ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 23 giugno 2012
ultima lettura lunedì 15 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il grido

di garufolo. Letto 739 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Carlo si sveglia nel cuore della notte, sudato, disorientato, terrorizzato: un grido lo ha fatto letteralmente sobbalzare dal letto, un grido mai sentito prima, il più forte, disperato, agghiacciante grido che possa esistere. Ma da dove proveniv...

Carlo si sveglia nel cuore della notte, sudato, disorientato, terrorizzato: un grido lo ha fatto letteralmente sobbalzare dal letto, un grido mai sentito prima, il più forte, disperato, agghiacciante grido che possa esistere. Ma da dove proveniva? Chi poteva mai averlo emesso? Non pare nemmeno possibile che una persona possa gridare così, pensa Carlo, non sembrava neanche umano. Carlo prende il coraggio a due mani e si alza dal letto per andare a controllare.
Carlo ha diciotto anni ed ha un carattere schivo, solitario, non gli interessa molto del mondo intorno a lui, ma in realtà ha una sensibilità che ha solo bisogno di essere stimolata.
Carlo è da solo, lo sarà per tutto il fine settimana dal momento che i suoi genitori sono andati due giorni al mare; lui non ha voluto andare con loro e con la scusa che il suo migliore amico, Marco, abita nello stesso palazzo e può fargli compagnia, loro hanno accettato che restasse a casa.
Carlo apre la finestra per guardare se fuori ci sia qualcuno che possa aver gridato in quel modo e nota che in cielo vi è una luce stranissima, molto chiara; poi vede una scena desolante: un barbone sta cercando resti di cibo dentro ad un cestino; non si regge quasi neanche in piedi. Magari lui ha sentito il grido, pensa Carlo. "Ehi, lei ha sentito quel grido fortissimo poco fa?" gli chiede. Il barbone lo guarda con aria stupita e stanca, fa segno di no con la testa e torna alla sua ricerca di cibo. Carlo decide di andare a chiamare Marco.
Verificato che anche lui ha sentito il grido, scende in strada insieme a lui, convinto che ci saranno tante persone che arriveranno per capire cosa fosse quel grido.
Carlo nota che il barbone è messo proprio male, cammina a stento e respira a fatica, ma a lui interessa solo capire da dove provenga l'urlo. Intanto il barbone si gira e se ne va, risucchiato dalla notte.
Carlo e Marco di colpo sentono dei lamenti che provengono da non molto lontano; fanno circa cinquanta metri prima di vedere un ragazzo appoggiato ad un muretto con una siringa in mano e un'aria completamente persa. Ci mancava anche il drogato, pensa Carlo. Si girano e fanno per andarsene, quando sentono voci di persone che discutono animatamente a un centinaio di metri di distanza: guardano bene e notano che sono due ragazzi piuttosto su di giri, probabilmente per via di un po' di birra in eccesso. A un tratto lo shock: uno dei due comincia a prendere a pugni l'altro, con una violenza inaudita. Spaventati, corrono via e tornano a casa, ne hanno viste già troppe in così poco tempo. "Ma che sta succedendo?", si chiedono all'unisono.
Tornano all'appartamento di Carlo, sono troppo scossi per riuscire a dormire, e allora accendono la televisione. Capitano su un telegiornale notturno e le notizie sono disarmanti: un terremoto giù al sud ha devastato una città, migliaia di persone sono morte in Medio Oriente per le solite guerre, una ragazza di un paesino del nord è stata assassinata, un'altra è scomparsa nel nulla, alcuni politici sono andati in rissa tra loro, i prezzi del cibo sono aumentati ancora, stop, fine, Carlo spegne la televisione con un senso di smarrimento e di totale impotenza. Che notte strana, pensa: prima per strada sembrava esserci il ritrovo dei relitti della società, poi il telegiornale con una serie infinita e desolante di notizie tremende. Senza dimenticare quel grido, giunto come per volerli destare e far loro vedere tutto ciò.
Mentre è assorto in questi cupi pensieri, Carlo si ricorda della luce in cielo; va con Marco alla finestra e proprio in quel momento, la luce sta scomparendo, come chiusa dallo stringersi delle nuvole e del buio, un buio che a Carlo pare più scuro del solito.
"Ehi, cos'è? Un invasione aliena? O Dio ha deciso di farci un saluto?" dice Marco. Carlo, sentendo queste parole, ha un'illuminazione che lo lascia attonito e sconvolto: il grido che hanno sentito... era il grido di Dio, era Dio che urlava la propria rabbia verso un mondo che non è più quello che ha creato; Carlo capisce che il grido era per loro, Dio voleva farli rendere conto di come stanno le cose nel mondo; loro hanno sempre ignorato i problemi delle persone e del mondo, come se non ci fossero. Questa notte hanno visto tutto quello che dovevano vedere, hanno capito quello che dovevano capire e quel grido resterà loro impresso nelle orecchie e nella mente per il resto dei loro giorni, cambiando le loro vite per sempre.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: