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lavoro pubblicato giovedì 17 maggio 2012
ultima lettura sabato 4 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The Infinity World Atto II Le conseguenze delle scelte

di ICO. Letto 496 volte. Dallo scaffale Fantasia

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CAPITOLO 5


LA BATTAGLIA


La carrozza tutta nera, illuminata da improvvisi lampi di fulmine era guidata da quattro streghe nere che comandavano a loro volta 4 cavalli fantasma. Cortiana e io salimmo per primi, ci sedemmo su dei sedili imbottiti rossi al centro della carrozza era posto un tavolino rotondo di vetro sul quale Cortiana appoggiò dei cioccolatini. Le streghe con un colpo di frusta partirono, la carrozza incominciò a decollare e dal finestrino vedevo la torre allontanarsi sempre più fino a sparire. Seduto accanto a me schiacciato tra me e i lati del sedile vi era lo gnomo che era molto emozionato dal viaggio. Allungai la mano nel recipiente di cristallo dove Cortiana aveva ordinatamente posto i cioccolatini, ne scartai uno che emise un lieve fruscio e dopodichè passo delicatamente dallo spazio lasciato aperto del finestrino e infine volò via, la carta delle 4 galassie ha una vita propria una volta svolto il suo compito che è quello di avvolgere il cioccolato, è libera di scegliere, può trovare un padrone che l'accudisce, volerà i cieli sconfinati solitaria o in compagnia e può perfino ritornare alla sua fabbrica " La Caffabrichel " che ha aperto un centro di accoglienza per esse. Cortiana con uno sguardo gelido di chi pensa ed è ha contatto costantemente con i problemi, rifletteva guardando le candide goccioline che scivolavano lungo il vetro. La carrozza si fermò improvvisamente dopo essere lentamente atterrata. Guardai un'ultima volta da quel finestrino, fuori tuonava e pioveva senza sosta. La porta della carrozza si aprì scorrevole, scesi e quando appoggiai capi perchè erano così tanto temute le 4 legioni il suolo era arido e proseguiva in una vasta pianura composta solo da della terra con delle crepe interminabili, in quel posto la natura era inesistente come se ci fosse stato un forte incendio che avesse bruciato tutto, la sensazione non era migliore, in quegli istanti mi sembrava che quel posto fosse il più lugubre e deserto che avessi mai visto. Quattro torri nere erano poste in quella pianura avvolto dalla nebbia anche se io a causa di essa ne potevo vedere solo una. Lo schieramento era composto da due emisferi tagliati da una linea immaginaria, in un emisfero erano disposti le creature e i maghi più ripugnanti delle 4 galassie dall'altra tutti i maghi e le creature di buone sotto il comando di Cortiana. Una delle streghe che presumo avessero mandato la lettera nel tardo pomeriggio si fece avanti aspettando che Cortiana facesse lo stesso, allora gridò << è ora >> . Gli orologi delle 4 torri diedero 10 bassi rintocchi, anche se lontane una torre dall'altra i suoni furono udibili a tutta la legione. Partimmo tutti alla riscossa, il primo nemico lo raggirai grazie ad un'incantesimo di fuoco poi il secondo era un nano stava per conficcare la sua pesante ascia nel mio collo quando lo feci diventare una statua di ghiaccio. Poi arrivò come per un'attacco finale un mago nero. Prese potenza e scagliò l'incantesimo Rallenta-Tempo , tutti due e il mondo intorno a noi aveva preso un'altro ritmo, e fu in quel momento che mi scagliò l'attacco finale, un'incantesimo che solo i maghi dai più alti livelli sapevano sapevano padroneggiare un'incantesimo che poteva annientare e ridurre in polvere ogni uomo, mi riparai prontamente con il maggior incantesimo di difesa di cui ero a conoscenza, all'improvviso quando i due incantesimi si incontrarono volammo tutte due al suolo, persi i sensi e l'ultima cosa che vidi fu un tuono nel cielo provocato dallo scontro di quelle due magie di natura così opposta una creata per distruggere dalla magia nera, l'altra per difendere creata dalla magia bianca.


