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lavoro pubblicato giovedì 17 maggio 2012
ultima lettura venerdì 20 settembre 2019

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Star Ship "Nautilus" - La Rissa.

di Lamicoditutti. Letto 887 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Nella plancia del “Nautilus” l'addetto alle comunicazioni si fece notare dal cap. Bull che chiese: “Chi mi cerca?” “La segretaria del governatore”. “Abbiamo già dato io e il sig. Crafford. Abbiamo cenato con lui ieri sera, le nostre razioni liofilizzate s

Nella plancia del “Nautilus” l'addetto alle comunicazioni si fece notare dal cap. Bull che chiese: “Chi mi cerca?” “La segretaria del governatore”. “Abbiamo già dato io e il sig. Crafford. Abbiamo cenato con lui ieri sera, le nostre razioni liofilizzate sembravano leccornie al confronto con quello che abbiamo mangiato lì. Comunque, sentiamo che vuole”. L’immagine della segretaria comparve sul grande schermo, individuò il comandante e rivolgendosi a lui disse: “Mi dispiace disturbarla, ma poco fa c’è stata una rissa che vede coinvolto uno dei vostri uomini, Gregory Flin”. Bull con un’occhiata verso il primo ufficiale gli fece capire che non aveva presente chi fosse l’uomo in questione. Tom disse: “Il pilota signore, si tratta del pilota”. A quel punto l’interesse del cap. raggiunse la massima intensità. “Beh! Non posso di certo lasciarvi qui uno dei miei piloti fino alla conclusione del processo. Cosa si può fare?” “Io non lo so,” disse la segretaria “dovevo solo avvisarla”. “Voglio parlare con il governatore, quando può ricevermi?” “Anche subito, si aspettava la sua richiesta”. Rivolto a Crofford. “Io vado dal governatore, mi mandi là anche la dottoressa”.

