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lavoro pubblicato sabato 26 maggio 2012
ultima lettura domenica 10 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Rewind

di chiara. Letto 776 volte. Dallo scaffale Fantasia

Rewind "Adoro quest'ora della sera, tutto è tranquillo: la piazza è deserta, il silenzio canta nelle mie orecchie, le stelle stann...

Rewind

"Adoro quest'ora della sera, tutto è tranquillo: la piazza è deserta, il silenzio canta nelle mie orecchie, le stelle stanno per apparire nel cielo ancora tinteggiato di viola; mentre la luna, con il suo sorriso a metà, le aspetta con pazienza.

Lo zampillare incessante dell'acqua, che scorre dalla fontana e va ad alimentare la vasca, mi fa rilassare il respiro.

Mi siedo sul bordo stondato, il marmo chiaro è ancora tiepido dalla calura estiva, ma allo stesso tempo accogliente e liscio. Sono già molti giorni che l'aria è ferma, mi domando se a breve ci sarà un terremoto estivo...

Solo in questo luogo sono in pace, qui mi sembra di riunirmi al Tutto. Ultimamente però mi sento assente a me stesso, è una sensazione insolita che non riesco ad afferrare. Comprendo che, nel profondo del mio essere, ho già vissuto un momento simile. Come so con certezza matematica cosa sta per accadere: entro un attimo passerà uno stormo di uccelli diretti al nido, intenti a disegnare, contro l'orizzonte, forme dinamiche e formidabili. Subito dopo, le luci della fontana si accenderanno ed ad un passante cadranno di mano le chiavi."

Infatti ecco arrivare gli uccelli acrobatici contro le prime stelle, le onde luminose increspare l'acqua e il suono del metallo sbattere contro il suolo.

"Forse ho avuto un deja-vue, dato che ero assolutamente certo del futuro. Mi sento sempre più diverso." L'uomo alzò gli occhi al cielo in cerca di una risposta e si accorse che il sole stava tramontando di nuovo, non c'era ancora traccia delle stelle e la luna era così pallida che quasi non si scorgeva.

"Ma cosa sta succedendo mai?! Il cielo è azzurro e luminoso, mentre nella piazza regnano le tenebre. E' strano e ciò mi spaventa: sento il mio cuore galoppare come un cavallo impazzito lungo la prateria desolata; avverto le pulsazioni martellarmi nelle orecchie, la testa mi duole. Ho il fiato corto. Sto per avere un infarto?"

"Stai sereno Raffaello, va tutto bene!"

"Chi è? Chi ha parlato? Non riesco a vederti, non vedo più niente, aiutami!"

"E' esattamente questo il mio compito, sono qui per sostenerti, non ti lascerò fino a che tu non lo vorrai. Ora rilassa il tuo spirito e vieni a me."

A quelle parole, gli occhini Raffaello volarono verso la voce calda e rassicurante.

"Ho già udito la tua voce, mi è familiare anche se la ricordo vagamente. Chi sei?" Chiese sospettoso.

"Io sono colui che..." Iniziò la voce.

Di colpo Raffaello si ricordò dell'ultima volta in cui l'aveva udita e lo sgomento lo assalì.

"Oh no, non può essere, non a me, non ora, non è il momento!" Sussurrò Raffaello stravolto dal terrore.

"Vedo che hai capito!" Ribatté dolcemente la Guida.

"Sono...morto? Dimmi che non è vero!" Gemé Raffaello.

La voce si fece ancora più soave: "E' solo il tuo corpo ad esserlo, il tuo spirito invece è nella fase del trapasso, ma la tua anima freme di Vita!"

"No, non voglio! Ho una splendida famiglia, tanti amici, un lavoro appagante, perché hai voluto proprio me?" Il disorientamento mise in palese agitazione Raffaello.

"Io sono solo colui che aiuterà il tuo spirito a superare lo shock. Il resto lo hai deciso tu, tempo fa. Hai scelto sia il luogo, il momento e la modalità. Tutte le Creature sono dotate del libero arbitrio ed ognuno è responsabile delle proprie scelte."

Il panico scemò in sgomento e dopo in tristezza. Passarono alcuni istanti e mentre l'uomo cercava di riordinare le idee, venne assalito dalla curiosità: "Quand'è successo?"