Capitolo 6


La Prigione del Tempo


Due morti nere calarono dalla torre lentamente come due corpi senza vita e presero Archievel Redmond e i suoi compagni, tranne il 1° ministro che era riuscito a scappare in tempo consapevole della potenza di quei due incantesimi. L'indomani confuso mi risvegliai in una cella viecino a me un caminetto spento ma appena l'udito ritornò nei miei sensi ancora frastornato da quel rumore, udii i miei compagni che discutevano alla fine dell'enorme cella e quando gli vidi in lontanza erano tutti al centro di un tavolino di legno, Serpenga disse - Dove siamo?- poi Langhedal- Siamo nella prigione del tempo fuori passano pochissime ore quando qua passano sei mesi e invecchieremmo qua fino alla morte- e Stakenga in un angolo se la rideva sotto i baffi- Voi invecchierete- sussurrò quando mi avvicinai Jargedan disse- Oh sei vivo e vegeto e da due ore che ci siamo svegliati- - Eravamo preoccupati per te non vi era modo di svegliarti e poi sei stato quello che è stato più colpito da quell'impatto di magie- disse una voce strana e squillante, abbassai lo sguardo era il mio gnomo consigliere e io risposi - Bè quindi anche voi siete stati colpiti da quella forza che avevano scaturito i due incantesimi- e lo gnome rispose ancora una volta - Certo tutti escluso il 1°Ministro che ha cercato di metterci al sicuro ma riuscì solo lui a scappare, gli consiglierei di rivalutare le proprie doti magiche e magari la prossima volta ricorrere ad un incantesimo diverso- - Grazie lo terrò a mente- risposi io. Dei tonfi provenienti dalle scale interruperò quella discussione, poi quando arrivarono alla cella vidi tre streghe, poi realizzai erano le tre T, Tremoty si avvicinò a noi dicendo- Buongiorno, cari i miei prigionieri del tempo, permettetemi di spiegare il sitema di questa prigione con un esempio molto semplice, se voi state qua dentro due giorni nel mondo esterno passerebbero realmente qualche secondo, poi ci sono molti lavori forzati da fare molta altre cose, ci sono domande?- io m feci avanti - Ma Cortiana sa di tutto questo- Tremoty sorrise - Archievel Cortiana è al corrente della prigione ma non sa che noi ne siamo i direttori- io incredulo dissi - Voi quindi tradite Cortiana !!! - Tremoty con ilarità disse - Esatto ma tu non ricorderai niente perchè adesso vi faremo un'incantesimo e per quanto vi sforzerete non potrete parlarne con nessuno di questo segreto- Formulò delle parole e da quel momento non ne potevo parlare con nessuno. Dopo mezz'ora pensavo ancora al modo di uscire dalla prigione, poi mi illuminai potevo far passare dalle sbarre lo gnomo consigliere, con un po' di difficoltà lo gnomo passò tra le sbarre forse non avevano calcolato che gli esseri più piccoli delle 4 galassie potessero essere imprigionati qui. Lo gnomo salì con cautela le scale, poi raggiunse il tavolo dove erano appogiati gli oggetti sequestrati, dal suo borsellino lo gnomo prese una fiala del sonno, sospirò e la buttò vicino al tavolo delle tre T esattamente ai piedi di Trinity, tutte e tre balzarono in piedi insospettite dal rumore, ma poi in preda al sonno caderono a terra. Lo gnomo tornò da noi con la chiave della cella sottratta a Tifany, aprì la cella, andammo di sopra a recuperare le nostra roba lasciando le tre T a dormire per ancora qualche giorno dentro alla prigione poi chiesi - Ma non ci saranno altri prigionieri da liberare?