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lavoro pubblicato martedì 3 luglio 2012
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL CAPITANO E IL SUO REVERZO

di gartibani. Letto 555 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo 15° Il seme deve essere morto, pensiero di un volo più volte interro...

Capitolo 15°

Il seme deve essere morto, pensiero di un volo più volte interrotto nel lastricato del cuore. Se per un attimo ragioniamo su queste continue crisi economiche e delle borse mondiali. Su questo nuovo mondo inteso come globale; trovare le stesse cose in ogni luogo, in ogni diverso paese; le stesse insegne, gli stessi marchi e negozi, tutte le varietà di cibi, ormai senza alcuna identità.

Questa voglia inarrestabile di consumare, senza curarsi di nulla, solo per un desiderio da espletare come se fosse un bisogno impellente del fisico. Poi la mancanza di ogni soluzione equa. L'improvvisa decisione degli uni a scapito di altri, lo squilibrio provocato dalla speculazione, possiamo concludere che il Capitalismo, così come lo abbiamo inteso fino ad ora è in profonda crisi di identità e di sostanza.

Ancora non c'è l'indirizzo verso qualcosa di diverso, tanti pensieri astratti buttati lì, ma niente di concreto. Eppure si capisce che è una crisi irreversibile, i margini del mondo con le sue moltitudini pressano alle frontiere con la speranza di interi popoli di raggiungere il benessere, quello propagandato e goduto, ma proprio nei centri del benessere si evidenzia il malessere. Comincia scardinarsi il sistema che implode su se stesso. Quando le regole non sono più sufficiente e non vengono più rispettate, quando i freni inibitori lasciano il passo al libero arbitrio, quando la vita umana non ha più valore e non si identifica più una autorità in grado di controllare ed essere rispettata, ma innumerevoli sacche di potere diverse e distanti che spesso sono in contrasto tra loro è il Kaos.

Forse proprio questo nascente Kaos diventa una opportunità di cambiamento, la parvenza del reale nel virtuale e viceversa.

Ci vorrebbero uomini illuminati che indicassero la via, ma i poeti sono sempre più inascoltati,

i filosofi sono scomparsi, gli uomini di cultura latitanti, gli intellettuali una razza in via di

estinzione, rimane un enorme punto di domanda.

La stessa domanda che regna in questo microcosmo, dove il Capitano si trova. Sembra

costruito da una mente diabolica, dove tutto si sovrappone, dove non c'è certezza ed a una

serie di regole che sembrano tali, non corrispondono

i comportamenti.

Anzi nemmeno ti è dato conoscere le regole, i regolamenti, le procedure.

Chi ti ascolta, sembra ascoltarti, prende appunti, si consulta con altri, stila rapporti, decide il

sì ed il no a seconda della giornata e dell'umore. Sa e non sa, demanda sempre ad altri la

soluzione, soluzione che sembra vicina, ma non arriva.

Tutto si espleta tramite richieste scritte, ad alcune si risponde, altre semplicemente si

ignorano.

Diversi organismi deputati si occupano della tua vita. Quando sei a colloquio con loro, ti

chiedi chi sono, cosa sanno, cosa vogliono fare realmente. Hanno veramente a cuore la tua

situazione, o partono già da abitudini preconcette, collaudate nel tempo, ormai consolidati

equilibri.

Capiranno mai la velocità dei cambiamenti del mondo, o invece vivono di sedimentazioni o

della semplice applicazione di procedure,come burocrati incalliti.

Giudicano, ma chi giudicherà mai loro ?

Poi intorno è tutto un piccolo mercanteggiare, un fare affari. Sei tu stesso che

inconsapevolmente mandi avanti il tutto, con la tua presenza. Solo il fatto di esserci già


diventa per loro un vantaggio da sfruttare, così il tuo lavoro, quello che spendi, quello che desideri avere. E' un meccanismo economico che si nutre di se stesso, che alimenta i desideri e le speranze per poi ricostruire altre incertezze dove farti cadere. Che coinvolge le famiglie, altre strutture, interi comparti del vivere sociale. Poi c'è il tempo, il tempo è il loro più grande alleato, dilatare il tempo è la loro più grande specialità, una abilità rara, che nella vita normale ritieni perfino dannosa. Invece qui il tempo gioca sempre a tuo svantaggio. Ci vuole tempo per valutare, tempo per stilare, tempo per inviare, altro tempo per decidere e la decisione anch'essa di fatto è rinviabile nel tempo. Persino il tempo per aprire e chiudere una porta, non è mai uguale, come non lo è il tempo dei colloqui, che si allunga o si accorcia a seconda della decisione umana del momento. Gli abitanti di questo microcosmo non ne sono consapevoli, perché invischiati nella trappola dei loro bisogni, non sanno sfuggire ne proporre, perché succubi delle loro necessità alle quali non sanno rinunziare. Hanno bisogno sempre del caffè, delle sigarette, per cui comprano e spendono continuamente, devono scrivere per poter comunicare con le famiglie e così ogni giorno che è sempre uguale apparentemente sembra diverso, leggermente differente, fino alla fine dei giorni. Amen

Più tardi il Capitano uscì di corsa, un sapore di fragola nell'alito e una grande intimità sui

vestiti. Tanto ci accompagna.

