Nefer, ansiosa di mettere in salvo il fuggiasco, ma triste per dovergli dire addio.

Qualcosa, infatti, stava nascendo dentro di lei, mai provato prima per alcuno. Era un sentimento che le dava la sensazione di essere prigioniera di un sortilegio e la faceva sentire dolcemente catturata, come gli ibis intrappolati nei telai dei suoi ricami.

Neppure il principe Xanto, da parte sua, pareva essere immune a quella meravigliosa malia. Lo si vedeva dagli sguardi con cui avvolgeva la principessa di Tebe: dolci come una carezza. Lo si leggeva dai bagliori che partivano dai suoi occhi, neri e ardenti come fari accesi, quando si posavano sul volto e sulla figura di lei. Lo si coglieva perfino dai lunghi silenzi pieni di malinconia.

“Un carico di granito è in arrivo dalle cave del Neged, destinato ai cantieri di Pi-Ramesse. – spiegò Ankheren – Dopo una sosta di qualche giorno a Tebe, riprenderà il fiume con una grossa nave. Il capitano è mio amico ed a lui chiederò di prendere a bordo il principe Xanto.”

“Va bene! - assentì Thotmosis – Andiamo dallo scultore Mosè. Osor l’Esposto ci raggiungerà presto: il Figlio di Bes sa sempre quando si ha bisogno di lui.”



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