- Serpenga rispose- No vi è solo la nostra la cella in tutta la torre, il resto sono cantine o ingranaggi per far funzionare il sortilegio del tempo, una volta era usata per imprigionare la gente che aveva commesso grandi reati, ma da quando le tre T se ne sono illeggittimamente impossessate vi vengono richiuse le persone che si oppongono al loro volere- Langhedal aggiunse - Ne abbiamo parlato mentre tu non avevi ancora ripreso i sensi- risposi - Bene ora dobbiamo trovare qualcosa per tornare a casa-. Dopo aver camminato per footingan trovammo una nave volante in partenza. La nave era di color arancione con riflessi verdi sui lati, l'entrata da una piccola porta in ferro, da cui spuntò improvvisamente un'uomo molto alto con tre occhi, il terzo era posizionato sulla fronte e emetteva una luce blu che a tratti si faceva più intensa, l'uomo disse - Buongiorno avete il pass per salire- Stakenga rispose - Non abbiamo nessun pass - L'uomo ridendo esclamò - Lo so benissimo che non avete il pass era un piccolo scherzo, voi dovreste essere i 4 guerrieri seguitemi- Noi ci guardammo increduli cercando di non perdere di vista l'uomo in quei corridoi angusti che alla fine ci portarono in uno studio che probabilmente era quello dell'uomo. La sala era ampia il soffitto era colorato da pitture suggestive che rappresentavano figure di nobili guerrieri, di battaglie di maghi o di streghe, poi tre volte di Linsia la pietra bianchissima intagliata e raccolta dalle montagne più alte e più gelide di Northinton. Succesivamente presi coscienza che le pitture rappresentavano le gesta dei nove cavalieri delle otto stagioni narrate dalla più importante mitologia, ne l'Alfiana che racconta le vicende dei nove cavalieri scelti dal destino che sono: Ampingan Neifield- Aito Ting- Analsand Fate l'unica donna guerriera- Katana Findel - Voltin Einfield- Tenkish Furg- Entis Guertosh - Pangash Gogiri e Cortiana Ashelton Il nome dal quale deriva quello del 1° Ministro delle quattro galassie. L'opera è stata scritta dal celebre Entiher Fartingan 2000 anni fa nel millennnio della saggezza. Le stagioni in origine sarebbero state 9 una per ogni cavaliere ma nella sesta trionfarono in due. Le stagioni sono: La stagione del silenzio, dei fiumi, dell'anima, della volontà,della superbia,della morte,della saggezza e del trionfo. La voce dell'uomo mi distolse dal mio incanto - Allora siamo diretti ad Arrington la città lunare sarà un viaggio di una settiamana, ora vi spiego chi sono, Mi chiamo Morky Dynk sono un sensitivo della città di Ennhilton esattamente a metà di Arcania. Avevo previsto che sareste venuti qua anche se mi aveva già informato Cortiana della situazione. L'organizzazione è così fatta, dormirete in camere separate e sparse per la nave perchè questa nave non offre questo servizio, al mattino vi dovrete svegliare alle quattro circa in modo da essere alle cinque pronti nel salone principale dove si daranno inizio ai corsi, comunicare telepaticamente imparare a migliorare le tecniche della propria arma, meditazione e molto altro. La sera dopo una calda cena composta da cibi multietnici e piatti originali ci recammo nelle proprie stanze. La mia stanza era a dir poco orribile i muri avevano una tinta rosa tramonto ma l'arredamento sfoggiava in una ridicolaggine pachiana. L'indomani Archievel e i suoi compagni iniziarono gli allenamenti. I giorni passavano ormai la nave stava per giungere ad Arrington e il loro apprendimento sulle arti magiche e guerriere proseguiva con ottimi risultati, ciascuno si era specializzato nella propria arma, Archievel aveva imparato il colpo del fulmine col bastone e la tecnica della telepatia, l'unico che si asteneva da tutto questo era Stakenga che passava le giornate ad abbuffarsi e bere convinto che la sua ora non sarebbe mai arrivata.


