ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 9 maggio 2012
ultima lettura mercoledì 17 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il ladro di bambini

di FullMetalGian. Letto 678 volte. Dallo scaffale Fantasia

Questo è solo l'inizio di una storia (che ho quasi completato) che da anni mi ronza in testa. Datemi un'opinione quanto più schietta possibile! Sono giovane ed ho bisogno di fare esperienza e migliorare.....

Tutto taceva nella tranquilla cittadina. Fredde e lucide sagome di auto giacevano ai bordi delle strade. Un semaforo lampeggiava: la luce arancione scandiva come un metronomo il passare del tempo. Il silenzio più profondo si era impadronito dei condomini, degli orribili caseggiati, delle villette a schiera, come un’ avvolgente nebbia invernale. I lampioni, corrotti dal tempo, osservavano ricurvi l’asfalto umido della strada. Persino i pub avevano cessato da ore la loro attività. Ma non tutto era fermo. Sotto all’insieme di vie, di strade, di condotte fognarie una fremente cerimonia stava avendo luogo. Un dedalo di gallerie e antri scavati nel terreno più profondo ribolliva fremente, attraversato da una brulicante folla che si stava raggruppando nella parte più ampia del complesso. Una piccola città, dotata di tutte le caratteristiche per le quali si può un luogo definire tale: edifici a più piani aderivano come colla sulle umide pareti del complesso. Strade strette e tortuose lo attraversavano da parte a parte. Un ingegnoso sistema di cloache riversava il suo fetido contenuto lontano dal centro abitato. Un corso d’acqua, deviato ad arte, divideva l’altissima sala in due parti. L’illuminazione era fornita da potenti lampade alogene montate su tutto il soffitto.

Gli abitanti di questa cittadina si stavano preparando. Decine di operai, tozzi e muscolosi, passavano in rassegna l’intricato sistema di ascensori e scale. I guardiani, più slanciati, si vestivano delle armi da parata: lucenti e affilate spade legate al fianco sinistro, scudi piccoli e squadrati composti da spessi strati di lamiere metalliche allacciati al braccio sinistro e caschi di vario genere, soprattutto da hockey, a protezione del viso. Qualcuno, di grado più alto, possedeva mostrine e gradi sulla spallina destra della giacca. Altri indossavano completi lunghi fino alle caviglie, colorati e ricchi di ricami: piccole croci greche scendevano dal petto fino ai piedi e strie rosse inclinate correvano parallele sui fianchi. Questi stavano allestendo e decorando un altare di cemento, posto su un rialzo in legno massiccio, e il trono, qualche metro dietro l’altare stesso. L’atmosfera era carica di energia. Cori fragorosi si infrangevano contro le pareti, come cavalloni partoriti dall’oceano più potente, rimbalzando sotto forma di echi distorti e cupi. Grosse gru orientarono dei fari verso il rudimentale altare. Tutti sapevano che cosa sarebbe accaduto, i più grandi perché l’avevano visto altre volte, i più giovani perché ne avevano sentito parlare: un nuovo membro stava per unirsi alla loro viva comunità. L’energia pervadeva ogni corpo, lo esaltava. Come sangue nuovo fluiva nelle arterie di tutti i partecipanti: una grande festa sarebbe seguita dopo la cerimonia. I sacerdoti avevano appena finito di preparare l’altare che una sentinella annunciò con voce stridula, non ancora mascolina, che il Vecchio era arrivato. Essi abbandonarono in fretta il palco, e si disposero alla testa della folla che fremente spingeva per avanzare, per avere una migliore visuale di quello che stava per accadere. Il rumore di una pesante porta che sbattè nell’essere aperta fece affievolire il brusio del pubblico fino a lasciar vagare solo qualche mormorio. I passi del Vecchio erano ora l’unica fonte di rumore, svelti e lunghi e sicuri riecheggiavano nell’antro. Ed ecco, finalmente il Vecchio uscì dal tunnel e si presentò al suo popolo: il silenzio era adesso totale. Nessuno si sarebbe permesso di fiatare in sua presenza, anche per via delle spade e dei bastoni delle guardie, incaricate di mantenere l’ordine e il rispetto. Alto, sottile in vita, con un timido pizzetto sale e pepe sul mento pronunciato, vestiva una logoro giaccone che scendeva fino ai piedi, imprigionati in due massicci stivali di pelle marrone, orlati di rosso. Salì agilmente i gradini del palco e rallentò il passo, concedendo qualche secondo di suspense in più al “suo pubblico”. L’altare si trovava sotto l’arcata principale della cupola, il punto più alto di quell’immenso spazio. Vi posò sopra un fagotto, che aveva estratto con un gesto ampio e calcolato, di grande effetto scenico.

Era un sacco in tela, marroncino. La folla osservava i più piccoli movimenti dell’uomo che, con estrema perizia, stava slacciando lo spago che avvolgeva la testa del sacco. Prese fra le mani un esserino di piccole dimensioni e per un po’ non si mosse, rimanendo curvo su di esso. Quando tutto a un tratto cominciò a piangere e a dimenarsi, lo innalzò al soffitto e la folla...



Commenti

pubblicato il 09/05/2012 19.32.05
Mary80, ha scritto: Grazie! va bene il tuo racconto, c'è una descrizione accurata nei particolari e non viene tralasciato niente, è lineare e scorre perfetto, sono curiosa di leggerlo tutto, sembra che ci sia anche qualcosa di horror!
pubblicato il 09/05/2012 19.44.42
FullMetalGian, ha scritto: Ho un grande "pudore", se così posso chiamarlo, nei confronti di ciò che ho scritto, e credo che impiegherò un po' a metterlo su tutto; non prima di averlo riletto almeno un altro milione di volte! Riguardo all'horror non so, ma sicuramente assume tinte piuttosto cupe, soprattutto verso la parte centrale della storia. Grazie mille per il commento, non sai quanto voglia dire per me :D
pubblicato il 21/05/2012 18.02.57
Lenticchia, ha scritto: FullMetalGian voglio ringraziarti per questo inizio di racconto. Il brano mi è piaciuto e condivido quello che ha scritto Mary80.
pubblicato il 21/05/2012 18.09.23
MAXSTEEL45, ha scritto: A me ricorda Aldous Huxley o qualcosa di simile...Però non gasarti, perché non intravvedo elementi di originalità. Ma continua, sicuramente mi sto sbagliando...
pubblicato il 26/05/2012 11.14.21
FullMetalGian, ha scritto: Grazie mille per i commenti! E MAXSTEEL45, spero di riuscire a stupirti ;D Ps: il genere utopico/distopico mi ha sempre affascinato.

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: