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lavoro pubblicato domenica 1 luglio 2012
ultima lettura sabato 10 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

o7:00 Christmas Morning

di JeffMG. Letto 601 volte. Dallo scaffale Generico

L'assordante ticchettio dell'orologio mi ricorda che sto invecchiando, le mie braccia un giorno saranno troppo deboli per stringerti, il sesso non ti soddisferà, la pelle avvizzirà, ma sotto di essa ci sarà ancora un giovane che ti ama in una mattina di N

Sono le sei della mattina di Natale, tutto sembra fragile.
La luce del sole s'infrange sulla parete e la neve che da nove anni non osservavo,
scende lenta dal cielo come fosse un dono magico per un giorno speciale.
Colgo il suo gelo come fosse nel mio corpo, mi schianto a terra come uno di quei punti bianchi,
così inutili soli e così importanti insieme.
Nessun'ombra, solo io e te che soffochiamo in questa mattina di Natale.
Riesci a ricordare quando sognavamo dei figli?
Ora rimane solo un utero vuoto e i tuoi desideri materni.
Ti amo come odio questo giorno vuoto e le sue luci, il mio amore per te esce dal corpo e si tramuta in vita,dividendosi in piccole particelle che s'insinuano in te e ti donano un amplesso.
Un uccello si posa sul ramo di un albero e la neve crolla.
Respiri, il torace sale fino ad evidenziare i capezzoli che s'intravedono sotto la vestaglia,
vorrei assaporarli come fossero frutti, nutrirmi del loro succo e sfociare in un pianto di gioia.

L'assordante ticchettio dell'orologio mi ricorda che sto invecchiando, le mie braccia un giorno saranno troppo deboli per stringerti, il sesso non ti soddisferà, la pelle avvizzirà, ma sotto di essa ci sarà ancora un giovane che ti ama in una mattina di Natale, che ti guarda dall'eternità e ti desidera.
Allo specchio solo l'immagine di un muro, non ci siamo noi;
mi viene un dubbio sulla nostra esistenza che sento talmente vera da farmi male e così effimera da distruggermi.
Sento l'amore e l'odio esplodermi in petto, gonfiarmi fino a farmi galleggiare in aria e guardarti dormire nella tua criniera scarlatta.
Mi ricordi la luna tonda e pallida, ti desidero fino ad ucciderti.
Delicata passa la mia mano sul tuo corpo, viaggia sui fianchi ad anfora, sui seni tondi come la terra, sul collo lungo ornato di collare di Venere, sulle labbra piene e secche che mi hanno donato baci modellati dal tempo.
Quando il sole se ne andrà dovrai giurarmi di essere ancora qui all'alba,
quando il cielo si tingerà di oro e la luna morirà dietro i palazzi, allora nessuno ci attenderà
fuori dalla tomba che insieme abbiamo creato, solo noi testimoni delle nostre vite, solo io colpevole del tuo sorriso e tu assassina della mia anima.
Saremo ancora qui domani a stringere le lenzuola, a sudare nel calore dei corpi,
a distruggere il mondo.
Se vorrai scappare te lo impedirò, tra le mani stringerò il tuo viso, tra le cosce il corpo,
con la potenza di un Dio greco.
Riempirai il vuoto in me e vedrai sorgere la luna tra i fili neri dei miei capelli,
quando una luce blu raffredderà le pelli e sospirerai concependo che solo io sono la tua libertà.
Bruceremo per danzare liberi nel vento, sul resto della nostra terra.
Ci sedurremmo nella morte, intrecciando le ossa in un limbo di preti e suore sprezzanti.
Sono le sette della mattina di Natale e ti amo ancora.


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