Capitolo 7


Nuove scoperte, Vecchi Amici


Stava calando il sole sulle città e sulla nave, come nel resto della galassia si accendevano le prime luci per prepararsi al'ancor giovane ascesa della notte. Mi svegliai piacevolmente anche quella calda mattina ed ultima che passavo su quella nave improvvisamente chiusi gli occhi, senza che lo volessi, e ad un tratto apparve la faccia di Cortiana che diceva - Molto bene ti ho chiamato per dirti che ci incontriamo al tramonto nella piazza principale di Arrington dillo anche ai tuoi compagni ora devo andare- riaprii per la seconda volta gli occhi e raggiunsi i miei amici nel salone principale. Nel tardo pomeriggio raccogliei le ultime cose e poilentamente la nave volante incominciò ad atterrare. Ormai ero fuori dalle minacce che tendevano le 4 legioni, fuori da quelle aspre terre. Scesi dalla vettura per primo e pochi passi più avanti notai un cartello molto grande in piccole lettere gialle era scritto- Benvenuti ad Arrington, il luogo più visitato della galassia, Popolazione: 30.000 abitanti- e in fondo una cartina riassumeva la struttura della città. La città era anche conosciuta come la città lunare a causa della sua posizione. Dopo essere entrati in città e aver superato il ponte in pietra che attraversava la città trovammo Cortiana ad attenderci pensieroso sugli scalini dell'emporio nella piazza principale, tirò su lo sguardo che si illuminò appena ci vide - Ragazzi ,finalmente arrivati dal lungo viaggio, la città è molto accogliente ma la vita notturna lo è molto di più,principalmente per il grande numero di gente che viene a riempirla, ora seguitemi-. Seguimmo Cortiana che ci portò fuori dalla città per le strade di una collina deserta, camminammo per ore che sembrarono giorni e la sera arrivammo al culmine, dove era situata una grande casa in legno che sembrava un antico fienile. Cortiana diede tre forti colpi con il battente d'acciaio contro la robusta porta in legno, dei tonfi si avvicinarono alla porta che con uno scricchiolio si aprì, la lampada ad olio appesa fuori schiarì portando una penombra dalla quale potei scorgere un vecchio dai capelli bianchi e lunghi, il volto era scavato dagli anni passati, sulla fronte anche lui come Morky, l'uomo che avevo incontrato sulla nave aveva un terzo occhio illuminato da una forte luce blu. Il vecchio si avvicino dicendo con un tono basso -Eccomi vi aspettavo, Buonasera Cortiana e anche a voi ragazzi, ora se volete seguirmi-. Ci fece entrare, dentro le candele illuminavano la casa in legno arredata dagli oggetti più varie un caminetto riscaldava la casa, Il vecchio prese un grande candelabro composto da otto lumi e salì una scala a chiocciola, lo seguimmo e ci portò in un locale in disparte della casa. Il vecchio aprì la porta polverosa come il resto della camera, con un gesto abile della mano accese il fuoco, questo confermò in me il dubbio che il vecchio fosse anche un mago. La stanza non era nemmeno arredata ma solo un grande tavolino di ceramica bianca era posto al centro di essa, il vecchio con un gesto chiese se potevo porgergli le mie mani, così mi sedetti su una sedia del tavolino e gli porsi le mie mani, il terzo occhio gli si illuminò di un blu molto intenso e io non vidi più nulla. Mi ritrovai su una strada deserta circondato da edifici distrutti e resti di oggetti per terra, poco dopo sentii una voce forse nella mia testa che mi diceva- Archievel, guarda ciò che sarà il futuro per le 4 galassie tra pochi anni il mondo non esisterà più e poi forse sarà ancora peggio, solo tu e i tuoi valorosi compagni potete evitare questo destino e salvare le 4 galassie- la riconobbi era la voce del vecchio, ora era svanita con l'ultimo eco di queste ultime parole, una luce bianca mi travolse come tutto ciò che avevo intorno. Riaprii gli occhi e ripresi anche coscienza, alzai la faccia dal tavolino incrociando lo sguardo sorridente del vecchio, poi riscendemmo in silenzio le scale fino alla porta principale. Sull'uscio della porta il vecchio affacciandosi mi ripetè- Ricordati Archievel il destino è nelle tue mani-. Mentre scendevamo la collina raccontavo ciò che avevo visto ai miei compagni che increduli continuavano a chiedermi i particolari della vicenda. Ero incantato a osservare la quantità di gente arrivata dai lampioni temporali ad Arrington quando Cortiana richiamo l'attenzione a se sfregandosi le mani e dicendo- Ho pensato che ti avrebbe fatto piacere che invitassi anche Luna così le ho detto se veniva verso le 11:00 nella piazza principale della città. La piazza principale era colma di gente,come il prim incontro pensai, poi tra quella marea di teste ambulanti riuscii a distinguere Luna che stava correndo verso di noi. Dopo aver parlato per due ore con Luna il suono della che rintoccava l'una svegliò Stakenga che propose- Ragazzi, andiamo a bere qualcosa alla locanda qui accanto-, tutti ci alzammo e ci dirigemmo verso la locanda più famosa e costosa di Arrington e prendemmo posto nell'unico tavolo libero. Luna interruppe i ostri discorsi annunciando - Siccome sono una maga furtiva abilità mancante nel vostro gruppo sarei onorata di unirmi a voi se è possibile- Stakenga rispose - Certamente ci saresti sicuramente d'aiuto-. Ora Luna si era unita e tutto sembrava quasi giunto al termine, mi avvicinai a Cortiana perchè prima mi disse che mi doveva parlare Archievel la situazione è molto rischiosa una minaccia tanto grande non si vedeva da secoli sulle 4 galassie- Cortiana fece una pausa aspettando che anche gli altri si avvicinassero a lui e poi continuò - Quindi dicevo che siete in pericolo e dovete essere molto cauti, i miei ricercatori stanno cercando la minaccia che avvertono gli oracoli, una pietra del caos si narra nelle antiche scritture sia situata sotto una montagna ma solo i veri eroi sapranno trovarla, questa pietra tra quattro millenni da quando è stata forgiata dal malvagio fabbro Vortix verrà attivata e seguiranno anni di carestia e distruzione,se finisse nelle mani sbagliate le 4 galassie verranno conquistate da tiranni che annulleranno l'esistenza della magia e il mondo non sarà più come lo conosciamo, inoltre si racconta che dei nobili maghi abbiano ucciso il forgiatore e abbiano nascosto la pietra del caos sotto la gola centrale della più alta montagna di Nothinton con della magia che solo i prescelti dal fato potranno sciogliere questo incantesimo nel momento opportuno, per questo mi servite voi- e io risposi- Ok partiamo subito- poi ricordai il tradimento delle tre T ma l'incantamento era scomparso- Cortiana le tre T ti tradiscono loro ci ahnnoimprigionati nella prigione del tempo e hanno a che fare con le 4 legioni e hanno aiutato a organizzare la battaglia insieme ai ministri delle 4 legioni ci avevano fatto un'incantamento che ci toglieva la capacità di parlarne ma ora non so perchè ma ci sono riuscito- Cortiana sorrise- Bhè Fort, il vecchio oracolo quando ti ha detto cosa succederà ha tolto tutti i sortilegi che avevano compiuto su di te, per quanto riguarda le tre T avevo il sospetto da qualche mese che mi tradisssero ma non posso espellerle dal ministero se non ho delle prove comunque grazie mille e mi dispiace per quanto è accaduto, veramente- Langhedal disse- Niente ormai è passato tutto ma ora vi è un teletrasporto per Northinton?- e Cortiana aggiunse- Infatti lo stavo per dire vi è un teletrasporto comunicante con la montagna vicina- io mi intromettei - Partiamo subito-. Uscimmo dalla locanda ancora affollata come il resto della città e prendemmo il lampione temporale più vicino. Fummo sputati nel mezzo della nave bianchissima quando alzai lo sguardo fu impossibile non vedere l'enorme montagna bianca vicino a me. Camminammo nella neve morbida per una mezz'ora, quando incontrammo quattro ablak beduini che ci attaccarono con un'incantesimo del gelo, Serpenga lo schivò e ne incenerì due , finii gli altri due con un colpo di bastone e potemmo proseguire per il nostro percorso. Vidi la gola centrale ma quando mi avvicinai un troll chiuse l'entrata poi lo riconobbi era un temibile troll anziano delle nevi i più forti tra il troll, la sua struttura era robusta ed era ricoperto da scaglie bianche. Il troll chiuse il pugno e ci fece cadere tutti a terra poi lo attacccai con un fulmine che lo indebolì ma si riprese subito, Serpenga, tirò una freccia avvelenata nel braccio del troll che scagliò contrò di noi dal dolore mi prese il busto di striscio lacerandomi la tunica pesante, Stakenga tirò unìincantesimo d'acqua che gli fece perdere l'equilibrio e nel tempo in cui era sdraiato a terra lo ricolpii con un fulmine al viso, così il troll era sul punto di morte ma era così temuto per il colpo finale quando era in momenti critici, così dal grosso pugno spuntò una scaglia di roccia affilatissima e tirò il pugno con la scaglia su di noi ci stava per colpire a tutti pensai che stavo per morire ma Jargedan si butttò davanti e la scaglia si conficcò nella pancia del guerriero, la scaglia caddè completamente da pugno del troll e Jargedan cadde a terra trafitto e sanguinante, finii il troll con tutta la forza che avevi e lo folgorai definitivamente. Andai a soccorrere Jargedan tutti erano chinati su di lui e una lacrima gli attraversò il viso sorridente e mi disse- Non dimenticare,la forza è con gli animi nobili- e così dicendo abbandonò il suo corpo, lo abbracciai,quell'amico che avevo visto crescere insieme a me da quando ero nato e dissi- Guerriero, la forza sarà con te anche nell'aldilà, la forza persegue sempre gli animi nobili- quante volte avevamo deto quella frase da quando eravamo piccoli e poi dissi agli altri- Forza voi andate da Cortiana e portatelo con voi io vado da soli- afflitti e muti i compagni sia allontanarono lentamente. Scesi per quella gola umida e fredda sui muri vi erano delle scritte in scritture antiche che riuscii a decifrare e mi portarono in una stanza segreta un tavolino quadrato al centro teneva un forziere molto piccolo e polveroso con un talismano come apertura, lo toccai si illuminò e il piccolo forziere si aprì con facilità, la fodera di seta color viola avvolgeva una pietra, la pietra del Caos, la presi in mano e poi un flusso di luce mi investì e caddì a terra


