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lavoro pubblicato venerdì 11 maggio 2012
ultima lettura domenica 25 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il libro sempre aperto ( parte quarantacinque )

di mirco. Letto 933 volte. Dallo scaffale Pensieri

Insomma... Rientrai a casa sfatto e con il contributo di quest'ultima avventura... stampato. Ed inoltre comprendevo il senso per cui Lui mi mandava codeste avventure... condite dalle Sue chiacchiere tramite intermediario di modo che... Avevo in...

Insomma...

Rientrai a casa sfatto e con il contributo di quest'ultima avventura... stampato.

Ed inoltre comprendevo il senso per cui Lui mi mandava codeste avventure... condite dalle Sue chiacchiere tramite intermediario di modo che...

Avevo in quel periodo guarda caso sempre la bocca impastata ed annoiata.

Finì che in biblioteca scelsi un audio libro.

<Era una bella mattina sul cielo terso e simpatico della Cina.

Il blu suggestivo il venticello e distese e distese di verdi campi...

Punteggiati da moltitudini di macchioline bianche.

Ogni cosa era stata fin lì meravigliosa nella sua vita.

Mamma lo nutriva lui cresceva e nessun disturbo a parte qualche evento naturale...

Minacciava seriamente il quieto vivere.

Fu d'un colpo pertanto che una mano ruvida e svelta lo staccò da lei per infilarlo in un sacco.

... Insieme a tanti altri cosi morbidi e simili a lui peraltro e quindi nonostante il buio tra il soffice e l'amicizia.

E non stava neanche male in questa nuova situazione.

Il sacco venne svuotato in un'ampia vasca metallica e questa fu trasportata... tra l'eccitazione e la sorpresa generale dei suoi novelli abitanti...

In un grande magazzino e travasata a sua volta in un altro contenitore.

Manco il tempo di chiedersi... ed adesso?

Che un coperchio calò sinistro sopra quest'ultimo e cominciò a scendere travolgendo e pressando tutti.

Non vi dico i lamenti.

Piano piano venne a mancare l'aria lo spazio a disposizione di ognuno diminuiva e ora si stava decisamente appiccicati.

Il suo pensiero in questo momento di paura corse subito a consolarsi con la nostalgia della mamma...

E miracolo lo stantuffo si fermò...

Al che si ritrovò parte di una quadrata balla.

La quale presto fu presa da un mostro con due forche frontali e caricata su un altro mostro rombante...

Che partì fumante e puzzone ed attraverso molti scossoni... decisamente orribili... la scaricò diremo abbastanza brutalmente... nel cortile di in una enorme fabbrica.

Dove fortunatamente fu di nuovo sciolta e ricominciava appena a respirare tranquillo il nostro protagonista...

Che fu improvvisamente immerso nell'acqua povero lui.

E battuto da lunghi pali e percosso e ripercosso per un periodo che gli sembrò infinito.

Stava quasi per cedere quando volle dio il trattamento terminò ed un bel sole ricominciò ad asciugarlo...

In quanto lo avevano disteso sopra una specie di piazza.

Uff un minimo si sollievo pensò...

Se non che appena asciutto con delle ganasce lo presero... sempre insieme ai suoi compagni e trasferirono sopra un veloce nastro trasportatore.

Che bello sembrava di essere in giostra e...

Difatti finì presto di nuovo in situazione decisamente pericolosa.

Dei ganci affilati sporgenti da tremendi rulli ruotanti si erano messi ad agganciarlo e trascinarlo dentro dei piccoli fori in cui si passava massimo due tre alla volta... e nel frattempo si veniva attorcigliati... tanto che alla fine... previo molte altre torture assortite... era diventato parte un lungo filo che zac ogni tot veniva tagliato... con doloroso dolore da parte di qualcuno dei suoi amici...

Che si vedeva diviso a metà.

Nel frattempo in mezzo a questa confusione... nemmeno s'era reso conto di essere stato fatto su attorno ad una specie di cono di plastica...

E che insieme a milioni di queste matasse così ottenute... non prima di venire stipato in grandi scatoloni... stava per subire un altro trasloco.

Pure stavolta il viaggio non fu per nulla comodo...

Però il volto simpatico di bimbo dai tratti asiatici che gli comparve nel momento in cui rivide la luce... lo rassicurò molto... e purtroppo invano... dato che si ritrovò presto a girare vorticosamente su sé stesso... con il capo del filo infilato in un orpello.

C'erano dei rumori allucinanti in questo nuovo posto.

Clink clank spric sproc song sprang che si ripetevano ritmici e con eco traumatiche.

Correva comunque e si intrecciava creando trame se non che... d'improvviso arrivarono altri fili sconosciuti.

Brutti elastici appiccicosi... fra lui ed i suoi compagni si infilavano arroganti e viscidi questi...

Creando una maglia in cui non si sentiva per niente a suo agio.

Cavolo sembrava non finire mai questa nuova tortura.

Chiuse perfino gli occhi vinto ed oramai senza un briciolo di speranza ma miracolo...

Un rumore di trancia secco lo fece precipitare dentro un nuovo contenitore... stavolta pulito ed ordinato e sopra a molti suoi simili.

Si rese conto subito che adesso era diventato parte di una strana stoffa doppia... chiusa ad una estremità ed aperta nell'altra e fatta di una curiosa forma ad elle... non perfetta nei novanta gradi.

Ovviamente non gli fu concesso il tempo per rilassarsi nemmeno stavolta...

Che fu trasferito nuovamente sopra un altro nastro...

E stava già considerando quali folli vicende mai gli si prospettassero tristi...

Allorché due mani gentili con gli occhi a mandorla...

Lo accoppiarono ad un suo speculare gli fissarono non senza qualche dolore un fermo metallico sulla punta... allo scopo di tenerli insieme indissolubilmente... una bella etichetta colorata...

Lo infilarono dentro un croccante sacchettino di nailon trasparente...

E lo riposero in un'ennesima scatola...

Che stavolta almeno era bella al vedersi.

Con enorme sforzo pensò di leggere l'etichetta... arrivò a tirarsi su solo per vedere un settantacinque per cento co... e trentacinque po... e non è che ne capì molto.

Altro viaggio comunque... lungo lungo stavolta.

Prima in volo sopra un mezzo cullato dalle onde... in seguito cullato dalle onde appunto e sul finire un altro volo fino a sbattere sopra un cassone.

Ancora strada curve vari trasbordi e passaggi di mano e per farla breve...

Ora sta frullando nella mia lavatrice...

Considerato che l'ho comperato in un centro commerciale...

Allo scopo di tentare di arginare il sudore e la puzza di piedi...

Che mi inseguono fin da quando sono nato.

Ecco questa è... per sommi capi... la storia del mio calzino sinistro... se non avevate capito...

E l'unica cosa che non ha di sinistro è...

Era una bella mattina sul cielo terso e simpatico della Cina...

Per quel che mi riguarda>.



Commenti

pubblicato il 12/05/2012 10.56.07
gocciadisole, ha scritto: epperò è un calzino vissuto ! :-)) e il destro ? mi sembra la storia del calzino di caino e abele :-))) ciao amico mio, un buon week end
pubblicato il 13/05/2012 9.51.09
mirco, ha scritto: eccerto che le storie di tutto sono sempre vissute e sì hai ragione prima o dopo dovrò considerare di scrivere anche quella del destro che potrebbe essere completamente diversa e piena di sorprese. sempre grazie e ciao e buona domenica.

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