"Il tempo è solo una convenzione umana perciò, per il tuo spirito, non ha alcuna importanza; hai impiegato il tempo necessario per te. Rendersi conto della mutata condizione non è immediato: ci vuole un po' per adattarsi al nuovo status, perché l'amore dei congiunti fa da zavorra. Ad un certo punto però il tuo spirito si è destato ed ha deciso che era il momento di andare Oltre. Ti è concesso di incontrare i tuoi cari un'ultima volta, prima di proseguire."

"Posso rimanere per sempre con loro?"

"Attento a ciò che chiedi, perché così ti sarà dato." Dopo alcuni attimi la Guida proseguì: "Impara a formulare precisamente le frasi, perché le parole hanno un valore ed inoltre il pensiero è creativo."

"Come sono morto?"

"Nel modo giusto per te! Ti faccio un esempio così potrai capire meglio: se una persona si incarna per esperire la forza di azione-reazione, potrebbe scegliere di fare lo scienziato e sperimentare in un laboratorio, al sicuro, le sue verifiche. Ma se l'anima di questi ha necessità di capire bene la lezione, o se ha già vissuto innumerevoli volte una simile esperienza senza averne tratto alcun giovamento, allora può anche decidere di schiantarsi a forte velocità, con l'auto, contro un muro."

"Questi giri di parole mi stanno solo confondendo! Ti prego di aiutarmi a ricordare; mi passano davanti immagini di volti, luoghi, figure indistinte, ma non riesco ad afferrarle."

"Allo spirito non è dato di ricordare con precisione, solo l'anima può farlo e tu sei ancora troppo aggrappato alla tua vita presente per avere un'immagine chiara delle tue molte vite. Pensaci: se ognuno di noi ricordasse tutte le vite, ti immagini che confusione avrebbe in testa? Chissà con quanti nomi è stato battezzato, o quanti genitori ha avuto, o figli. Cerca di staccarti dalla sensazione mentale di essere umano, solo così potrai ricordare ciò che ti serve per evolverti."

"Non ci riesco, sono troppo disorientato e spaventato."

"Cercherò di aiutarti, facendoti un regalo. Desideri vedere il tuo passato, o vuoi che ti mostri il futuro?"

Dopo una certa esitazione, Raffaello rispose: "Il passato."

"Allora concentrati sull'esatto momento che vuoi vedere e rilassati."

La Guida, con un ampio gesto del braccio destro, aprì la Tenda del Tempo e subito l'uomo si riconobbe in ospedale, disteso su di un freddo letto, con una mascherina d'ossigeno sul volto che l'aiutava a respirare.

Era pallido ed emaciato, consumato da una lunga malattia. Sua moglie, distrutta dal dolore, gli era accanto.

"Ma dove sono i miei figli?" A quella domanda il suo spirito venne trasportato immediatamente nella stanza del maggiore, dove questi stava studiando.

"E' sempre stato un ottimo studente, benché sia ancora un adolescente, ha già la maturità necessaria per capire che l'istruzione ha un enorme valore. Guardalo, sta creando un progetto! Ed a giudicare dalla quantità di disegni, sembra ben ideato anche nei particolari!" Sussurrò Raffaello rivolto alla Guida.

Vedendo il figlio sereno, il pensiero andò alla piccolina. "Che starà combinando?"

Come era accaduto poc'anzi, il suo spirito volò al fianco della bambina che stava giocando con la gatta.

Raffaello sorrise per la tenerezza: la povera bestiola se ne stava rassegnata sulle ginocchia della padroncina, vestita di pizzi e merletti. Le era stato messo persino un cappellino che le schiaccia inesorabilmente le orecchie!

"Ogni volta mi meraviglio di quanta pazienza abbia la micia con mia figlia!" Esclamò Raffaello alla Giuda. Ma in quell'istante si trovò di fronte una strana figura luminescente, che lo guardava intensamente.

"Chi sei?" Le domandò l'uomo.

"Sono l'Essenza della gatta, mi hai chiamata e sono accorsa. Sapevo che prima o poi saresti venuto a salutare la tua bambina. Ho vegliato su di lei per tutto il tempo e lo farò ancora per molto, in futuro."