CAPITOLO 8


IL FUTURO


Ripresi coscienza del mio corpo aprii gli occhi ma la vista era offuscata e riuscivo solo a vedere la sagoma di un uomo che mi guardava poi la vista diventò più nitida e vidi un signore sulla cinquatina poi il signore disse-Ehi ti sei ripreso ormai è un giorno che sei senza sensi, alzati- Mi alzai un po' dolorante, poi il signore mi porse una sedia davanti alla sua scrivania. Mi sedetti di fronte a lui che era comodo sulla sua poltrona in pelle marrone, e disse- Prima di iniziare a riempirmi di domande, mi potresti dire il tuo nome e prima che tu me lo chieda mi presento, sono il Dr. Hude e quando hai toccato queela pietra che era solo un teletrasporto perchè la vera pietra è qui, so che vorrai sapere dove ti trovi bè sei saltato avanti di una decina di anni dopo che la pietra è stata attivata perchè nessuno è riuscito a impedirlo, sono seguiti 3 anni di distruzione e carestia e poi il dominio è stato preso dalla tecnologia e io sono uno dei più grandi innovatori di questo mondo e tu ora sei due anni dopo la futurizzazione delle 4 galassie ed è merito mio se la magia è stata distrutta e la tecnologia ha preso il suo posto, è tempo di guardare avanti e il progresso è un processo inarrestabile è qualcosa che non ha limiti e non c'è spazio per la visione anacronistica della magia, guarda tu stesso che cos'è il progresso-, le due tende che coprivano la vetrata si scostarono perlasciare spazio ad una città che non riconoscevo più, grattacieli enormi illuminati da migliaia di luci che penetravano la notte oscura, macchine viaggiavano su ferrovie sospese nell'aria, il mondo era cambiato.



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