Aveva bisogno di una doccia.

Maniera gradevole di esistere, attiva nella sua melanconia, dove le parole si attardano in

dettagli ininfluenti e dove la terza parte di noi si allontana e va via incontrollata.

Questi paesi dell'Est sembrano tutti simili, ma invece sono completamente differenti. Se ti

lasci trasportare dal loro ritmo ti accorgi che puoi finalmente diventare un altro, quasi

passare inosservato e limitare i danni.

Davanti al Ministero della Giustizia, incontrò Amelia, era un agente immobiliare, aveva

bisogno di affittare una casa. Cercando su internet, questa aveva risposto ad una sua mail.

Lo portò in una zona della città vecchia, perché lui, come tutti gli stranieri, uomini d'affari,

prediligeva il centro città, più comodo per gli spostamenti e per i servizi; dai ristoranti ai

locali notturni.

Era una zona antica, dove convivevano una grande Moschea, che faceva da spartiacque del

quartiere con la via principale, la Chiesa Cattolica costruita di recente e dall'architettura

fascista, la Sinagoga che era visitabile per appuntamento ai non ebrei.

L'appartamento era appena ristrutturato, grande quanto basta, aveva due ampie camere da

letto, due bagni con doccia, un salone molto grande, che poteva fare anche da camera da

pranzo e la cucina completamente arredata, nonché all'esterno una veranda coperta che dava

su di un giardino interno.

Aveva due ingressi ed il pavimento di parquet. Era silenzioso, pur se in quella strada ci

passava il tram e soprattutto nelle vicinanze c'era di tutto; il grande mercato all'aperto, che

assomigliava ad un soux turco, innumerevoli attività artigiane, negozi, un grande

supermercato a cento metri e un magnifico mercato coperto, molto pulito e gradevole dove si

poteva anche sostare nei diversi bar.

Poi nel mercato coperto,c'erano le poste, i servizi di telefonia, le banche.

Chiese di Amelia e di quello che faceva. In realtà l'agenzia era della madre e lei la aiutava con

gli stranieri, perché parlava diverse lingue; inoltre era un web master, creava siti e portali per

clienti diversi e la sera gestiva un piccolo locale, dove si potevano organizzare feste e bere del

buon vino, molto intimo.

Il Capitano gli chiese se conosceva qualcuno che parlasse la sua lingua e fosse disponibile a

trascrivere sotto dettatura quello che intendeva scrivere, il libro autobiografico della sua vita.


Amelia ci pensò un attimo, poi annuì, avrebbe trovato e indicato qualcuno; una sua amica che

adesso era senza lavoro.

Il Capitano si decise, prese in affitto l'appartamento. Poi doveva arredarlo, si fece aiutare

dalla tassista, anch'essa una donna, che lo veniva a prendere e lo accompagnava nei diversi

negozi e centri commerciali. Non ci volle molto, in un mese arredò il tutto, anche con

l'abbonamento per la televisione e andò ad abitarci.

Fu tutto molto semplice, non c'erano pregiudizi, le formalità erano molto chiare, molto più

che nel suo paese, le persone molto disponibili, servizievoli, educate, ma soprattutto efficienti.

Incredibile.

Pensò agli stranieri che venivano nel suo paese , alla burocrazia, alle diffidenze e formalità

infinite, alla mancanza di aiuto e non solo, ma anche al timore di essere continuamente

fregati, sia sul canone di affitto da pagare, che su tutto il resto.

Si compiacque, forse ancora il mondo era vivibile, si poteva sperare nella volontà umana di

Andare oltre e di sopravvivere alla barbarie.

Quella città, sembrava un grammofono di molti anni fa., dove farfalle intrappolate avevano

trovato il loro habitat naturale e pernottavano nell'incavo della mano.

Tramite Amelia, conobbe un musicista noto, la sua compagna che era una attrice di musical,

una strana Signora che gestiva una Fondazione per la Musica e che lo condusse all'università

da rettore per un appuntamento importante. Si trattava di coinvolgere diverse università,

quella di San Pietroburgo, questa, La Sapienza in Italia, una università americana per testare

una ricerca sui bisogni rispetto alla rete internet e all'uso dei social network per scopi legati

alle aziende, non solo ad un utente consumer.

