ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 22 giugno 2012
ultima lettura venerdì 25 gennaio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

autostop

di caosinblu. Letto 537 volte. Dallo scaffale Pulp

Metà Luglio, caldo, caldissimo, l’asfalto si scioglie sotto le ruote della scatolette di lamiera … effetto forno…. Sudore....acre, pungente. Magliette fradice, si attaccano alla schiena come tute da sub, mosche moribonde, tro...

Metà Luglio, caldo, caldissimo, l’asfalto si scioglie sotto le ruote della scatolette di lamiera …

effetto forno….

Sudore....acre, pungente.

Magliette fradice, si attaccano alla schiena come tute da sub, mosche moribonde, troppo stremate per muovere le piccole alette trasparenti, vanno a morire nel posacenere traboccante cicche di ogni genere, piccolo olocausto animale……

Lorenzo1 guida,

guida ormai da due giorni ma nonostante questo sembra che nulla lo tocchi, né la stanchezza del viaggio, né il caldo torrido e disumano che avrebbe fatto saltare i nervi a chiunque... viaggiano da ore nel nulla desertico di una qualche nazione europea dalle estati bollenti, forse…..

Lorenzo1 parla, parla ad una velocità sorprendente e sempre uguale ma non identica... senza però dire nulla che valga la pena di essere registrato, semplicemente si bea del suono della sua voce…. Chiacchiera del mondo di se nel mondo...e ancora di se...

Lorenzo2, vestito di nero nonostante l’inferno climatico del momento, si rigira tra le mani una macchina fotografica, raramente la impugna con decisione , sembra quasi che voglia scattare una foto…fermare un momento….ma poi la fa ricadere con delicatezza sulle ginocchia, limitandosi ad accarezzarne i contorni.

Ascolta le inutili e vanesie chiacchiere di Lorenzo1, le ascolta apparentemente con attenzione, ma se ci soffermassimo sul suo sguardo, ci accorgeremmo che è altrove, al di là di quella barriera architettonica surriscaldata, al di là della lingua di asfalto color piombo che si snoda davanti ai loro occhi e oltre la loro vista, il suo sguardo è già alla meta…(meta?)


Compare quasi dal nulla, una figurina all’orizzonte, un ragazzo alto e robusto, con uno zaino semivuoto in spalla, cammina, passo spedito nel sole di mezzogiorno.

Lorenzo1 smette per un solo meraviglioso istante di vomitare frasi…sorride, lo riconosce, è Paolo , senza chiedere un parere a Lorenzo2 lo raggiunge si accosta, rivolgendogli un’ occhiata che oscilla tra la seduzione e la tracotanza:< ehi! Ti serve mica un passaggio…?>

Silenzio…Paolo non si aspettava di rivederlo (o almeno non così) ma forse in fondo una piccola, nascosta e odiata parte di lui ci sperava.

<Dai fa un caldo pazzesco non posso lasciarti nel bel mezzo del nulla con 60 gradi all’ombra…forza Sali>

Paolo sale..


Camminava sotto il sole ormai da un tempo indefinito la sua ultima coordinata era l’autogrill, la cui immagine si era disciolta nel caldo liquido di quella maledetta giornata., poco prima si era fatto caricare da un camionista, ma una strana inquietudine insinuatasi tra stomaco e cuore lo aveva spinto a farsi lasciare nel “deserto” assolato e a camminare senza meta.

Lentamente un passo avanti all'altro... era germogliata la segreta speranza di incrociare il ragazzo incontrato all’autogrill, speranza di cui provava vergogna e ribrezzo, sorprendendosi ad accarezzarla con un sentimento pericolosamente simile alla tenerezza…

Si erano incontrati, o meglio scontrati sulla porta di uno squallido bagno, sporco ed impregnato da un forte odore di urina e alcool e urina..ancora, avevano scambiato poche frasi scarne e di tesa cortesia, ma quel ragazzo gli era sembrato cosi libero nella sua superficiale idiozia che la sua visione gli aveva provocato profondi brividi lungo la schiena nonostante l’afa e l’aria viziata di quel pisciatoio dimenticato .