Il governatore non disse molto, le indagini erano cominciate da poco. Erano coinvolte cinque persone, il morto e altri quattro, tra cui uno dei piloti del “Nautilus”. Uscendo dall’ufficio del governatore, incontro la dottoressa Rav. “Non mi chieda niente, ci faremmo raccontare tutto da Flin, abbiamo il permesso di parlare con lui”. Entrarono nella cella, il giovane era alquanto imbarazzato, però i due fecero di tutto per tranquillizzarlo. Il comandante: “Raccontaci tutto per filo e per segno”. “Stavamo giocando a Random”, la dottoressa: “A che?” Bull: “E un gioco di carte, se e interessata lo imparerà più avanti, continua Flin”. “Ad un tratto quello alla mia sinistra si alza in piedi ribaltando il tavolo e dicendo contro quello che aveva davanti, sei un baro, ridammi i miei soldi. Mentre i due cominciavano ad azzuffarsi, quello alla mia destra inizia a raccogliere le fiche cadute a terra, il quarto giocatore gli si lancia addosso gridando, non toccare, lì ci sono anche le mie, e giù a picchiarsi pure quelli. Io sono intervenuto, cercando di separare quelli che mi erano più vicini, cioè quelli che litigavano per le fiche, ma mi sono beccato un pugno in pieno volto che mi ha fatto rimanere intontito per un paio di minuti. Quando mi sono rialzato, c'era il tizio che aveva iniziato a raccogliere le fiche a terra e quello che stava lottando con lui fermo in piedi. Mi sono avvicinato e ho visto che aveva un coltello piantato sul ventre. Non respirava e il cuore non batteva, quindi ho cercato di fargli un massaggio cardiaco. Il coltello non l'ho toccato però”. “Bene,” disse il comandante, “allora non ci dovrebbero essere problemi. Le tue impronte non le troveranno nel manico dell'arma, tu hai colpito qualcuno?”. “No, guardi le mie mani sono perfette, ho solo cercato di fermarli, mi sono interposto e non so da chi, sono stato colpito “. Stavano uscendo quando la dottoressa, rimasta in silenzio fino a quel momento chiese: “Possiamo andare all'obitorio”? “Che gusti strani che ha dottoressa, ci sono posti più divertenti”. “Non faccia lo spiritoso, andiamo a vedere il cadavere”. Seppur controvoglia, il capitano esaudì il desiderio della dottoressa. Entrati nell'obitorio, un medico li fece entrare, e parlando del più e del meno disse una cosa che allarmò entrambi: ”Ho saputo che sul manico dell'arma non hanno trovato impronte”. Guardando Bull la Rav disse: “Questo non aiuta Flin”. “Dobbiamo farlo noi allora, mi serve a bordo quel pilota”, rispose il comandante. “Posso dare un'occhiata al cadavere?” “Ma certo collega” rispose il medico. La piccola dottoressa si avvicino al corpo steso nudo sul letto d'acciaio, pronto per essere aperto ed esaminato. Guardò attentamente le mani e la ferita e disse rivolta al medico presente: “Mi sbaglio o la ferita indica che il colpo e stato inferto da sinistra verso destra?” “Si” rispose l'altro. “Quindi sembrerebbe che il colpo al fegato che ha ucciso l'uomo, sia stato sferrato da un mancino”. “E la cosa più logica”. Rivolta al capitano: “Andiamo a parlare con l'ispettore”. I due andarono di tutta fretta a parlare con l'ispettore che stava indagando sull'omicidio. “Mi dispiace” disse,” ma non abbiamo fatto progressi, ci sono solo le deposizioni dei sospettati”. Il comandante: “E che dicono questi signori?” “Le deposizioni sembrerebbero escludere quelli che hanno iniziato la zuffa, perché si stavano battendo tra di loro. In via cautelativa li abbiamo trattenuti. I veri indiziati, sono il suo pilota e il tizio che si stava azzuffando con la vittima”. “Ma il mio pilota dice di essere stato messo giù da uno di quei due e che quando si e rialzato, c’era solo lui la davanti”. “Lui dice cosi, i due che hanno iniziato, dicono che si stavano azzuffando e non hanno visto niente e il terzo uomo incolpa il vostro pilota”. La dottoressa: “Vorrei sapere se qualcuno dei quattro sospettati e mancino”. L'ispettore prese e controllo il computer che aveva sulla scrivania, digito qualcosa e subito comparve l'informazione, “Si, uno”. “Secondo noi quello e il colpevole”. “Quali prove avete?” “Nessuna, ma il colpo che ha ucciso, e stato sferrato con molte probabilità da un mancino. Possiamo vedere quello che incolpa il nostro pilota?” “Se pensate che possa essere utile, andiamo”. I tre si diressero verso la cella dell’uomo che aveva lottato con la vittima. Il comandante aveva capito come smascherarlo. Chiese all’uomo: “Fammi vedere le mani.” L’uomo mostrò dapprima le palme e poi il dorso. Il comandante si soffermò sulle nocche della mano destra, tutte arrossate. Guardando la dottoressa disse: “Ti dico io cos’hai fatto. Quando hai visto l’altro che si intascava le fiche, lo hai aggredito. Poi si e interposto il mio pilota e tu con un pugno”, indicando la mano destra dell’uomo, “lo hai colpito e atterrato. Hai preso il coltello che ti portavi appresso e con la mano sinistra, visto che sei mancino, lo hai accoltellato. Hai notato che il mio uomo era ancora a terra intontito e che gli altri due erano impegnatissimi a menarsi. Quindi con la camicia della vittima hai pulito il manico del coltello. Ti sei tirato in piedi e a quel punto il pilota si e avvicinato e ha cominciato a fargli il massaggio cardiaco, sporcandosi di sangue. Ma lui ha tutte e due le maniche sporche di sangue, visto che stava comprimendo con entrambe le mani il torace dell’uomo e tu invece, perché hai solo la manica sinistra sporca?” Disse tenendo il braccio sinistro dell’uomo ben teso, in modo che l’ispettore potesse vederlo bene. “Perchè il braccio con cui hai accoltellato la vittima...”



Commenti

pubblicato il 18/05/2012 9.52.31
LilacSky, ha scritto: Troppo C.S.I. , perchè mi torturi così?? :(

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