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lavoro pubblicato venerdì 11 maggio 2012
ultima lettura martedì 29 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'origine segreta. L'inizio è la fine. L'inizio e la fine.

di Saturna. Letto 464 volte. Dallo scaffale Poesia

Ritornano costantemente le stesse parole,Gli stessi orari e le stesse persone.Incondizionatamente, come se il caso esistesse e non si riducesse a mace...

Ritornano costantemente le stesse parole,
Gli stessi orari e le stesse persone.
Incondizionatamente, come se il caso esistesse e non si riducesse a macerie d'aria.
Le teorie inventate sul momento sono le più sagge,
Senza essere convalidate dall'esperienza, che tante volte è la prima e ultima a trarre in inganno.
Ma se focalizzo il fine, e neanche bene,
Non colgo le cause.
E mi destabilizza l'incertezza del passato, più dell'ignoto dell'avvenire.
Anche se adoro crollare nella tana del coniglio e avere il tempo per calcolare la longitudine della mia pazzia.
Le origini nascoste le ignoro, e non posso continuare a inventarle.
Avrei bisogno di un indizio.
Ma chi ha il possesso di tutto?
Forse il barbone giù all'angolo che fa origami
O il sassofonista sotto ai portici che sa sempre cosa dire,
Per colpa del vino, grazie al vino,
Le cartomanti che, almeno loro, qualcosa lo sanno,
Chi baratta collane di corallo per biglie di vetro
E lo sceneggiatore alle prese col suo ultimo fallimento, con una pipa e un'amante nell'armadio.
E altri meritevoli luminari della realtà del vento che rubano dalla mia borsa
Ma non trovandoci altro che carta se ne vanno scontenti.

Eppure tutto non può ridirsi al ciclo dell'azoto
E all'enigma del nove,
Tutto non può esser così banale.
Oppure sì,
E nell'avvenenza dell'incomprensibile ci ho messo la dimora
E non riesco più a uscirne fuori.
Lentamente anche le congiunture sinapsiche si demoliranno e dalle crepe delle pareti delle tempie inizierà a uscire acqua, si formerà la muffa e tutti i mie coinquilini annegheranno.

E se il caso detenesse le briglie delle mie scelte?
Continuo a incontrare bivi e inevitabilmente vado sempre per i boschi, solo per raccogliere le more,
Magari un lupo, più saggio di me, mi consiglierà di tornare indietro e guardare il campanile,
Per vedere l'ora e se ancora un po' di tempo ce l'ho per cercare un narciso da mettere nel vaso di creta, che sinora è rimasto vuoto.

Ma è solo un mondo sotterraneo e claustrofobico, di foglie e fango per calce e mattoni,
Quello delle mie finzioni e dei demoni notturni che Morfeo si diverte a inviare,
Dei colori acidi e delle spirali senza fondi, dove il profondo, veramente, io non l'ho mai visto.
Provo a tastare col bastone per sentire se sotto al pozzo, una fine c'è. O un inizio.

Lancio un sasso.
Non ho ancora sentito il tonfo della sua caduta.
E aspetto.













Commenti

pubblicato il 11/05/2012 21.17.26
Mary80, ha scritto: Sono tutte bellissime le tue poesie, le amo, sono molto introspettive.
pubblicato il 12/05/2012 3.54.20
Raimondo64, ha scritto: questa non e' poesia ma prosa,non c'e' Sintesi Poetica
pubblicato il 12/05/2012 23.18.15
Saturna, ha scritto: Grazie mille, Mary80. Raimondo64, qualunque cosa sia, prosa o poesia o quello che vuoi, non fa niente. Sinceramente della Sintesi non m'interessa molto.

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