Paolo avrebbe pagato per essere così anche solo per un istante e allo stesso tempo lo disgustava ogni volta che ripensava al suo volto, una nausea dolciastra si avvinghiava alla bocca dello stomaco…non riusciva in nessun modo a scindere le due facce..non poteva farne a meno.




….Era contento di averlo incontrato.....

quella montagna umana timida e sicuramente taciturna, che si era divertito a stuzzicare nel bagno dell’autogrill, aveva avuto l’inebriante sensazione di giocare al gatto col topo….un topolino grande ma spaventato, gli sarebbe bastato schioccare le dita una volta, una volta soltanto….


Silenzio, fatta eccezione per la voce incessante di Lorenzo1 cantilenante sottofondo senza senso…

Paolo, guarda fuori dal finestrino, maledicendo se stesso, per essersi perso in due pozzanghere color pioggia con le ciglia così folte.... nausea, desiderio...nausea...


Lorenzo2 si gira verso Paolo e scatta una foto, :<così per ricordo> dice <Sai sapevo che questo viaggio a due sarebbe finito a tre, me lo sentivo>

Paolo con occhi sospettosi< e perché scusa?> Quel tipo non gli piace, non gli piace per niente, con quegli occhialetti di metallo che scivolano sul naso sudato, e quell’aria stralunata…altrove…

Lorenzo1 continua a parlare di niente e a sorridere di niente :<Sapete non vedo l’ora di arrivare, ed è fantastico che ci sia anche tu Paolo, perché non continui con noi? Mi piacerebbe….e poi ci servirebbe proprio una terza persona>

(e paolo) <e per fare cosa vi servirebbe una terza persona? E poi scusate ma dove state andando?>

Lorenzo2, velocissimo (per una volta) <non parlerei al plurale se fossi in te>

Lorenzo1, improvvisamente titubante<come dove stiamo andando? Non ti sembra abbastanza chiaro?>

Paolo,infastidito <veramente no>….<anzi tra poco potete farmi scendere, continuo a piedi>

Risata (leggermente sinistra)

Lorenzo2<scherzi? Non si può mica scendere così, ormai sei salito, non puoi, hai scelto…>

Lorenzo1<ti divertirai, si ci divertiremo…tutti>


Paolo non capisce se lo stanno prendendo in giro, hanno un’aria un po’ folle…

Non riesce a non guardare Lorenzo1 mentre guida, si sente come nel bel mezzo di una sbornia da rum scadente.... gli tornano in bocca i succhi gastrici della colazione, vorrebbe urlare e scendere da quella macchina, ma non riesce ad articolare neanche mezzo suono…

Lacrime salate si mescolano al sudore , il volto è immobile, vorrebbe torcergli il collo a quello stronzo, ma chi si crede di essere (quello che vorrei essere io?)

<Voglio scendere!>

< fatemi scendere….ora>

Nessuna risposta…due statue di sale….Lorenzo2 prende tra le mani la macchina fotografica e la lascia cadere fuori dal finestrino, poi si gira verso Paolo <forse è meglio non averli certi ricordi>

Guarda con freddezza Lorenzo1 < La vuoi smettere di soffocarti con le tue stronzate? Non c’è nessuna meta, nessun pidocchiosissimo viaggio, non devi portare niente da nessuna parte idiota e lo sai benissimo>

Lorenzo1 lo guarda esterrefatto, ora le lacrime immobili sono le sue...

Paolo continua a non capire ma quasi si commuove, piangono nello stesso modo facendo sussultare in modo impercettibile il labbro superiore.

Lorenzo2 ride, ride di gusto<è proprio vera quella stronzata che l’inferno sono gli altri> …..




Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: