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lavoro pubblicato venerdì 4 maggio 2012
ultima lettura mercoledì 2 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO del FARAONE - CAPITOLO riassuno puntate precedentiIII

di mariapace2010. Letto 744 volte. Dallo scaffale Fantasia

riassunto puntate precedenti: Isabella torna in Egitto, dopo un anno, dove ha avuto un contatto telepatico con una principessa egizia, grazie ad Osor, il Guardiano: frutto della capacità dei sacerdoti egizi di manipolare la materia inerte...





CAPITOLO III





Isabella era pronta a lasciare
l'albergo prima ancora che la luce del mattino cominciasse a rischiarare il
cielo; c'era Osor con lei, che faceva
convergere su di sé ogni attenzione.



C'era anche un gruppo di turisti,
a colazione, e c'era, naturalmente, il profumo tipico de Il Cairo: una
miscellanea di odori e fragranze.



Alì, Alessandro e Fatma li
raggiunsero dopo un po'. Nessuno di loro, naturalmente, quella notte aveva
dormito.



Terminata la colazione, una
vettura dell'Hotel li portò al Museo, dove era ad attenderli Hammad e dove la
notizia della ennesima scomparsa della statua del "Guardiano della principessa"
come era da tutti ormai conosciuta, aveva
creato non poche preoccupazioni negli uffici amministrativi e di controllo.



Stampa e televisione, naturalmente,
s'erano mobilitate da tutto il mondo.



Il Museo era affollatissimo.





Su quella scomparsa, teorie e
congetture continuavano a nascere come funghi dopo la pioggia: tante e
piuttosto fantasiose. Nessuna, però, sfiorava pur da lontano, la realtà.



Come prevedibile, sorveglianza al
primo piano, dove era stata allestita la "Stanza della Principessa"
era strettissima e armata, come le norme di sicurezza, che erano state
potenziate attraverso un sistema di allarme ai raggi laser.





Hammad andò incontro agli amici insieme
a Hussein, funzionario del Museo, il quale esordì subito, con il tono di chi
teme per la propria posizione:



"Spero che il nuovo sistema
d'allarme riesca a tenere lontano i ladri. E' stato messo a punto da una ditta
specializzata italiana... la migliore nel mondo." precisò



"Ladri?" domandò Isabella
facendosi avanti.



"Le guardie di turno dicono di
aver visto luce venire dalla stanza ed
aver udito scricchiolii e sibili... Quando sono entrati, però, i ladri erano già
fuggiti. Dovevano essere forti e robusti,
per portar via una statua di quelle dimensioni... - aggiunse schiarendosi la
voce, dopo una breve pausa - Forti e robusti come questo giovanotto."



L'uomo indicò la figura di Osor,
alle spalle della ragazza, con indosso un caftano color dattero e l'espressione
sfingea stampata sul volto.



"Ehi! - riprese, fissando con una
certa insistenza la prodigiosa creatura
- La tua faccia l'ho già vista. Ti conosco? Chi sei?"



Come sempre, Osor rispose con lo
stesso ritornello:



"Osor, io sono. Guardiano della
Soglia e Protettore... " cominciò, ma Alessandro intervenne subito:



"E' un mio nuovo assistente."
spiegò.



"Oh! - fece il funzionario -
Questo tuo nuovo assistente, professore, ricorda quell'altro colosso italiano
di un secolo fa, scopritore di tombe e...."



"Belzoni! - assentì
Alessandro - Certo. Certo. Ma adesso,
entriamo."



"Aspetti. - lo fermò l'altro - Da
qui non è possibile disattivare il dispositivo di sicurezza. Venite con me."



"Cosa succede ad attraversare
questa linea tracciata a terra?" domandò Isabella facendo un passo avanti e
facendo scattare l'allarme.



"Ecco cosa succede, signorina:
scatta l'allarme. - spiegò il funzionario, poi, alle guardie accorse - Falso
allarme. Falso allarme. - disse - Tornate ai vostri posti."





Proprio nel mezzo del parapiglia
che si era creato subito dopo
l'allarme, la prodigiosa creatura attraversò lo spazio vietato, si accostò ad
una delle bacheche di cristallo in cui era contenuto il corredo funerario della
principessa Nefer e tese la mano verso la serratura di ottone dorato.



"Fermo, giovanotto. - lo
raggiunse la voce del funzionario - Non toccare quel vetro o farai scattare
nuovamente l'allarme."



Nessun allarme scattò; scattò,
invece, la serratura del cofanetto e Osor vi infilò, non visto e con la
rapidità del fulmine, una mano al suo interno. Portò via qualcosa dalla bacheca
e la fece sparire, sempre non visto, all'interno dell'ampia manica del caftano
color dattero che copriva la sua imponente figura. Dopo di ciò, si voltò e
tornò tranquillamente a sistemarsi alle spalle di Isabella, facendo scivolare
tra le dita della ragazza il misterioso oggetto trafugato.



"Ma chi è questo giovanotto? - il
funzionario tornò alla carica - Non sai leggere i divieti? E' vietato
accostarsi alle bacheche... Non hai letto?
Ma da dove vieni? Si può sapere?"



"Sono arrivato sulla Soglia. -
cominciò Osor - Ho scavato il Cielo e devastato l'Orizzonte. Ho percorso la
Terra a grandi passi perché sono, in verità, ricco di milioni di incantesimi.."



Il funzionario lo guardò
sorpreso.



"Uhhh! - grugnì, poi si voltò
verso il professore - Il tuo nuovo
assistente, Alessandro, è uno strano tipo davvero. Non ho capito nulla di
quanto ha detto."



"Non farci caso, caro Hussein,
amico mio. Non farci caso. L'amico Osor è un tipo assai introverso, ma il suo
cervello è una infinita mappa di geroglifici: ti ha appena recitato i versi di
qualcuno di essi."



"Ci credo. - capitolò l'altro -
E' riuscito perfino a non far scattare il dispositivo di sicurezza... Bisogna
sapere come ha fatto." Aggiunse in tono giustamente apprensivo.



"Provo io a verificare questo
sistema." interloquì la dottoressa Fatma, oltrepassando con passo deciso la
linea di demarcazione protettiva e
facendo scattare nuovamente l'allarme ed accorrere nuovamente le guardie.



"Ma... - non riuscì a trattenere
una esclamazione di stupore - il
dispositivo di sicurezza non era attivato?" domandò a una delle guardie.



Anche Hussein fece la stessa
domanda e una delle guardie rispose:



"Lo era, signore. Era stato
appena attivato."



"Allora il tuo assistente, amico
mio, - fece il funzionario rivolto verso il professore - deve essere davvero un
mago. Ora che ti guardo, giovanotto... Ma no! La tensione di questa mattina fa
avere le traveggole. Però... la tua faccia... Per la Barba del Profeta! La tua
faccia, giovanotto, assomiglia in modo sorprendente a quella della statua
portata via dai ladri... Oh! Non state ad ascoltarmi! Non state ad ascoltarmi... io
vaneggio, quest'oggi! Ah.ah.ah..."



"Ah.ah.ah... - risero anche Hammad
e gli altri - Siamo tutti nervosi ed agitati questa mattina.. e la dottoressa
Fatma ha ragione: qualcosa non va nel sistema d'allarme. E' meglio darvi
un'occhiata."





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