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lavoro pubblicato venerdì 11 maggio 2012
ultima lettura lunedì 7 dicembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Salvatore

di iTch. Letto 457 volte. Dallo scaffale Pensieri

"(...) È che la gente riconosce le storie inventate, però ama ascoltarle lo stesso. Perché vuole immaginare di essere al posto del protagonista."

Una cosa difficile è raccontare qualcosa quando non si ha nulla da raccontare. Voler aprire la bocca e non sapere cosa dire, voler sporcare un foglio di parole e non sapere cosa scrivere, perché ti giri intorno e la tua vita è solo lavorare mangiare farsi una sega

dormire.

Allora bisogna inventare, è necessario. Immaginare i fatti e i personaggi e i luoghi e un te, che quasi neanche ti assomigli. Bisogna inventare, ma non tutti sono bravi uguale.

Uno con delle belle storie da dire agli amici, per esempio, era Dante e infatti ancora oggi si parla di lui. Poi mi ricordo di Salvatore, che non si studia a scuola, ma che tutto il paese conosce anche se è morto di infarto due anni fa su una panchina della piazzetta.

Salvatore raccontava le cose che erano successe nella sua vita.

Seduto davanti al bar, Salvatore beveva il vino, il cognac, i liquori, raccontava le sue avventure.

Come quella volta che era stato a Londra e Mick Jagger gli aveva chiesto una sigaretta alla fermata dell'autobus, ma lui si era rifiutato di dargliela. O quando in Africa aveva fatto scappare i leoni urlando e correndo verso di loro a braccia alzate.

Io, gli altri bambini, tutto il bar, tifavamo per Salvatore e per il suo coraggio, perché nessuno di noi si sarebbe rifiutato di dare una sigaretta a Mick Jagger o avrebbe fatto scappare i leoni. Facevamo il tifo per lui, anche se tutti sapevamo che Salvatore non si era mai mosso da lì, dal paese, forse neppure dal bar.


È che la gente riconosce le storie inventate, però ama ascoltarle lo stesso. Perché vuole immaginare di essere al posto del protagonista.

Perché vuole credere che la vita non sia solo lavorare mangiare farsi una sega

dormire.


Per questo compra i libri. Va al cinema. Guarda la tv.

Tutti convinti che a diciotto anni inizi la vita vera. E invece scoprono di essere appena morti.



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