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lavoro pubblicato venerdì 1 giugno 2012
ultima lettura giovedì 2 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il castello di Barga

di Inhertitance95. Letto 575 volte. Dallo scaffale Storia

Siamo nell'anno 997, in Garfagnana, aspra e difficile terra della provincia di Lucca, il capitano Torquato Della Penna, generale delle truppe del castello di Liverni (oggi Verni) si reca a Barga per chiedere aiuto in vista di un attacco imminente...

Le dita rosee del tramonto si protraevano lentamente sul Colle Remeggio, e nell’aria profumata della sera estiva soffiava una brezza leggera che si disperdeva fra i tetti dei ricchi palazzi della città; Torquato non era mai stato a Barga, la ricca cittadina, il gioiello della Carfaniana*; pensò che quegli appellativi ne fornissero una degna descrizione, grandi vie che si diramavano per miglia in cui vi era ogni ben di Dio che si potesse immaginare, qualunque sorta di bancarella, ricchi mercanti di stoffe preziose, abiti, gioielli, cibi e frutta esotica, pesce e altre delizie il cui profumo stuzzicava il suo appetito e quello della truppa.
Le palazzine che sorgevano ai lati delle vie anche se appartenenti a gente del popolo, erano così belle ed eleganti da sembrare nobiliari, colori sgargianti che risaltavano sotto la luce del crepuscolo, i vicoli erano occupati da artisti di strada che dilettavano il pubblico con giochi di prestigio e abilità; mangiafuoco, incantatori, giocolieri e funamboli esercitavano liberamente il loro talento suscitando grida di stupore e ammirazione seguiti da applausi collettivi.
Torquato rimase stupito nel vedere le piante che crescevano indisturbate, e che ben tenute spuntavano da ogni parte, fiori di tutti i tipi e ghirlande floreali decoravano le abitazioni e i più importanti edifici, platani plurisecolari, e ancora tigli e cipressi che emanavano nell’aria il profumo della resina fresca erano piantati ai lati dei marciapiedi ed altri invece spiccavano all’interno di sfarzose aiuole; di tanto in tanto si potevano scorgere varie lettighe con argentee decorazioni floreali e animali trasportate da servi vestiti anch’essi elegantemente con abiti di seta variopinti e dai ricami dorati, che si muovevano tra la moltitudine di persone, costituita non solo dagli abitanti, ma anche dai mercanti, dagli artisti, dai pellegrini e persino da alcuni viaggiatori giunti da ogni angolo della valle e dai monti, altri anche dal lontano mare per visitare quella stupenda città; i soldati livernini si sentivano come pesci fuor d’acqua, meravigliati di fronte a tanto splendore e benessere.
Sulla parte più alta della città si affacciava solenne il Duomo, immenso, dalla severa facciata, le bianche pietre squadrate di travertino da cui era composto rilucevano nella fioca luce dell’imbrunire e i rintocchi delle campane producevano un suono dolce che infondeva serenità.
Torquato, dopo aver ammirato a lungo le bellezza della cittadina, scorse con una rapida occhiata il palazzo signorile; era un casale imponente con varie effigi che gli decoravano la facciata, quella più grande era situata in cima all’arcata soprastante al portone d’ingresso, lo stemma era scolpito nel marmo e raffigurava un albero seguito in basso da due spade incrociate; il capitano prese con se due uomini ed entrò senza indugi.


Commenti

pubblicato il 01/06/2012 18.13.14
MAXSTEEL45, ha scritto: mi piace...
pubblicato il 03/06/2012 23.20.23
chiara, ha scritto: Veramente ben scritto!

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