Amare senza farne ricordo, aria di dolce aspettativa.

Il Capitano si trovò ad assaporare per la prima volta quelle cose che sembravano dimenticate;

assistere ad un concerto, camminare per le strade a lungo, ogni giorno, stare in compagnia di

artisti, andare a quella e ad un'altra esposizione o evento. Si compenetrò in quella atmosfera rilassante, quieta, dove le persone sapevano ascoltare e si poteva con poco gustare i sapori della vita. Sembrò rinascere la futura invisibile allegria dei tempi migliori. Il suo amico Monty, lo raggiunse da Toronto. Si conoscevano da lunga data, erano ormai più di 35 anni, si erano lasciati e ritrovati in giro per il mondo.

Monty era un funzionario della Federai Reserve, uno dei sette uomini d'oro, era colui che anni prima, in tempi non sospetti gli aveva pronosticato l'eminente " bolla immobiliare ", poi puntualmente verificatasi. Era un uomo di origine indigena che viveva a Phoenix, ma aveva il passaporto Canadese.

Aveva appena perso la madre e questo dolore lo aveva affranto. Di fatto, non si era mai sposato e aveva condiviso tutta la sua vita tra il lavoro, che richiedeva il massimo riserbo e la madre, oggetto di tutte le sue attenzioni.

Erano seduti nel parco, sotto la frescura di un vecchio tiglio e Monty, maneggiava fra le mani un dossier con la scritta " Stricty Reserved ", ciò incuriosiva non poco il Capitano. non dovrei parlartene - ma siamo qui, soli e vedo che sei curioso-

- si tratta di documenti sottratti all'Ambasciata Cinese e sui quali dobbiamo esprimere una nostra opinione .-

- In sostanza i Cinesi dicono, che è inutile creare attriti con gli Stati Uniti, dal momento che comunque siamo su posizioni divergenti, ma siccome di fatto, l'America non ha più industria manifatturiera, perché quasi il 70% del fabbisogno si produce in Cina e la Cina detiene quote rilevanti del debito pubblico americano, i cinesi prefigurano una implosione del sistema americano dall'interno; non solo per motivi economici, ma anche per conflittualità sociali tra le diverse comunità di immigranti. In ogni caso è loro interesse


attendere e introdursi il più possibile nel tessuto economico acquisendo sempre maggior rilevanza.

- Allo stesso tempo hanno lanciato una grande offensiva informatica di sabotaggio e
spionaggio, che si manifesta attraverso azioni di disturbo di haker.

Monty, terminò con un significativo silenzio, poi alzando lo sguardo sul Capitano sentenziò: dammi cinque anni e ci sarà il crollo di Wall Street -

Il Capitano ricordò, l'ultima previsione di Monty e questa volta, lo prese sul serio. S'incamminarono verso il lago, a piedi bordeggiando fin dove era possibile e lo strada lo permetteva.

Fu insieme a Monty che esaminarono la possibilità di favorire con un programma di

investimento gestito, una Fondazione che si trovava in Sicilia, in un luogo sperduto, un piccolo

paesino di nome TROINA, dove un sacerdote illuminato oggi ottantenne aveva costruito un

miracolo; un ospedale di eccellenza per la cura delle disabilità, un Casa di accoglienza per le

famiglie dei malati, un centro benessere, una azienda agricola, la Chiesa, un centro congressi e

il suo desiderio ultimo era quello di creare la Città della condivisione, dove la Torre

dell'Uguaglianza, l'Università e un nuovo ospedale, potessero coronare l'opera.

Il Capitano accompagnò Monty in quel luogo più volte e l'incontro con il sacerdote fu per

Monty motivo di grande ammirazione come lo fu il soggiorno in quel centro di pace.

Non era semplice in questo momento di crisi invogliare capitali per una iniziativa senza fini di

lucro, capitali che forse non sarebbero mai stati restituiti.

Impegno notevole per Monty e per le sue conoscenze. Ci lavorò per ben due anni, facendo su e

giù da Toronto, costruendo piani di lavoro, proiezioni;viaggiando in lungo ed in largo per

l'Europa e gli USA, coinvolgendo Fondi e rastrellando capitali.

Ma non era certo questo il segreto di Monty e dei suoi rapporti con il Capitano.

Fuggevole era il mondo e dischiuso sotto i suoi occhi e desideri rivelava verità sepolte, che fin

dalla seconda guerra mondiale erano nascoste.

Monty, doveva ricostruire il percorso di una emissione di Bond, Americani, emessi dalla

Federai Reserve, che erano di fatto stati annullati per ragioni politiche anche se erano

autentici, validati e a tutti gli effetti veri. Tali Bond, portavano la sua firma di emissione e

perciò era fondamentale, recuperarli.

Mentre facevano il percorso in auto, verso la campagna; Monty volle raccontare un aneddoto

significativo, modalità di tutto ciò che è visibile, segnature della storia e delle cose che

continuano ad essere dissepolte dagli uomini.

il figlio portava a cavalcioni l'anziano Padre; - figlio ma dove mi porti ? -

- - non preoccuparti Papà, ormai sei troppo vecchio e non mi servi più. Ti porto sul sentiero verso la montagna, perché ormai inutile ti getterò via, non appena il terreno lo permetta -Proprio così figlio mio, vuoi veramente disfarti di me ? -

- Papà, non ci pensare più. E' arrivato il tuo tempo, sei un ingombro per me e per la mia vita. Tutto quello che sapevi me lo hai trasmesso e adesso non ho più niente da chiederti.

Limiti della ruggine e della marea, avanzante, le cose nella loro forma ormai inutili vengono gettate nella discarica, attraverso brevissimi limiti di spazio,sostituite con altre. Adesso vedo come il tempo dell'Ego tutto racchiude e comanda, come una donna in lutto, cenere delle sue labbra che masticano parole vane.


Camminarono a lungo, su per il pendio della montagna. Erano giunti quasi alla cima, quando

il figlio si fermò: - ecco , ti getterò qui, all'ombra dell'ultimo abete -

-No aspetta, vai ancora più su, non qui, non è il posto adatto -

Il figlio per accontentarlo, continuo il cammino, con il peso del Padre sulle spalle.

Altro incavo rossastro nella voce della mano, ventre senza macchia e gonfio di generazioni

dissolute. Percorse un due silometri ancora.

- Ecco questo è il posto adatto, c'è anche un piccolo ruscello, così potrai bere, prima di morire-

- No, figlio mio, non qui. Abbi pazienza, non qui -

- Ma perché Padre, comincio a stancarmi, dimmi il perché ? -

Le fronde caracollavano intorno ed una leggera brezza soffiava sulla valle, nel volere dei rami accoppiatori, ribelle al morso della sera.

- Perché vedi, qui in questo stesso punto, ho gettato a suo tempo mio Padre e l'ho
abbandonato come oggi vuoi fare tu -

IL figlio, rimase perplesso, all'estremità delle gambe pesanti si rispecchiò la sua anima; così la

sua mente che aveva avuto il sopravvento , passò attraverso le dita verso il cancello

dell'orizzonte, tuffandosi nello scoraggiamento. - Farà forse così anche mio figlio, con me, e

così il figlio di mio figlio ? -

Aprì gli occhi allora, nello scomparso del nero adattato al ventre palustre della terra lontana,

dove la città scompariva dondolando le ombre.

Si aggiustò al meglio il Padre sulle spalle e si voltò per tornare indietro;

- Padre, torniamo a casa, sarà per un'altra volta !

La macchina, attraversò il portico, quasi diroccato e si arrestò al centro di una radura di terriccio e ghiaia, Jonny, quel neozelandese corpulento avanzò per riceverli.

- Grazie Capitano, che mi ha portato Monty , piacere di conoscerla -

Monty scese dalla vettura, soffocato da quell'ovatta giallastra del fieno riarso che profumava l'aria e diede uno sguardo fugace alle stalle, poi salì per la scala e seguendo Jonny scomparve dentro la casa al secondo piano.

Il Capitano, rimase giù con l'autista, pensando e riflettendo su gli stracci colorati che erano

appesi ai fili, come panni stesi, e forse in quello stesso istante si pentì di aver condotto il

Capitano da Jonny.

Era una nebbiosa serata di pianura. Monty scese dopo quasi due ore, si congedò da Jonny, che

era teso e serio e risalì in macchina facendo cenno al Capitano di andar via.

Seduto sul sedile davanti, sembrava leggere le pagine di un libro, specchiandosi nel lunotto,

come a ricevere gli applausi della folla.

- Vedi Capitano, mi ha parlato di quei Bond, emessi dalla Fed, che come ti dicevo portavano
la mia firma, gli ho detto che erano ormai inservibili e anzi l'ho consigliato di disfarsene
per sempre. Poteva diventare pericoloso averli ancora, adesso che aveva messo al corrente
anche me .-

Avrei preferito non farlo questo incontro, ma comunque amico, non preoccuparti, pensa a quando ci sarà il crollo di Wall Street, allora ne vedremo delle belle ! -Forse che lo stato di presenza è limitato ad un tempo ristretto e ad un lato della vita, magari mentre si esercita una professione o un lavoro, poi quando si torna nel privato riaffiora quella parte della mente che sconvolge l'esistenza e comanda gli uomini verso i misfatti del mondo. Monty ripartì per Toronto, non senza ringraziare ripetutamente il Capitano per la squisita ospitalità.



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