"Non pensavo che anche gli animali avessero un'anima."

"Normalmente gli anima-li sono dotati di un'anima collettiva, detta coscienza collettiva appunto e sono tutti quelli che vivono in branco, come i lupi o le api o gli uccelli. Solo alcune specie si stanno avvicinando alla condizione umana, quelle poche però sono dotate di una coscienza individuale. Si tratta degli animali che vivono a stretto contatto con l'uomo, come i cani o i gatti. L'unica eccezione, nel mondo animale, la fanno i delfini: essi fungono da vettore per gli Illuminati che hanno deciso di tornare sulla Terra per portare la Luce. Beh, io però sono speciale."

"In che senso sei speciale?"

"Sono un angelo che ha scelto di sostenere i bambini in forma più diretta, ed eccomi qui, trasformata in una gatta-bambola per la gioia di tua figlia! Ciò fa anche la mia felicità, perché se la piccola è serena significa che sto assolvendo bene al mio compito. La bambina ha un dono, perciò io sono qui."

"Quale dono?"

"Non posso rivelarti le scelte dell'anima della bambina, ma se andrai da lei, capirai."

Lo spirito di Raffaello si accostò delicatamente alla figlia per deporle un lieve bacio sulla fronte, mentre con le mani le carezzava il volto. La piccola si immobilizzò, come in ascolto di una flebile voce; chiuse gli occhi e respirò profondamente sorridendo. Poi portò entrambe le mani al viso, come faceva quando Raffaello glielo massaggiava e scoccò un forte bacio nell'aria, pronunciando la parola papà con dolcezza infinita.

"Mi ha sentito, com'è possibile? Il suo dono non sarà mica quello di avvertire la presenza degli spiriti!?" Chiese Raffaello sconcertato.

"Non solo, vedi che sta guardando nella tua direzione? Prova a spostarti." E come suggerito l'uomo ubbidì. Subito si accorse che la figlia lo seguiva con lo sguardo.

"Mi vede?" Chiese meravigliato l'uomo.

"Non vede proprio la tua figura di essere umano, ma una forma colorata ed indistinta. Ora tu non sei più una persona, ricordatelo!"

Raffaello, imbarazzato per essere stato tanto sciocco da credersi ancora in vita, si grattò il capo sorridendo di sbieco.

"Questo dono non le causerà dei problemi, vero?" Lo spirito della gatta gli sorrise dicendo: "E' per questo che sono stata inviata da lei! Io tengo lontano gli spiriti, chiamiamoli, maleducati, così che la piccola non corra pericoli fino a quando non sarà in grado di difendersi da sola. Non a caso ho sette vite! La tua Guida ti avrà sicuramente spiegato che niente avviene per caso, per tutto c'è una ragione ben precisa. Ti consiglio di proseguire sereno il tuo Cammino, qui è tutto in ordine."

"Ma i miei figli non soffrono per il mio decesso? Non ero importante per loro?" Chiese Raffaello con un nodo in gola.

"Tu ora stai viaggiando negli annali del Tempo; stai cavalcando le onde della memoria dell'Universo, ricordati che sei nel passato. Stai osservando la tua famiglia che soffre per la tua malattia, ma spera ancora in un miracolo perché, per loro, il tempo del tuo trapasso, non è ancora giunto. Loro ti amano molto."

Anche lui li amava con tutto il cuore e separarsi da loro gli era insopportabile.

"Voglio vivere di nuovo, come posso fare?"

La domanda lo fece rimbalzare letteralmente fino alla sua Guida Spirituale, che lo aspettava con un sorriso benevolo.

"Attento a come formuli le richieste, perché così ti sarà dato, ricorda!"

"Vorrei tornare dalla mia attuale famiglia e riprendere la mia vita là dove l'ho interrotta."

"Ora stai soffrendo per ciò che hai lasciato, è naturale. Ma sei proprio sicuro di voler tornare indietro? Se è così, sarai accontentato. Ti esorto a rifletterci bene, prima di decidere."

"Rimandami indietro, desidero tornare da loro, mi mancano tantissimo!"

La Guida fece un lieve assenso con il capo e subito Raffaello avvertì un dolore inconcepibile mentre in lontananza udiva la voce pacata dire: "Pensa intensamente al tuo corpo ed esso tornerà alla Vita."

La voce svanì nel momento in cui, nella mente di Raffaello, si formò l'immagine del suo corpo in ospedale, come aveva visto poc'anzi.

Si ritrovò in una stanza asettica, con le luci che lo abbagliavano e tanti ospedalieri che gli si agitavano intorno. La sofferenza era atroce, respirare gli era insopportabile: l'aria gli bruciava i polmoni che non volevano espandersi. Voleva gridare, ma aveva un tubo in gola che glielo impediva. "Cosa ho fatto? Perché sono tornato indietro? Non riesco a resistere a tutto questo dolore, è troppo per me!" Cercava inutilmente di dire.

A distanza sentiva grida flebili affermare che stavano per perderlo, solo un miracolo avrebbe potuto salvarlo.

Dovevano sbrigarsi, fare in fretta, rianimare, uno due, uno due, libera...

"Sono circondato dal dolore, solo Dolore! Ma chi è quella giovane donna, pallida come un lenzuolo che mi guarda fisso? Mi ricorda vagamente qualcuno...è la ragazza più bella che abbia mai visto! E cos'è quel fascio di luce argentata che esce dal suo ombellico e dalle sue mani? Ma punta dritto verso di me! Mi sta inviando Luce per sostenermi, vuole aiutarmi. Mi aggrapperò al suo sguardo, che è dolce e forte al contempo. Solo la sua Forza potrà aiutarmi a rimanere in vita, ma sono così stanco da non riuscire a tenere gli occhi aperti. So che se dovesse andarsene, o semplicemente abbassare lo sguardo, morirei di nuovo. Senza di lei non posso vivere! E' la mia unica speranza di salvezza e credo che lei lo sappia. Sembra sofferente, forse le sto togliendo energia, ma se starò di nuovo bene, cercherò di restituirgliela."

Con il passare dei minuti, Raffaello si stabilizzò; era molto debole ma vivo: miracolo!

Udiva voci più chiare asserire: "Com'è possibile?" Mentre lui pensava: "Non sarò certo il primo ad essere stato per un po' in bilico tra la vita e la morte e poi avercela fatta, quanto sono stupidi questi medici!" Ma si rese conto che la voce proveniva dalla giovane donna che continuava inesorabile: "Come è accaduto? Dove l'avete trovato? Non può essere vero, vi dico che è impossibile. Deve esserci un errore anche se sembra proprio lui..."

"Signorina, non sappiamo più di quanto le abbiamo già detto: quest'uomo sembra essersi materializzato dal niente! Un attimo prima il letto era vuoto ed un secondo dopo i macchinari sono come impazziti; siamo accorsi e lo abbiamo trovato qui disteso. Non sapendo come procedere al riconoscimento, sono state eseguite le analisi del DNA, perciò siamo assolutamente certi di aver convocato le persone giuste: voi! Ora il paziente è stabile e se proseguirà potrebbe anche tornare a fare una vita normale."

"Stanno ovviamente parlando di me." Pensò ancora Raffaello mentre gli estraevano il tubo dalla trachea.

"Non può tornare alla sua vita normale, voi medici non capite! Leggete la data in calce a questo certificato, tenete!"

Raffaello ritenne che la ragazza, tanto sollecita prima nel sostenerlo, ora stesse decisamente esagerando. "Che sarà mai? Sarò stato qualche ora in coma, al massimo qualche giorno; tutti sanno che ci si può risvegliare, perché questa giovane donna si mostra tanto incredula? Pensare che è stato grazie a lei che sono riuscito a superare la crisi. Il suo Amore mi ha sostenuto nel difficile cammino del ritorno ed ora sembra che non accetti la mia presenza. Che strana persona! E poi chissà chi è! Dov'è mia moglie? Perché non è qui accanto a me come ho visto poco fa?"

Domandò flebilmente al gruppetto di camici bianchi che parlottava animosamente in fondo al suo letto. La trentenne, che non gli aveva staccato gli occhi di dosso un attimo, gli accorse vicino, per ascoltare cosa avesse da dire.

Intanto un silenzio tombale era calato sui dottori, che si passavano il documento di mano in mano come se scottasse.

