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lavoro pubblicato domenica 20 maggio 2012
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

ALLA RICERCA DI UN LAVORO

di StefanoRagazzo. Letto 524 volte. Dallo scaffale Storia

Tratto dal mio libro: "Scusa, ma devo andare a bere". Per info www.facebook.com/ilpoetastefanoragazzo

Uno sfogo come tanti altri.

Come qualsiasi persona, ad un certo punto della vita, vieni costretto a cercarti un lavoro. Non importa quale, visto come stanno andando le cose. Puoi anche morire, facendo quel lavoro, ma a nessuno importa. Basta che produci, compri e non dai fastidio. Così si può riassumere la tua vita. E la mia. Tutti lo sanno, ma non puoi cambiare modo d’esistere.

Come tutti, mi son fatto un curriculum. Esperienze: nessuna ovviamente, dato che sto cercando il mio primo lavoro.

Diploma: si, in una scuola normale, come tante altre.

Inseriti i soliti dati anagrafici, vai a farti la foto. Per presentarti al possibile datore di lavoro, ti dai una sistemata. Ti fai la barba, metti un vestito decente; a volte si va anche dal barbiere. Ed eccoti a farti la foto in quelle macchinette in giro per la città. Risoluzione pessima; ma non è un problema. Il vero problema sono i 4 euro spesi per una foto.

“Ma si, cosa vuoi che siano 4 euro, se servono per trovare un lavoro!”, pensi fiducioso. E presto la fiducia/speranza morirà.

Eccomi, col mio bel curriculum pronto, che m’incammino verso il centro.

Non m’impegno le giornate, sono totalmente dedicato alla ricerca di un lavoro. Che bello, sono diventato maturo!

La cucina è una delle mie passioni, feci anche un corso con tanto di attestato. “Nei ristoranti cercano sempre qualcuno”, senti in giro e leggi nel web. Peccato che la frase non sia completa. Nei ristoranti cercano sempre qualcuno da sfruttare, questa è la frase completa. Con la scusa abbiamo altri ragazzi in prova, ti tengono una settimana, per farti fare le mansioni più umili (e tu pensi, è la gavetta, è giusto così), e poi non ti richiamano più.

Ci risparmiano, ovviamente.

Però, ora, puoi mettere nel curriculum la tua esperienza. Ora almeno ne hai una da sfoggiare. Ma non servirà. Tutti lo sanno, ma te ne fanno fare il più possibile, e tu ci credi. E anch’io ci credo anzi, ci credevo.

I mesi passano, hai messo annunci in giro e hai risposto ad altri. Nessuno risponde, neanche per mandarti affanculo.

Io non ho i cosiddetti “agganci”, sono una persona normale.

Però a questo punto ti piglia lo sconforto, esci di casa e cammini per ore, cercando qualche cartello con su scritto: “CERCHIAMO PERSONALE”.

Una sera, mi capitò di vederne uno. Era in una libreria. Recitava così:

CERCHIAMO PERSONALE

PER PERIODO LIMITATO

“Bello, pure in una libreria! Fa proprio per me”, pensai.

Preparai un altro curriculum, con altre foto. In totale avrò speso una ventina di euro, solo per le fototessere. Non saranno MAI rimborsati, lo so.

Mi avviai verso la libreria, fiducioso.

Arrivato, entrai.

“Salve, sono qui per l’annuncio”, dissi.

Il commesso (probabile proprietario, data l’età), mi guardò schifato.

Era un uomo grigio, trasandato. Anche i suoi libri lo erano. La libreria era un compra/vendita di libri scolastici usati. Ma erano tutti impolverati.

“Ma non sei una ragazza!”, disse l’omino trasandato dietro il bancone.

“E che c’entra?”, dissi io.

“Assumo solo ragazze, e poi sei in ritardo”, rispose scocciato.

“Allora togli il cartello in vetrina!”, dissi.

“Lo tolgo quando voglio. E poi anche se assumessi maschi, non ti prenderei, con quella barba lì…”.

Uscii senza dire niente. “Che cazzo c’entra la barba coi libri?”, pensai.

Ero spiazzato, ed ero esaurito. Batteria scarica. Totalmente.

Fu solo un episodio dei tanti, neanche il più strano o assurdo. Ci sarebbe da raccontare anche il fatto che per fare il commesso, in qualsiasi posto, ti chiedono se hai la macchina. Come la compro senza soldi? Non tutti siamo figli di papà. E poi a che serve?

Ci sarebbe anche la storia che ti richiedono anni di esperienza, ma anche che tu sia neo-diplomato. Geniale.

E quindi, dopo un centinaio di giornate così, rinunci per un po’ e stai a casa. Magari accendi quella cazzo di tv e senti che il lavoro c’è, ma non piace. Che il nostro paese è il migliore d’Europa e altre stronzate simili.

Quindi scusate, ma devo andare a bere.



Commenti

pubblicato il 20/05/2012 23.25.58
MAXSTEEL45, ha scritto: Ma perché bisogna cercare un lavoro? Non fare nulla...Fai come Dino Campana vedi agli incroci i tuoi scritti...Se vieni da noi a Camposanto (PD) c'è posto per un affossatore. Si richiedono motivazione e abnegazione. Per l'aspetto non c'è bisogno, tanto le salme non ci prestano attenzione...

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