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lavoro pubblicato lunedì 7 maggio 2012
ultima lettura sabato 14 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Merita di vivere?

di AngiMoon. Letto 716 volte. Dallo scaffale Attualita

Eutanasia. Ne sentiamo parlare spesso o, altre volte, la consideriamo con fin troppa leggerezza. Cosa ci dice la parola“eutanasia”? ..

Esaminando il suo significato, (dal greco eu: bene e tanatos: morte; si tratta, dunque, di “buona morte”) possiamo davvero definirla una “buona morte”? Capire quale sia lo scopo del suo utilizzo e i motivi che spingono ad accettare o rifiutare questa pratica è una priorità da cui non possiamo prescindere: E’ giusto tenere in vita un malato con delle macchine con la speranza che si risvegli?

O è giusto staccare la “spina”, per evitare inutili sofferenze? Ma abbiamo davvero in mano questo potere?

E’ forse più umano ed etico permettere ad un uomo di vivere per lunghi periodi , ma come un vegetale? E’ difficile rispondere a queste domande, a meno che non si è direttamente coinvolti.

Alcuni metodi applicati (come ad esempio, il metodo di tipo attivo-volontario, su volontà dello stesso malato, o, al contrario, di tipo passivo) ci fanno riflettere su quanto sia giusto o sbagliato ricorrere all’eutanasia.

Che posto ha, in questo contesto, la giustizia italiana (e non solo) ? La possibilità di autorizzare per legge l’eutanasia è al centro di vaste discussioni etiche e giuridiche in Italia. In generale, sono sanzionate tali pratiche e vengono vietati tutti quegli interventi terapeutici, che interrompono la possibilità dei cosiddetti “morti-viventi” di essere tenuti in vita. Una pratica ,quindi, illecita, immorale, in quanto simile al suicidio (o ad un omicidio , nel caso sia un soggetto esterno a decidere per il paziente stesso).

E l’etica, la morale, il rispetto della vita umana?

La stessa Costituzione afferma chiaramente l’inviolabilità dei diritti dell’uomo. Dunque, è un dovere tutelare la vita di ogni singolo individuo, all’insegna del rispetto dei suoi diritti e della sua persona. E’ quindi vero che un uomo ha diritto di vivere, così come ha diritto di morire. Non bisogna vietare l’auto-decisone.

Se guardassimo un uomo che non può parlare, esprimersi, sorridere e piangere come ci sentiremmo? Ci chiediamo se è davvero vita, e riteniamo ingiusto che questa dipenda completamente da delle macchine. Se fermiamo tutto che succede? Stacchiamo il respiratore. Gli organi cominciano a collassare uno ad uno. Tutto qui, questione di minuti. Il peggio è davvero passato?



Commenti

pubblicato il 07/05/2012 15.58.48
LilacSky, ha scritto: Tema spinoso... personalmente credo che la vita sia già abbastanza triste e difficile anche essendo in salute. Essere ridotti ad un vegetale, non so... che vita è?
pubblicato il 07/05/2012 17.42.49
AngiMoon, ha scritto: Purtroppo è un pò difficile giudicare in maniera oggettiva in casi come questi. E' anche vero che bisogna rispettare la vita umana e ,se la consideri dal punto di vista etico, è immorale decidere per la vita di un altro. Se mi trovassi nella condizione di decidere per un mio familiare sceglierei di staccare il respiratore. Altrimenti sarebbe una doppia sofferenza sia per lui, che non può comunicare ed esprimere il suo dolore, che per me. Non sarebbe una cosa bella vederlo in quelle condizioni. Ovviamente dipende dai casi.
pubblicato il 07/05/2012 17.59.48
Mary80, ha scritto: Penso che sia un argomento abbastanza complesso da affrontare e che alla fine tutto si riduce a una scelta dettata dalla fede, è una scelta diversa che cambia a seconda se si crede in Dio oppure no.

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