La ragazza si abbassò prontamente sul volto di Raffello ed un profumo amorevole invase le narici dell'uomo. "Io amo questa strana persona." Considerò Raffello con sorpresa.

Lui però non riusciva ancora a parlare liberamente a causa del dolore alla faringe, ma schiarendosi più volte la gola, provò: "Chi sei? Dov'è mia moglie?" La ragazza gli carezzò dolcemente il capo mentre gli sorrideva, evitando in tal modo di rispondergli.

Si girò invece a guardare i medici in cerca di sostegno. Uno di questi si avvicinò e con aria stranita farfugliò: "Lei deve avere degli agganci in Paradiso, amico! Sa come si chiama?"

"Raffaello." Rispose con voce roca.

"Sa dove si trova?"

"In ospedale."

"Sa che giorno è oggi?"

"Il 30 agosto 1984."

Il medico sembrò riflettere prima di rispondere: "Non si preoccupi Signor Raffaello, ci prenderemo cura di lei, finché non starà bene. Faccio entrare la Signora Ridoni, ma non si affatichi troppo."

"Finalmente rivedrò la mia adorata mogliettina!" Rifletté in silenzio Raffaello.

Come nella nebbia, vide entrare nella stanza una signora di mezz'età, sostenuta da un quarant'enne alto e distinto. Entrambi avevano il viso marmoreo; la donna era a dir poco sconvolta e sembrava sul punto di svenire.

"Quello non può essere mio marito!" Cantilenava, come un disco rotto, la sessant'enne mentre torceva un fazzoletto.

"Dottore, quella donna anziana non è mia moglie!" Si affrettò a protestare Raffaello. Non si era accorto che la ragazza gli stava tenendo ancora la mano fino a che, per quelle parole, la presa si fece più energica.

"Desidero rivedere la mia famiglia, ma qualcuno ha commesso un errore! Vi darò l'indirizzo, così potrete andare a cercarli!" Affermò Raffaello con decisione.

La ragazza gli sorrise benevola, intanto che gli si accostava all'orecchio per suggerire di guardare bene i loro volti.

Nell'esatto momento in cui Raffaello si girò verso i presenti, ebbe chiara la situazione, tanto che i macchinari a cui era collegato, iniziarono ed emettere dei suoni allarmanti. Il cuore dell'uomo stava accelerando pericolosamente, tanto da indurre un medico ad auscultargli il petto con urgenza.

Lo sguardo di Raffaello prese ad indugiare sul volto della sessant'enne.

Con incredulità, chiese: "Adele?" La donna, piangendo, annuì.

Scrutò quindi il viso del quarant'enne e vi individuò i propri tratti somatici: come aveva fatto a non riconoscerlo prima? Era suo figlio Dario! La ragazza quindi doveva essere la sua piccola Miranda, anche se non riusciva a capire come uno scricciolo magro e tutt'ossi, potesse essere diventato quello splendore di donna.

"Ma in che anno siamo?" Domandò sconcertato Raffaello.

"Nel 2009, papà." Rispose dolcemente Miranda. "Cerca di stare calmo, non agitarti. Tieni il tuo sguardo incollato al mio ed andrà tutto bene. Ti sosterrò come non ho fatto in passato; se allora avessi potuto starti vicino, forse non te ne saresti andato. Probabilmente ti avrei salvato, ma tu non volevi che venissi in ospedale per curati energeticamente ed io ero solo una bambina. Oggi sono una donna e per di più anche un po' speciale. Mamma dice che sono strana!"

"La mia piccola Manda..." Il suono del nome abbreviato di sua figlia gli fece salire un nodo in gola, ma continuò: "Prima di tornare qui, ho incontrato un angelo che mi ha parlato dei tuoi doni. Per la verità, saperlo mi ha un po' preoccupato, ma vedo che è tutto a posto. Sei diventata una donna forte e la tua è una Forza speciale, che si chiama Amore. E' stato il tuo sguardo e la Luce che tutt'ora mi invii, a farmi rimanere aggrappato alla Vita. Venticinque anni fa non avresti potuto salvarmi.

Poco fa mi sono aggrappato a te, alla tua Forza, al tuo Amore incondizionato. Nel mio peregrinare però ho scoperto che nessuno può salvarci dalle nostre scelte. Non mi sono reso conto di aver vagato per l'etere tanto a lungo: sono passati davvero venticinque anni dalla mia morte?"

I tre asserirono all'unisono. "Tu però dimostri ancora trentacinque anni, papà! E sei bello come il sole, così come mi ricordavo. Mi sei mancato molto! Tuttavia più il tempo passava e più il tuo ricordo svaniva. Ho lottato per imprigionare nella mia memoria tanti momenti ma, alla fine, mi sono rimaste solo immagini sfuocate di scene familiari, niente altro. Il suono della tua voce è ciò che ho dimenticato per primo, poi il tuo profumo..." Miranda aveva gli occhi rigonfi di lacrime mentre parlava con il cuore in mano.

Raffaello si guardò con sgomento nello specchio vicino al letto e si vide come era quando era ancora in salute: giovane, vigoroso e bello.

Passandosi una mano sul viso con incredulità, dichiarò: "Poco fa sono venuto a salutarvi."

"Lo so, io ti ho sentito. O meglio ho sentito la tua fragranza ed il tocco delicato delle tue carezze sul mio viso. Però sei venuto tanti anni fa! E da quel momento ho capito che mi avresti lasciata definitivamente."

A quelle parole, Raffaello credette che il suo cuore si sarebbe frantumato sotto il peso schiacciante del dolore della figlia. La sua bambina aveva sofferto molto a causa sua e lui non sapeva come rimediare. Anche Adele ed il suo amato Dario avevano affrontato una grande sofferenza e Raffaello era tremendamente dispiaciuto di esserne stato la causa. "Potrete mai perdonarmi?" Raffaello piangeva copiosamente. I tre gli si fecero più vicino fino a che non fu il figlio ad interrompere il silenzio: "Raccontaci cosa è successo papà. Come fai a trovarti qui?" "Quando mi sono reso conto di essere trapassato, non ho resistito ed ho chiesto alla mia Guida di poter tornare indietro da voi. Egli mi ha detto di formulare bene la richiesta, ma evidentemente ho sbagliato perché non credevo di essere deceduto da ben venticinque anni!" Sorrisero imbarazzati, poi Raffaello riprese: "Per voi deve essere stato un duro colpo sapermi di nuovo in vita!""Per un pelo non siamo morti noi stavolta, ma di infarto!" Rispose Adele spalancando le braccia per accogliere il suo giovane marito risorto. I tre risero mentre un pianto liberatorio li faceva fondere in un unico tenero abbraccio.

Erano di nuovo tutti insieme ed erano, un'altra volta, una famiglia unita.L'Amore guarisce tutte le ferite e colma i vuoti lasciati dal tempo, loro ne erano testimoni.

Fine



Commenti

pubblicato il 27/05/2012 12.07.23
blunight, ha scritto: E' bello e trascinante... rievoca inoltre un mio passato non troppo lontano e vivo... complimenti!!!
pubblicato il 28/05/2012 21.47.27
MAXSTEEL45, ha scritto: Grazie del complimento, ma ne approfitto per ricambiare...Vista l'arte e la sensibilità che ti contraddistinguono. Ciao, allora, Chiara.
pubblicato il 29/05/2012 12.43.02
mariapace2010, ha scritto: Ciao, Chiara... complimenti anche a te. Soprattutto per il romanzo "La leggenda di Casteldurante", di cui ho letto il prologo e il primo capitolo... Lo trovo coinvolgente ed adatto ad una trasposizione cinematografica... ciao, ciao... a risentirci.
pubblicato il 29/05/2012 12.43.03
mariapace2010, ha scritto: Ciao, Chiara... complimenti anche a te. Soprattutto per il romanzo "La leggenda di Casteldurante", di cui ho letto il prologo e il primo capitolo... Lo trovo coinvolgente ed adatto ad una trasposizione cinematografica... ciao, ciao... a risentirci.
pubblicato il 30/05/2012 20.36.27
sharpiolina, ha scritto: Grazie di essere passata da me...complimenti per i tuoi racconti...ti trascinano a leggerli
pubblicato il 23/08/2012 11.53.25
tonymalerba, ha scritto: Mi piace quel che dici sui delfini, forse c'è del vero.

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